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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’ex Presbiterio “Santa Croce” nella Medina restituito alla città di Tunisi dopo i lavori di restauro finanziati dalla Cooperazione Italiana

RETE DIPLOMATICA

L’augurio dell’Ambasciatore d’Italia a Tunisi Raimondo de Cardona affinché il complesso possa diventare il punto di riferimento di varie attività socioeconomiche e culturali

 

TUNISI – Il 3 ottobre, si è svolta la cerimonia di chiusura ufficiale dei lavori e la riapertura dell’ex Presbiterio “Santa Croce”, antico convento ubicato nel cuore della Medina di Tunisi, interamente rinnovato grazie ad un finanziamento della Cooperazione Italiana pari a 1,2 milioni di dinari tunisini. Il progetto di restauro è stato realizzato nel quadro della cooperazione italo-tunisina, in partenariato con il Comune di Tunisi e l’Associazione di Salvaguardia della Medina (ASM). Una volta conclusa la selezione di un’associazione specializzata, l’antico Presbiterio “Santa Croce” sarà trasformato in un “Centro Mediterraneo delle Arti Applicate“, centro di artigianato, di esposizioni temporanee e permanenti, di formazione e di attrazione culturale, il cui filo conduttore sarà il Mediterraneo, considerato come un luogo di incontri, di commercio e di scambi tra culture e paesi costieri.

Questa iniziativa, volta a salvaguardare il patrimonio storico, artistico e monumentale della Medina, potrà contare su ulteriori fondi italiani di 2,3 milioni di dinari per ripristinare anche la vecchia chiesa, che sarà dotata di spazi per concerti, mostre e hosting. Il complesso di “Santa Croce” ha in effetti una lunga storia : la chiesa è stata edificata nel 1662 ed era l’unica parrocchia esistente in Tunisia. Presentando il nuovo complesso come opportunità per lo sviluppo economico, l’ambasciatore d’Italia a Tunisi Raimondo de Cardona ha formulato l’augurio che questo complesso possa diventare il punto di riferimento di varie attività socioeconomiche e culturali, grazie al partenariato dei settori pubblici e privati. Presente alla cerimonia, il ministro del Turismo e dell’Artigianato, Salma Elloumi Rekik, che vede in questo complesso uno strumento per mettere in atto “una nuova dinamica nell’attività turistica della capitale tunisina”. Ma soprattutto, “un ponte per il dialogo e lo scambio tra i campi della cultura e del turismo, nonché un’opportunità per sviluppare relazioni bilaterali e multilaterali di cooperazione con l’Europa, in particolare nel campo della formazione nei mestieri artistici”.

Una tavola rotonda, moderata dall’architetto Adnen El Ghali, ha riunito i migliori esperti del settore in Tunisia e nel Mediterraneo per riflettere sulla valutazione del patrimonio culturale e architettonico come una leva per lo sviluppo economico locale. Da Vittoria Alliata alla professoressa Renata Pepicelli e Sana Ben Achour, i relatori hanno proposto modi per sfruttare al meglio il nuovo “Centro Mediterraneo delle Arti Applicate”, che sarà il nuovo volto dell’ex Presbiterio. (Inform)

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