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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’intervento del direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali

CGIE – ASSEMBLEA PLENARIA

In assenza del sottosegretario agli Esteri Ricardo Merlo, i temi della relazione di Governo – risorse, rete e servizi consolari, diffusione di lingua e cultura italiana – sono stati ripercorsi dal direttore generale. “Gli stanziamenti di risorse per il 2019, che in questo momento sono in legge di bilancio, sono esattamente quelli del 2018 – assicura Vignali

 

ROMA – Si è aperta ieri pomeriggio nella Sala delle Conferenze internazionali della Farnesina la 42ma assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero. Assenti il presidente del Cgie, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, perchè a Palermo per il vertice sulla Libia, e il sottosegretario agli Esteri con delega agli italiani all’estero Ricardo Merlo, che accompagna in questi giorni il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita di Stato in Svezia.

Ad illustrare la relazione di Governo, ripercorrendone i vari passaggi, è stato quindi il direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali. Egli ha cominciato il suo intervento ricordando “una scadenza importante e vicina, il rinnovo del Parlamento europeo; da parte del Maeci e con il Ministero dell’Interno stiamo ovviamente già lavorando per mettere in pratica tutti gli accorgimenti necessari per una gestione regolare, ordinata, corretta e trasparente delle operazioni di voto – assicura Vignali, auspicando, anche attraverso il contributo del Cgie, “una partecipazione la più ampia possibile, anche da parte dei connazionali che voteranno presso i seggi istituiti presso i Consolati e nelle Ambasciate nei Paesi dell’Ue”.

Di seguito, il tema della diffusione di lingua e cultura italiana: il direttore generale richiama gli Stati generali della lingua italiana nel mondo celebrati alcune settimane fa, definendoli un appuntamento “di grande rilievo e che ha visto la partecipazione diretta del Cgie attraverso alcuni consiglieri e in particolare di Silvana Mangione”, e “significativo” per il riconoscimento del ruolo e dell’importanza delle collettività italiane quale “moltiplicatore dell’italianità” all’estero – citate in quella circostanza in questi termini sia dal presidente della Repubblica che dal ministro Moavero Milanesi. L’italiano è dunque “lingua di promozione del Paese, ma dovrebbe diventare al tempo stesso una lingua di integrazione, anche per i discendenti degli italiani che chiedono la cittadinanza  – prosegue Vignali, rilevando l’opportunità di tenere presente sempre più nelle istanze di riconoscimento presentate “il legame forte ed effettivo con il nostro Paese, anche linguistico e culturale, rispetto al semplice riconoscimento di una discendenza solo formale”.

Per quanto riguarda la situazione della rete consolare, il direttore generale rileva come questo tema ricorra nelle diverse assemblee e sia giusto parlarne perchè “non tutti i problemi che avevamo già evidenziato sono risolti, anzi vi sono delle carenze in particolare per quanto riguarda il personale: questo è il vero nodo che tocca la presenza del Paese all’estero attraverso i Consolati”. Si richiama quindi la carenza di organico e l’invecchiamento del personale in servizio – 56 anni è l’età media del personale di ruolo. “Posso dirvi che il Governo è attivamente impegnato a reperire nuove risorse, già in questa legge di bilancio, per l’assunzione di nuovo personale di ruolo e a contratto da destinare prioritariamente ai Consolati all’estero – assicura Vignali che, a proposito della legge di bilancio, afferma anche di voler “sgombrare il campo da alcune incertezze e paure che stanno attraversando i consiglieri del Cgie e non solo: non ci sono stati tagli significativi ai nostri capitoli di bilancio, almeno per quanto riguarda la Direzione generale che ho l’onore di dirigere”. “Gli stanziamenti per il 2019, che in questo momento sono in legge di bilancio, sono esattamente quelli del 2018 – afferma Vignali; “vi è stato – ammette – un limitato ritocco ad altri capitoli per il 2018, per esempio nel decreto fiscale vi è stato un taglio di 2 milioni relativi al Fondo Africa, per le politiche di immigrazione, o limitati interventi – ammette Vignali, ribadendo l’impegno a “vigilare” sulle risorse stanziate.

