MUSICA
Concerti “per la pace” e “per l’Europa della conoscenza, del dialogo e della solidarietà”
ROMA – L’Orchestra Internazionale Giovanile dei Cento Ragazzi è una realtà musicale formata da giovani musicisti italiani, austriaci, serbi, sloveni, croati, cechi e macedoni, di età compresa fra i 12 e i 21 anni. Si è costituita su progetto lombardo nel corso di quasi cinque anni, con i migliori allievi, scelti dai Conservatori e dalle Scuole di musica dei rispettivi Paesi d’origine partecipanti al progetto. Sono giovani nati, cresciuti e formati in Paesi che cento anni fa erano schierati in guerra su fronti opposti. Oggi, i Cento Ragazzi vogliono condividere ideali comuni di conoscenza, solidarietà e collaborazione artistica, in un contesto costruttivo di apprendimento, dialogo, solidarietà, scambio interculturale e professionale.
Nell’estate 2014, su impulso e con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado, il progetto musicale lombardo ha assunto una nuova dimensione etica e solidale, in un contesto istituzionale di collaborazione transfrontaliera, mirante alla promozione del dialogo interculturale, di scambi e di esperienze, con gli studenti di musica della Regione geografica dei Balcani occidentali e danubiana, i cui Paesi sono impegnati nell’inizio del percorso di adesione all’Unione Europea e nella costituzione della macroregione Adriatico-Jonica, che intensificherà i rapporti di molte ragioni italiane, soprattutto quelle bagnate dai mari Adriatico e Jonio, ai Paesi della sponda orientale, dalla Slovenia alla Grecia, comprese Serbia e Macedonia.
Il nuovo percorso progettuale è stato tracciato all’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado, dal direttore e coordinatore d’area Sira Miori e dalla presidente dell’Orchestra Internazionale Giovanile dei Cento Ragazzi Rita D’Arenzo, con la partecipazione del sindaco pro-tempore del Comune di Vracar della Città di Belgrado Branimir Kuzmanovic (Serbia) e del sindaco della Città di Bled Janez Fajfer (Slovenia). Si tratta di un progetto di alto contenuto artistico, formativo ed etico, particolarmente significativo nel panorama musicale europeo e nella realtà delle orchestre giovanili, in termini di apertura “oltre i confini”, di impegno, maturità artistica e livello di esecuzione.
A cento anni dall’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra I Cento Ragazzi hanno eseguito in Italia tre concerti “per la pace”e “per l’Europa della conoscenza, del dialogo e della solidarietà”. Costituiscono il naturale proseguimento di un percorso europeo iniziato nell’agosto dello scorso anno all’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado, con l’organizzazione di due indimenticabili concerti, nella Sala grande della Fondazione Kolarac di Belgrado e nella Sinagoga di Novi Sad, seguiti da altri due concerti autunnali in Slovenia, nella Philarmonja Ljublijana e nella Festivalna Dvorana di Bled.
“Il filo conduttore di questo progetto è la condivisione dei metodi di insegnamento adottati dalle scuole di musica dei diversi Paesi europei e lo sviluppo di rapporti interpersonali e sociali, attraverso il linguaggio universale della musica”, afferma Rita D’Arenzo, presidente dell’Orchestra Internazionale Giovanile dei Cento Ragazzi, ideatrice del progetto iniziale e organizzatrice dell’attività dell’Orchestra.
“Questa iniziativa”, prosegue Sira Miori, già direttore degli Istituti Italiani di Cultura in Bruxelles e in Belgrado, “contribuisce a far conoscere ai giovani dell’Europa di oggi e di domani, i valori fondanti dell’Unione Europea. Promuove la conoscenza, la diversità culturale e la creatività artistica, attraverso momenti di apprendimento, progettazione e lavoro comune, in un contesto di dialogo interculturale, solidarietà e collaborazione che si colloca al di sopra dei confini nazionali”.
Il percorso italiano è iniziato il 2 giugno scorso, con un primo seminario di formazione a Desenzano del Garda e un concerto, sabato 6 giugno, a EXPO Milano 2015 nella Chiesa della Santa Croce di Mazzo di Rho, a pochi passi da Cascina Triulza, il Padiglione della Società civile. E’ terminato oggi a San Felice del Benaco, località situata sul promontorio che si protende sul lago di Garda tra i golfi di Salò e di Manerba, nei luoghi di Gasparo da Salò, il teorico dell’armonia e inventore del violino.
Il secondo seminario italiano, iniziato il 22 agosto, è stato dedicato alla musica contemporanea e all’approfondimento delle comuni radici culturali europee. Ha permesso di preparare altri due concerti: il primo, sabato 29 agosto nello splendidoTeatro Grande di Brescia; il secondo, domenica 30 agosto, sul piazzale dello storico Castello di Sirmione del Garda.
I concerti sono stati aperti con l’Inno dell’Unione Europea, dall’Inno alla Gioia della IX Sinfonia di Ludwig van Beethoven. E’ seguito un programma dedicato ad autori moderni e contemporanei, formulato tenendo conto delle diverse culture musicali d’origine dei giovani e delle loro proposte.
In prima assoluta e alla presenza dell’autore, è stata poi eseguita l’opera del compositore toscano Vlady Bianchini “The price of freedom 1945 Il prezzo della libertà”, scritta nel settantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. E’ stata espressamente dedicata all’Orchestra Internazionale Giovanile dei Cento Ragazzi “per invitare i giovani ad una riflessione sui valori della libertà e della democrazia e per non dimenticare il sacrificio di vite umane e le sofferenze da cui sono nati”, “affinché non si ripetano più i massacri e gli orrori della guerra”, ha spiegato lo stesso compositore. Alla conclusione del concerto, la Città di Sirmione ha regalato a tutti una cascata di splendidi fuochi d’artificio che hanno illuminato la baia, dopo una serata di musica, carica di significati.
Al termine del percorso italiano dell’Orchestra Internazionale Giovanile dei Cento Ragazzi è seguito il passaggio del testimone dall’Italia alla Slovenia. Il percorso sloveno inizierà dopo Natale, a Beld, con un seminario sulle rive del pittoresco lago sloveno e un concerto previsto per il prossimo 30 dicembre nella Festivalna Dvorana Bled, continuando l’itinerario artistico, formativo ed etico iniziato nell’estate dello scorso anno all’Istituto Italiano di Cultura in Belgrado. (Inform)