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L’intervento di Massimo Ungaro (Italia Viva, ripartizione Europa) nella discussione che ha preceduto il sì dell’Aula al disegno di legge per la delega al governo in materia di disabilità

CAMERA DEI DEPUTATI

 

“Necessario un riassetto generale delle disposizioni vigenti e alcune innovazioni per migliorarne l’applicazione”

 

ROMA – È stato approvato dalla Camera dei deputati il disegno di legge per la delega al governo in materia di disabilità, insieme alle abbinate proposte di legge. Nel corso della discussione è intervenuto anche il deputato eletto nella ripartizione Europa Massimo Ungaro (Italia Viva) che ha ricordato come in Italia siano 3 milioni e 150 mila le persone con disabilità, ovvero il 5,2% della popolazione, un dato che a livello mondiale è stimato intorno al 15% della popolazione. Segnalati anche i passi compiuti per tutelare i loro diritti e assicurare l’inclusione nella vita sociale, a livello mondiale, europeo e nazionale, tra cui l’istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità e la legge sul “Dopo di noi”, che introduce programmi di assistenza per i disabili gravi che perdono il sostegno familiare. “Tanta strada è stata fatta in questa lunga marcia dei diritti per le persone con disabilità che oggi forse daremmo per scontati, ma che non lo erano fino a pochi decenni fa – sottolinea Ungaro, ricordando come il provvedimento in esame sia teso a rimettere ordine nelle norme attualmente vigenti, la cui implementazione “rimane ancora sub ottimale”. “Serve – prosegue il deputato – un riassetto generale delle disposizioni vigenti e serve introdurre alcune innovazioni coerenti con la Convenzione ONU, a partire dalle nuove classificazioni di disabilità, che possano migliorare l’applicazione delle norme”. La legge quadro sulla disabilità è inoltre una della riforme esplicitate nella Missione “Inclusione e coesione” del PNRR e che “ci si prefigge di raggiungere con questa legge delega, che è collegata alla legge di bilancio – sottolinea Ungaro.

Tra i punti rilevanti della delega, il deputato ricorda le disposizioni che riguardano la definizione della condizione di disabilità e il suo accertamento, la creazione di un progetto personalizzato di vita indipendente che vede anche la partecipazione diretta dell’individuo con disabilità, la riqualificazione dei servizi pubblici, l’informatizzazione dei processi valutativi e l’istituzione di un garante nazionale per la tutela dei diritti delle persone con disabilità. Prevista anche la creazione di soggetti unici pubblici che “avranno la competenza medico-legale sui processi valutativi” e “un aggiornamento dei sistemi di controllo, perché, purtroppo, sappiamo che spesso, in tema di invalidità civile, ancora c’è chi abusa e sottrae risorse a chi ne ha veramente bisogno – sottolinea il deputato. “Verrà anche introdotta un’unità di valutazione multidimensionale per costruire quel percorso individuale di inclusione per ognuno, che integri tutti gli interventi di messa in carico nel pieno rispetto del principio dell’autodeterminazione. Verranno potenziati i servizi pubblici, verrà individuato un dirigente in ogni amministrazione pubblica che andrà a programmare l’accessibilità alle funzioni amministrative delle persone con disabilità e l’inclusione verrà aggiunta come uno degli obiettivi di produttività delle amministrazioni pubbliche. Le associazioni delle persone con disabilità – prosegue Ungaro – potranno esprimere pareri, verrà individuato un responsabile per il processo di integrazione lavorativa e verrà estesa la possibilità di ricorso contro la pubblica amministrazione qualora venisse violata la possibilità di accesso alle persone con disabilità”. A proposito del garante nazionale, viene segnalato tra i suoi compiti quello di “promuovere i diritti, assistere chi subisce discriminazioni o violazioni dei propri diritti, formulare pareri o raccomandazioni alla pubblica amministrazione e promuovere campagne di sensibilizzazione”. Ungaro segnala inoltre la necessità che tale figura sia “indipendente, a guida collegiale e modellato sul modello del Garante per i detenuti, per diventare così un presidio di garanzia dei diritti umani delle persone con disabilità e un ente di garanzia cui fare ricorso”, rilevando come il testo in esame sia impostato in tale direzione.

Richiamato poi l’aggiornamento delle tabelle di percentuale degli stati invalidanti, “uno strumento che era vecchio di 20 anni e dove anche un minimo errore rischiava di incidere sui diritti acquisiti di milioni di persone – ricorda Ungaro, apprezzando la coerenza di tale revisione con il testo proposto da varie associazioni e il superamento dell’ottica della sola percentuale di disabilità, in coerenza con la Convenzione dell’ONU del 2006. Il deputato ricorda anche il lavoro svolto sulla definizione di disabilità, che deve consentire agli aventi diritto di accedere ai benefici di legge, e dunque non risultare eccessivamente rigida. Apprezzamento viene infine espresso per la definizione dei programmi per l’autonomia abitativa delle persone con disabilità nell’ambito della definizione di un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. “L’obiettivo della politica e delle istituzioni – conclude Ungaro – deve essere quello di eliminare sempre di più tutte le barriere fisiche, immateriali, sociali ed economiche e permettere a tutte le italiane e a tutti gli italiani con disabilità di integrarsi, lavorare e dare anch’essi il loro contributo al Paese”. (Inform)

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