La relazione di Governo richiama poi i dati sull’attuale emigrazione italiana, una “corrente di nuove mobilità che non si è ancora arrestata e dai caratteri non interamente riconducibili alla fuga dei cervelli o di giovani che cercando di arricchire il loro bagaglio professionale all’estero o cercano opportunità all’estero; si muovono purtroppo interi nuclei familiari ed è in fortissimo aumento la fascia degli ultracinquantenni che si muovono per cercare opportunità migliori; vi è un nuovo flusso di mobilità che coinvolge genitori e nonni che accompagnano figli e nipoti all’estero nei loro percorsi di affermazione professionale; vi è poi la cosiddetta migrazione previdenziale e una nuova corrente di emigrazione che dobbiamo monitorare perché a rischio di marginalità, di cadere vittima di circuiti di sfruttamento e che quindi va assistita e accompagnata nei percorsi di integrazione all’estero – afferma Vignali, che ribadisce l’auspicio che tali nuove forme di mobilità possano trasformarsi in un flusso di “emigrazione circolare” perché si possa reinvestire nel nostro Paese il patrimonio di esperienze maturato all’estero.

 

Richiamate poi le situazioni di maggiore criticità che coinvolgono le collettività all’estero: il Venezuela, dove permane “una gravissima crisi” e in cui continua l’impegno dell’amministrazione e del Governo per riuscire a rispondere in particolare alla domanda di farmaci salvavita; la Brexit, contesto in cui “dobbiamo mantenerci pronti a tutti gli scenari, compreso quello del no deal, per confermare e garantire i diritti dei nostri connazionali che risiedono nel Regno Unito, garantendo lo stesso per i britannici che risiedono in Italia”; e la situazione in Sud Africa, che va “monitorata con attenzione” per il “clima di insicurezza di cui risente in particolare la nostra collettività”, pur essendo attivamente coinvolta in azioni di solidarietà. 

Vignali si sofferma infine sulla Conferenza dei Consoli italiani nel mondo svoltasi alla Farnesina alla fine ottobre e che ha riunito 106 i consoli in rappresentanza degli 80 consolati e delle principali cancellerie consolari nel mondo: un appuntamento importante anche per il rilievo mediatico che ha avuto, che “ha consentito lo scambio di buone prassi, fortificato lo spirito di appartenenza dei nostri consoli e l’orgoglio di servire i connazionali all’estero”. Tra i tavoli tematici organizzati, il direttore generale richiama in particolare il confronto tra emigrazioni storiche e nuove mobilità, in cui è emerso “un terreno per costruire delle reti di eccellenza, tra chi ha fatto fortuna nei Paesi in cui è emigrato e i nuovi italiani, o nuovi talenti che emigrano oggi, per un confronto intergenerazionale che deve essere virtuoso e non un conflitto, catalizzando l’energia di questi flussi attuali per rivitalizzare per esempio gli organismi e le associazioni di italiani all’estero”. “C’è un interessante dialogo che va costruito tra i giovani delle nuove mobilità e le nuove generazioni degli italiani all’estero, che sono nate e cresciute all’estero, terze e quarte generazioni di italiani – aggiunge Vignali. Altri temi affrontati nella Conferenza, le nuove forme di comunicazione e la capacità di ascolto, anche attraverso i social network, delle esigenze dei connazionali; la cittadinanza, “di cui è ineludibile una riforma normativa, proprio per promuovere il legame culturale e affettivo di chi oggi chiede la cittadinanza italiana”; e il tema cardine, quello dei “consoli a servizio delle collettività italiane”. “È stato anche detto in una di queste sessioni che i consoli devono sapersi immedesimare nell’utenza per cogliere le richieste anche prima che vengano formulate, per poter realizzare circuiti di innovazione a servizio dei connazionali”. Al termine dell’intervento è stato proiettato il video realizzato dal Maeci per la Conferenza. Alla prima sessione della plenaria erano presenti anche i presidenti delle Commissioni Esteri di Senato e Camera, Vito Petrocelli e Marta Grande e numerosi parlamentari eletti nella circoscrizione Estero. (Viviana Pansa – Inform)

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