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Lungo la Salaria il fascino di una chiesa sommersa e il culto di San Vittorino

BENI CULTURALI

Contributo video della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti alla campagna “La cultura non si ferma” sul canale YouTube del MiBACT

ROMA – È un focus sulla chiesa sommersa di Santa Maria di San Vittorino, lungo la via Salaria, il contributo video (https://www.youtube.com/watch?v=JDxBqyQzxqo) pubblicato sul canale YouTube del MiBACT per la campagna “La cultura non si ferma” della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti.

Un dialogo tra l’archeologo Alessandro Betori, l’architetto Paola Piermattei, e il rappresentante  dell’associazione Valle del Salto, Cesare Silvi, che ripercorre le linee di ricerca per il progetto di valorizzazione del territorio, coordinato dalla Direzione Generale Educazione e Ricerca del Ministero e finanziato dalla Regione Lazio.

La chiesa di Santa Maria di San Vittorino, in provincia di Rieti, è nota come la “chiesa sommersa”: qui, nella Piana attorno a Cittaducale, nel corso dei secoli, si verifica il fenomeno dei sinkhole, ossia lo sprofondamento del terreno a causa della presenza di falde acquifere sotterranee che, nel caso dell’edificio barocco, ha creato uno scenario fortemente suggestivo, ambientazione di una delle scene più struggenti di “Nostalghia” di Andrey Tarkovsky.

La presenza dell’acqua che oggi scorre all’interno dell’edificio è un elemento importante anche nella storia e nelle tradizioni relative al culto di San Vittorino: il tema della passione del Santo è strettamente connesso alla presenza delle Aquae Cutiliae, le acque termali che oggi alimentano le terme di Cotilia, ai cui vapori il Santo venne esposto durante il martirio.

La struttura architettonica della chiesa, edificata tra il 1606 e il 1613 per volontà del vescovo Pietro Paolo Quintavalle, ha una pianta centrale a croce greca e sorse dove già si trovava un luogo di culto sulla cui esistenza ci sono testimonianze dell’VIII secolo; oggi l’edificio è diroccato, non ha più tetto ed è parzialmente sprofondato nel terreno; l’interno è allagato da una sorgente di acqua sulfurea che sgorga dal pavimento, defluendo verso la campagna circostante, che si manifestò a seguito del terremoto dell’Aquila del 1703.

Il video “Il culto di San Vittorino tra il comune di Cittaducale e l’antica Amiterno”, così come quelli degli altri Istituti del Ministero, mostra non solo il patrimonio abitualmente accessibile al pubblico, ma anche l’attività di studio, ricerca e valorizzazione che avviene ordinariamente sui beni del Paese. Tutte le iniziative  vengono raccolte, oltre che sul canale YouTube del Mibact, nel data base complessivo consultabile sulla pagina “La cultura non si ferma” del sito del MiBACT https://www.beniculturali.it/laculturanonsiferma, in continuo aggiornamento. ( Renzo De Simone/Inform)

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