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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Libano: morto Jimmy, cane anti-esplosivo veterano delle missioni all’estero

MINISTERO DELLA DIFESA

ROMA – Dopo oltre dieci anni di servizio, a causa di un malore, è morto Jimmy, il cane anti esplosivo del contingente militare italiano in Libano. Con le unità cinofile era stato impiegato anche in Afghanistan e in Kosovo per contrastare il pericolo degli ordigni esplosivi improvvisati (IED)

È deceduto durante lo svolgimento di un regolare turno di servizio per il controllo anti-esplosivo sui veicoli in ingresso presso la base di Shama, sede del Comando del Settore Ovest di UNIFIL, attualmente su base Brigata Paracadutisti “Folgore”, Jimmy – detto Gamain – era uno dei cani del nucleo cinofili del Contingente Italiano schierato in Libano.

Prossimo alla “pensione”, il pastore belga malinois dell’età di 11 anni è morto a causa di un malore. Era in servizio con le unità dell’Esercito da oltre 10 anni, inquadrato presso il Gruppo Cinofili del Centro Militare Veterinario di Grosseto ed era già stato impiegato, per ben sei volte, in missioni all’estero, in Afghanistan, in Kosovo e in Libano.

I cani impiegati nei nuclei cinofili per la ricerca degli esplosivi vengono selezionati da cuccioli, attraverso una valutazione delle loro capacità e della loro indole caratteriale. Affidati ad un militare conducente, con cui condivideranno tutta la loro “carriera” (ma, spesso, anche la pensione, poiché sempre più frequentemente i conducenti chiedono poi l’affido di questi cani al termine del loro servizio), effettuano un corso di formazione e addestramento della durata di un anno.

Durante il corso, l’animale, oltre ad instaurare un rapporto del tutto speciale con il proprio conducente, attraverso il gioco e le associazioni ad esso correlate impara a ricercare, individuare e segnalare opportunamente la presenza di sostanze esplosive.

Negli anni, l’impiego di unità cinofile all’interno dei contingenti militari nazionali è divenuto fondamentale per contrastare il pericolo degli ordigni esplosivi improvvisati (IED), una delle minacce più subdole per i nostri militari che operano nei Teatri Operativi di tutto il mondo.

Jimmy, come detto, era impiegato in Libano nell’ambito della missione UNIFIL, nata con la Risoluzione 425 adottata in data 19 marzo 1978 da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Con la Risoluzione n. 1701 dell’11 agosto 2006 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha previsto il potenziamento del contingente militare UNIFIL fino a un massimo di 15.000 uomini, da schierare in Libano in fasi successive, espandendo l’area di operazioni a tutto il territorio libanese a sud del fiume Litani.

In tale contesto le unità di UNIFIL, su richiesta del Governo libanese, agiscono come “forze cuscinetto” tra i contendenti. L’Italia, con lo scopo di contribuire all’incremento del pacchetto di forze a disposizione di UNIFIL, partecipa alla missione internazionale – denominata in ambito nazionale Operazione “Leonte” ed ha la leadership nel Comando del settore Ovest del Libano. (Inform)

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