ITALIANI ALL’ESTERO
Inaugurazione prevista per il 22 maggio. Lacorazza: Il Museo è simbolo tangibile di una grande storia della memoria collettiva dei lucani
POTENZA –E’ prevista per il prossimo 22 maggio , in concomitanza con la Giornata dei Lucani nel Mondo , l’inaugurazione del Museo dell’emigrazione che sarà realizzato nel Castello di Lagopesole di Avigliano (Potenza) e le cui attività saranno coordinate dal Centro dei Lucani nel mondo “Nino Calice”:. Oggi la presentazione ufficiale nel corso di una conferenza stampa presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Basilicata. All’incontro con i giornalisti il presidente del Consiglio regionale Pietro Lacorazza, il presidente della Crle Nicola Benedetto, il vicepresidente Francesco Mollica, il sindaco di Avigliano Vito Summa . Intervenuto anche il coordinatore del nuovo Comitato Tecnico Scientifico del Centro “Nino Calice” Luigi Scaglione. Il quale ha evidenziato che la realizzazione del “Museo dell’emigrazione” nel Castello di Lagopesole (oggi la consegna dei lavori alla ditta aggiudicataria) “si colloca nelle nuove politiche a favore dei lucani nel mondo, a testimonianza del forte legame tra le comunità lucane emigrate ed i loro parenti”. “Grande – ha sottolineato Scaglione – la sollecitazione venuta dalle nuove generazioni per la creazione di una simile struttura che ha bisogno di essere ‘viva’, anche in virtù delle azioni politiche che si andranno a concretizzare e degli interventi specifici a favore dei lucani nel mondo, al di là del ‘normale e ovvio contributo’. Fondamentali, dunque, le azioni che il Consiglio regionale metterà in campo per attuare la nuova legge sulla Commissione, di recente approvazione, con politiche di accoglienza della nuova emigrazione e di rimembranze preziose relative alla emigrazione dell’800 e ‘900. Una grande opportunità da non perdere – ha aggiunto – e, con l’aggregazione ai tanti flussi di emigrati che verranno a visitare Expo 2015, in omaggio ad una storia che non può essere dimenticata, ma che va raccontata. Una raccolta continua e capillare di documenti e testimonianze per l’arricchimento continuo del Museo, una raccolta materiale, ma intrisa di quella sensibilità che il popolo lucano è in grado di esternare”. Scaglione ha concluso con un ringraziamento “al mio predecessore e per tanti versi, mentore dell’iniziativa, Pietro Simonetti”.
Il presidente della Crle Benedetto ha espresso “la sua soddisfazione per un intervento che deve diventare uno strumento fondamentale per il turismo di ritorno, non solo in occasione di Expo 2015, ma che deve dare un impulso forte per la ripresa della regione, abbandonando le vesti ‘fredde’ di cui, troppo spesso, sono avvolte strutture del genere. I fondi stanziati finora, non sono certamente esaustivi, ma rispecchiano la volontà della Istituzione di voler armonizzare il patrimonio culturale di cui la Basilicata è ricca con la contemporanea valorizzazione del territorio. Puntare sul turismo culturale sotto l’occhio vigile dei connazionali, incentivando le associazioni dei giovani, ‘sfruttandone la loro freschezza di idee’, il tutto nell’ottica dell’entusiasmo ora all’apice per Matera capitale europea della cultura 2019”.
Il sindaco di Avigliano Summa ha sottolineato che “si è in presenza di un contenitore che va riempito. Con l’iniziativa in atto – ha detto – si rafforza questo contenitore che finora rappresentava, sia pure nel suo inestimabile valore, solo un monumento. Una gestione innovativa per rendere il Museo un vero attrattore, incrementando ogni sua connessione con l’intero mondo di Federico. Un momento identitario – ha concluso Summa – da rendere accessibile in ogni stagione attraverso una sfida assolutamente innovativa di cura e con la gestione di quanto preziosamente custodito e da ‘esportare’ senza soluzione di continuità all’esterno”.
Il vice presidente della Crle Mollica, nell’illustrare le novità non solo normative, della nuova legge con le ultime modifiche alla 16/99, essenzialmente legate allo snellimento del funzionamento ed allo svecchiamento per renderla più consona alla tempistica delle azioni da intraprendere anche con la presenza del Comitato, ha sottolineato “il legame imprescindibile che il Museo dovrà avere con tutte le altre iniziative in cantiere. Deve essere in continua sinergia – ha specificato Mollica – con quanto deciso dalla Commissione, dal Consiglio regionale, in continuo raccordo con il territorio. Gli attrattori da soli non funzionano, di qui l’esigenza della condivisione costante, ponendo a regime una rete solida di valorizzazione e di promozione di tutto quanto la Basilicata ha espresso e continua ad esprimere. Fondamentali –ha spiegato – le nuove tecnologie adottate per la messa in opera della struttura, tecnologie che rendono il progetto legato strettamente alla emigrazione attuale, fatta, essenzialmente di imprenditori e giovani laureati. Rinnovare il meccanismo delle Associazioni dei lucani nel mondo con questo nuovo strumento che risponde alle esigenze ed alle volontà tutte allineate nella finalità dell’offerta di qualità basata una storia ricca di tradizione, ma anche di enormi capacità per il futuro”.
Il presidente del Consiglio regionale Lacorazza, nel concludere l’incontro ha fatto “una prima considerazione: non si tratta di un ‘manufatto’. Il Museo – ha rimarcato – è il simbolo tangibile di una grande storia della memoria collettiva dei lucani che devono aprire le proprie case, i propri armadi, i loro cassetti, le loro antichità che nascondono grandi tesori. Il senso di un museo non è quello di mummificare una identità, bensì di trasmetterla con il coinvolgimento delle nuove generazioni lungo il percorso intrapreso. E’ importante – ha proseguito – mantenere la data del 22 maggio per l’inaugurazione, dal momento che due giorni dopo il 24 maggio 1914 vi fu l’annuncio dell’ingresso dell’Italia nella Grande guerra. Avviare, in tal modo, un percorso misto, guardando l’emigrazione anche attraverso il conflitto bellico. Un lavoro di stimolo, dunque, dando al Museo alcune particolarità che lo rendano unico con l’aggiunta di ‘un’idea in più’ che può essere la storia dell’emigrazione anche attraverso la musica o altri fenomeni e avvenimenti pregnanti dell’epoca. Un forte contributo operativo per una strategia più larga che riguarda l’Istituzione nella sua capacità di innovarsi, le radici dell’emigrazione quale idea di libertà e il futuro, pensando a Matera 2019, e non solo. La capacità –delle Istituzioni di far fare a Cristo un altro passo avanti, oltre Eboli”, ha concluso Lacorazza (Inform)