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“Luigi Einaudi e l’emigrazione italiana”: all’Università di Napoli Federico II la presentazione della ricerca di Renato Raffaele Amoroso (28 aprile)

ITALIANI ALL’ESTERO

 

NAPOLI – “Luigi Einaudi e l’emigrazione italiana”: sarà presentata il 28 aprile all’Università di Napoli Federico II la ricerca di Renato Raffaele Amoroso pubblicata da Bancaria editrice. “L’idea forte della ricerca è costituita dalla concezione che Einaudi ha dell’emigrazione vista, da un lato, come fenomeno in grado di assicurare la sostenibilità finanziaria del modello di sviluppo italiano e, dall’altro lato, come infrastruttura essenziale del commercio internazionale”, si legge nella prefazione  a cura del banchiere  Maurizio Sella, importante figura della finanza italiana scomparso lo scorso anno. “Nel primo caso – scrive Sella – l’emigrazione alloca manodopera laddove se ne appalesa l’esigenza (costituendo, al contempo, una “valvola di sfogo” del surplus demografico) e fa giungere, attraverso le rimesse, risorse nei luoghi di origine favorendo la progressiva accumulazione di capitale per il tramite dell’autofinanziamento. Nel secondo caso, l’emigrazione consente alle industrie italiane di aumentare il proprio fatturato conquistando progressivamente i mercati dei Paesi in cui si registrano consistenti insediamenti di connazionali. A ciò si aggiunge che, quando le correnti migratorie raggiungono una definitiva maturità, i viaggi non sono più intrapresi da manodopera non qualificata, ma anche da risorse in possesso di una specifica professionalità, da capitalisti e da direttori d’azienda, per cui ai flussi migratori non si accompagna più solo l’invio di rimesse, ma anche la formazione di una classe imprenditoriale e l’apertura di nuove e articolate rotte commerciali” Dall’Università Federico II si sottolinea: “L’emigrazione è un elemento fondamentale dello sviluppo italiano. Da una parte permette di ridurre il surplus di manodopera e di popolazione, offrendo lavoro all’estero e portando in Italia risorse economiche attraverso le rimesse, utili all’accumulazione di capitale. Dall’altra favorisce il commercio internazionale, perché le comunità di emigrati aiutano le industrie italiane a entrare nei mercati stranieri. Con il tempo, inoltre, non emigrano più solo lavoratori non qualificati, ma anche professionisti, imprenditori e dirigenti, contribuendo alla nascita di una classe imprenditoriale italiana all’estero e di nuove reti commerciali. La ricerca esposta nel volume, basata in larga parte sullo studio di fonti dirette e di archivio, si rivela di grande importanza per lo studio dell’emigrazione italiana evidenziando aspetti del pensiero di Luigi Einaudi finora poco approfonditi nella letteratura su questi temi. Nell’ambito di un’impostazione storico-economica l’indagine conferma la straordinaria importanza dei flussi di lavoratori e famiglie italiani diretti in Argentina anche per la promozione dello sviluppo dei luoghi di origine tramite il rafforzamento di solidi legami commerciali e culturali nel lungo periodo”. L’incontro si terrà alle ore 11 nell’aula 7 del Dipartimento di Scienze Politiche . Dopo i saluti della Direttrice del Dipartimento Paola De Vivo, seguiranno gli interventi del Federico Pascucci (Fondazione Istituto Luigi Einaudi), e dei professori Daniela La Foresta (Federico II), Francesco Dandolo (Federico II) e Gaetano Sabatini (Roma Tre). L’incontro sarà introdotto e moderato dal professore Marco Maria Aterrano (Federico II). (Inform)

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