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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Marco Fedi (Pd, ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide) su riforma della legge elettorale e voto all’estero

ITALIANI ALL’ESTERO

“I 12 deputati e 6 senatori eletti nella Circoscrizione estero sono previsti dalla Costituzione. La legge elettorale si limita a stabilire come ripartirli in base agli iscritti all’Aire e a definire le modalità di esercizio del voto”

 

ROMA – Marco Fedi, deputato del Pd eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, risponde all’articolo di Gian Luigi Paragone pubblicato da “Libero” in cui si auspica che con la riforma della legge elettorale in corso si aboliscano il diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e i diciotto parlamentari che essi eleggono.

In primo luogo, l’esponente democratico segnala come la Circoscrizione estero, e dunque i parlamentari che i cittadini residenti in tale ripartizione eleggono, sia prevista della Costituzione, per cui “i 12 deputati e 6 senatori sono anch’essi inclusi nella Costituzione” e “la legge elettorale si limita a stabilire come ripartirli in base agli iscritti Aire nelle quattro ripartizioni e a definire le modalità di esercizio del voto”.

Inoltre si dimentica anche che “ove si riuscisse non con legge ordinaria ma con procedura di rango costituzionale a eliminare la Circoscrizione estero dalla Costituzione, rimarrebbe il problema di garantire l’esercizio del diritto di voto ai cittadini italiani residenti all’estero. Inclusi i temporaneamente all’estero che, grazie all’Italicum – ricorda Fedi, – hanno votato in occasione del referendum, ma che ora andrebbero recuperati nella nuova legge elettorale in discussione”.

Viene quindi sottolineato come sarebbe stato più opportuno porre la questione della presenza o meno dei parlamentari eletti nella Circoscrizione estero nel corso del dibattito che ha portato il Paese al referendum costituzionale e come i connazionali all’estero abbiano in quella consultazione sostenuto “convitamente” con il loro voto tale rappresentanza in Parlamento.

“Come attività parlamentare, considerata sia sotto il profilo delle presenze in aula che sotto quello della qualità del lavoro, gli eletti all’estero – ricorda Fedi – sono attestati ben oltre la media dei 630 deputati e 315 senatori. Non siamo utilizzati da Palazzo Chigi come consulenti di politica estera? Non siamo consulenti, ma rappresentanti del popolo, senza vincoli di mandato. Inclusi i cittadini italiani che sono nel mondo. Lo dice la Costituzione”.

“Una riflessione più approfondita, invece, merita la proposta di modifica delle regole di esercizio del voto ed in particolare il voto nei seggi. Diciamocela tutta – rileva l’esponente democratico, – se la formulazione dialettica rimane voto nei consolati, presupponendo che l’unico seggio possibile sia in una sede consolare, limitando quindi notevolmente il numero dei seggi, rimarremmo perplessi. Si tratterebbe infatti di una severa limitazione alla partecipazione. Se si pensasse ad un numero ragionevole di seggi, tale da assicurare una copertura dignitosa dei territori, potremmo discuterne. Consapevoli che anche in questo caso avremmo problemi logistici ed organizzativi ed anche costi rilevanti. Attenzione però: il voto nei seggi – conclude Fedi – elimina alcuni rischi ma ne crea uno decisamente superiore, aumentando la possibilità di controllo del voto da parte di chi ha il controllo del territorio. Con un forte ridimensionamento del voto d’opinione”. (Inform)

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