direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Marcelo Romanello (Cgie Argentina): “Ogni giorno che passa siamo più lontani e ignorati dai nostri governanti. Fa male sentirsi cittadini di seconda classe, perché non lo siamo”

ITALIANI ALL’ESTERO

 

BUENOS AIRES – “Secondo dopo secondo, minuto per minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno, mese dopo mese, in questo momento, il governo italiano sta ignorando gli italiani che vivono all’estero, che in più di quattro milioni sono registrati nelle anagrafi,  che stanno lavorando duramente per diffondere la cultura, per l’identità italiana attraverso i nostri mestieri, le nostre professioni, le associazioni – costituite dopo lo stabilirsi in diverse aree del mondo –  le federazioni d’associazioni, i Comitati, i nostri delegati al Parlamento che abbiamo scelto per essere rappresentati, il Cgie , che era il Piccolo Parlamentino ed ora sembra più un club di quartiere che un importante organo di rappresentanza”. Lo scrive in una nota Marcelo Romanello, consigliere Cgie Argentina.

“Io e noi tutti sappiamo – prosegue Romanello – che l’Italia soffre di problemi finanziari. Che alcuni governi, hanno abbassato la sua crescita, una situazione difficile da sostenere. Io e noi tutti sappiamo che la generosità italiana ha permesso l’entrata nel suo territorio per mare, a migliaia di persone in fuga della loro povertà, dei loro governi, delle loro guerre, dalle loro miserie”. Una crisi, quella dei rifugiati nell’Unione Europea che, per Romanello, non sembra avere una cura. “So – prosegue il consigliere del Cgie – che si è dovuta normalizzare la situazione di molti altri che sono rimasti in Italia senza cittadinanza, senza patria, perché lo ius soli non esisteva. Ma io e tutti noi, sappiamo che coloro che riceveranno oggi la cittadinanza italiana via ‘ius soli’ avranno diritto di voto ossia, ‘voteranno’, e questo ‘interessa’, ma ‘non interessa’ se poi andranno fuori d’Italia a trasmettere una legittima cittadinanza tramite lo ius sanguinis corrispondente che non è reale perché il sangue che si fa circolare non è italiano per nulla”. Allora Romanello si chiede perché si lasciano fuori da tutto questo gli italiani che hanno perso la nostra cittadinanza, per le esigenze dei paesi di nuova residenza. e non la possono recuperare.  “Perché si dimentica – si chiede ancora Romanello – la discriminazione delle donne italiane che non hanno potuto trasmettere la nostra cittadinanza a coloro che sono nati prima del 1948”.

“Quello che non so e che tutti noi non sappiamo – prosegue Romanello – è perché siamo ignorati gli italiani all’estero, che difendono il made in Italy e che hanno continuato ad essere legati al paese d’origine, e sia tagliata ogni possibilità di continuare ad affrontare l’insegnamento della lingua, la trasmissione della nostra cultura, il funzionamento dei Comitati”. Segnalata da Romanello anche la mancanza d’attenzione ai problemi dei nostri pensionati, l’eliminazione della nostra rappresentanza in Senato, la minimizzazione del Cgie attraverso la riduzione del numero dei rappresentanti nel mondo e la riduzione delle risorse che permettevano il suo normale funzionamento.

“Quello che si sappiamo tutti, – conclude Romanello – è che ogni giorno che passa siamo più lontani, più abbandonati, più ignorati dai nostri governanti e fa male sentirsi cittadini di seconda classe, perché non lo siamo. Per tutto questo…vi propongo di rinominare da oggi i Comites e il Cgie, con l’aggiunta di una I nel loro acronimo: Comitato degli Italiani Ignorati all’Estero; e Consiglio Generale degli Italiani Ignorati all’Estero: Comities e Cgiie”. (Inform)

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