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In Europa e Nord America il rischio che una donna muoia durante la gravidanza o il parto è di 1 su 4700, in Africa 1 su 40
200 ostetriche per aiutare 100mila donne in Sud Sudan e Mozambico
ROMA – C’è un’area della Terra che detiene il triste primato di posto più pericoloso in cui mettere al mondo un bambino. E’l’Africa a sud del Sahara. Se nel mondo ogni giorno 800 madri perdono la vita in gravidanza o durante il parto, più della metà sono africane. Ne consegue che, ogni giorno, più di 400 neonati africani restano orfani. Malattie facilmente curabili, distanze infinite da coprire per arrivare ad un ospedale, mancanza di informazione, scarsità di operatori e strutture sanitarie, sono le cause che spiegano il divario tra l’Africa e i cosiddetti Paesi sviluppati, in merito alla salute di mamme e bambini. In Europa e Nord America il rischio che una donna muoia durante la gravidanza o il parto è di 1 su 4700, in Africa 1 su 40.
Amref – principale organizzazione sanitaria no profit del continente africano, che opera dal 1957 – ha l’obiettivo di ridurre drasticamente le morti di madre e bambini, rafforzando i sistemi sanitari di due Paesi in profonda crisi sanitaria, economica e sociale: Mozambico e Sud Sudan. In Mozambico – 184esimo su 187 Paesi, secondo le stime dell’Indice di Sviluppo Umano – solo il 55% dei parti è assistito. In Sud Sudan, dove c’è uno dei tassi di mortalità materna più alti al mondo – 2054 donne morte ogni 100mila nuovi nati – oltre il 10,5% di bambini muore nei primi cinque anni di vita.
Per rafforzare i sistemi sanitari dei due Paesi l’organizzazione lancia “Mai più senza mamma”, una campagna di raccolta fondi, “perché – come afferma la cantante Fiorella Mannoia, protagonista dello spot della campagna e testimonial di Amref – ogni bambino ha diritto alla sua mamma”. È possibile contribuire inviando un sms o chiamando da rete fissa il numero solidale 45507.
Attraverso la formazione di 155 ostetriche e l’aggiornamento di altre 50, in Mozambico Amref mira ad assistere oltre 100 mila mamme; perché un’ostetrica ogni anno può assistere 500 donne e far nascere in condizioni di sicurezza centinaia di bambini. In Sud Sudan, grazie alla campagna, verranno realizzati corsi di formazione per 100 operatori e il tirocinio di 50 diplomati nelle strutture ospedaliere locali. Fondamentali per un Paese dove ci sono solo 19 ostetriche abilitate.
La campagna conta sul fondamentale sostegno di testimonial di rilievo nazionale come Fiorella Mannoia, Giobbe Covatta, Sveva Sagramola, Pif, Salvatore Marino, Dario Vergassola, Eleonora Daniele, Alberto Rossi, Demetrio Albertini, Luigi Pelazza, Marco Baliani, Saba Anglana, Elasti, Mario Riso, Francesco Gambella, Riccardo Marchesini. (f.b.- www.amref.it /Inform)