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“Luigi Pericle. Ad Astra” al Museo d’arte della Svizzera italiana

MOSTRE

Dal 18 aprile al 5 settembre la prima retrospettiva in terra elvetica dell’artista

 

 

LUGANO –  “Luigi Pericle. Ad Astra”: il Museo d’arte della Svizzera italiana (Palazzo Reali, Lugano)  presenta dal 18 aprile al 5 settembre la prima retrospettiva in terra elvetica dedicata a Luigi Pericle (Basilea 1916-Ascona 2001), artista enigmatico le cui opere, riscoperte recentemente, sono oggetto di un importante progetto di conservazione, studio e valorizzazione grazie all’Associazione “Archivio Luigi Pericle”.

Luigi Pericle, nato a Basilea ma di origine italiana (marchigiano di Monterubbiano da parte di padre), ha partecipato a un capitolo importante dell’arte del secondo Novecento, esprimendosi attraverso un personale astrattismo informale e tecniche di lavorazione particolari.

Nei primi anni Cinquanta si trasferisce con la moglie ad Ascona attirato dall’aura spirituale del Monte Verità. Dopo un percorso di successo a livello internazionale, in cui sfugge alle classificazioni e si rivela artista professionista tanto quanto illustratore di talento, alla fine del 1965 decide fermamente di uscire dal sistema dell’arte pur continuando a produrre e a studiare le civiltà del passato, le filosofie e le lingue orientali, l’esoterismo, l’astrologia e le medicine naturali, fonti inesauribili di ispirazione per la sua indagine creativa.

Attraverso un’accurata selezione di documenti, dipinti e chine, la mostra –  a cura di Carole Haensler in collaborazione con Laura Pomari – ripercorre la ricerca artistica astratta di Pericle dagli anni ‘60 agli anni ‘80, evidenziando lo sviluppo del suo originale linguaggio espressivo.

L’esposizione del MASI a Palazzo Reali si articola in cinque sezioni, che delineano l’orizzonte spirituale e artistico di Luigi Pericle. Si riaccendono così i riflettori su un artista che certo studia il passato, ma è rigorosamente contemporaneo nella sua pittura, e nel suo vocabolario si dimostra all’altezza dell’astrazione lirica della seconda École de Paris e dell’arte informale. Molteplici sono le suggestioni di artisti quali Jean Dubuffet, Henri Michaux, Hans Hartung, Pierre Soulages, Maria Helena Vieira da Silva, Julius Bissier e altri che si bilanciano in una sintesi artistica estremamente individuale; in particolare i disegni a china raggiungono un grado virtuosistico di profondità meditativa. L’esposizione al MASI documenta inoltre il contesto spirituale dell’arte di Luigi Pericle, i suoi studi di calligrafia, astrologia, teosofia, filosofia Zen, ma anche del canone universale della storia dell’arte. La mostra è realizzata in collaborazione con il Museo di Villa dei Cedri di Bellinzona.

L’esposizione sarà presentata il 14 aprile alle ore 10.30 su Zoom. Interverranno : il direttore del MASI Tobia Bezzola;  Gabriela Cotti Musio, Credit Suisse, Carole Haensler, direttrice del Museo Villa dei Cedri, Bellinzona; Andrea e Greta Biasca-Caroni, Archivio Luigi Pericle, Ascona. (Inform)

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