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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Lettera aperta di Gianni Farina (Pd) al Comites di Basilea e alla Fopras di Basilea

ITALIANI ALL’ESTERO

In merito ad una controversia sull’opportunità di permettere al Comites di nominare i membri in rappresentanza della comunità italiana all’interno del Consiglio della Fondazione Fopras

ROMA – Pubblichiamo qui di seguito il testo di una “lettera aperta” di Gianni Farina, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Europa, ai membri del Consiglio di Fondazione Fopras ed ai membri del Comites di Basilea.

Venuto a conoscenza della controversia che si è aperta tra il Comites di Basilea e la Fopras, mi permetto di intervenire per favorire l’individuazione di una soluzione che ponga termine alle polemiche che indeboliscono Enti, Istituzioni e Rappresentanze della comunità italiana di Basilea. Ritengo che il patrimonio democratico costruito in decenni e decenni di attività associativa da parte di tanti nostri connazionali non debba subire forme di depauperazione. Anzi, proprio in relazione ai problemi che emergono con il passare degli anni, va compiuto uno sforzo unitario per ridare slancio all’azione degli organismi democratici e agli Enti impegnati nel difficile campo del welfare.

Il caso in oggetto riguarda la riformulazione statutaria, il rinnovamento della governance e l’ispirazione della missione della Fopras. Sorta nel 1989 sulle fondamenta del Coasit di Basilea, la Fopras è stata voluta fortemente dall’associazionismo democratico e dalle istituzioni italiani. In quegli anni un ruolo di primo piano ha svolto l’allora Coemit (legge n. 205 del 1985), divenuto successivamente Comites (legge n. 172 del 1990). Evidente, quindi, che questo organismo che rappresenta istituzionalmente la comunità italiana di Basilea, si senta direttamente coinvolto nella vita della Fopras.

Prima di scrivere questa lettera ho consultato il sito internet della Fopras nel quale sono archiviati gli ultimi anni di attività. Ho potuto constatare una gestione corretta, trasparente e attenta al pareggio di bilancio. Le stesse motivazioni che hanno portato ad aggiornare lo statuto sono da condividere. Dopo tanti anni di attività è evidente che occorre rimettere a fuoco lo spirito della missione. Sono riaffermati scopo e sede. Si rispetta il codice civile svizzero che prescrive dall’articolo 80 le normative alle quali si debbono attenere le Fondazioni. Si afferma che in caso di scioglimento della Fondazione i beni “passano nella disponibilità del Consolato Generale d’Italia in Basilea…”. Questa parte, giusta al momento della modifica statutaria, potrebbe in futuro rivelarsi imprecisa qualora una eventuale riorganizzazione della rete consolare portasse alla chiusura del Consolato italiano, già ora non più “Generale”.

E vengo all’articolo 5 dello Statuto. Nel comma 1 si stabilisce che il Consiglio di Fondazione si compone da 5 fino a 7 membri. E nel comma 2 si precisa che il Consiglio di Fondazione nomina 5 membri fra esponenti qualificati della comunità italiana, su proposta dei competenti organi delle associazioni italiane. Nel comma 3 il Consiglio di Fondazione può nominare altri membri impegnati nelle politiche migratorie.

Facendo riferimento all’articolo 5 ed ai suoi punti specifici, si può ovviare alla richiesta del Comites, avanzata con la lettera del 26 giugno 2013, permettendogli di individuare tra la comunità italiana i rappresentanti in seno al Consiglio di Fondazione. Certo, in questa occasione potranno essere 2 e non tre, e allargare il Consiglio di Fondazione a 7, come del resto è formulato dallo stesso articolo: “Il Consiglio di Fodazione si compone da 5 (cinque) fino a 7 (sette) membri.

La risposta del Presidente Alessandro Calaprice, a nome del Consiglio della Fondazione, pare escludere la richiesta esplicita del Comites avanzata nella lettera sopra citata a firma del Presidente Antonio Arcuri, di riformulare l’articolo 5 dello Statuto della Fopras. Certamente, non può essere un organismo esterno ad avanzare tale richiesta. Dal punto di vista formale, la precisazione del Presidente Calaprice è ineccepibile. Occorre, altresì, cogliere la disponibilità del Consiglio di Fondazione affinché i componenti stessi del Consiglio siano individuati “fra esponenti qualificati della comunità italiana” locale.

Ho ritenuto di non trascurare questo episodio conflittuale che in futuro potrebbe scatenare problemi di non poco conto. Tra qualche mese si voterà per il rinnovo dei Comites in tutto il mondo. E se uno dei principali argomenti di campagna elettorale dovesse diventare proprio questo, con tutto ciò che ne consegue, vi lascio immaginare la portata delle polemiche che coinvolgerebbero un organismo democratico (Comites) e un importante Ente di formazione (Fopras).

Cari amici del Comites e della Fopras, vi invito a non interpretare questa mia lettera come un atto di volontà a intromettermi per fini personali. Qui non ci sono vantaggi per nessuno. I problemi sono tanti. E tutti insieme siamo chiamati a concorrere a trovare soluzioni unitarie per rafforzare la presenza degli italiani in Svizzera.

La delegazione parlamentare eletta all’estero alla Camera e al Senato, i Comites, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, gli Enti Professionali e Gestori dei Corsi di Lingua e Cultura Italiana, nonché le Istituzioni italiane in Svizzera, sono chiamati ad un eccezionale impegno per salvaguardare quei servizi che abbiamo sempre ritenuto indispensabili per le nostre comunità.

A tutti tocca fare la propria parte. Senza ritorsioni e veti. Qui ed ora è richiesta una grande collaborazione.

Cordiali saluti (Gianni Farina. Deputato eletto all’estero per il Pd nella ripartizione Europa)

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