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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Legge di bilancio, Schirò (Pd): “Raggiunti alcuni risultati in favore dei connazionali all’estero”

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

ROMA – Anche la Camera ha dunque approvato la legge di bilancio, sebbene in tempi assai più ristretti rispetto all’altro ramo del Parlamento. Per quanto riguarda gli eletti all’estero, sia al Senato che alla Camera, c’è stata una collaborazione trasversale per cercare di ottenere risultati utili in favore dei cittadini all’estero; alcuni risultati sono effettivamente arrivati, come ha spiegato in una nota la deputata del Pd Angela Schirò, eletta nella Circoscrizione Estero – Europa. “Sono stati cancellati gli aumenti che erano stati previsti per le pratiche nei consolati, ad iniziare dal raddoppio della tassa per la richiesta della cittadinanza. Sono stati integrati per un triennio i fondi per i corsi di lingua e cultura organizzati dagli enti gestori e, sempre in questo campo, è stato prorogato l’importantissimo Fondo per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, istituito dai governi di centro-sinistra e in scadenza nel 2020, integrandolo anche di un milione di euro all’anno”, ha commentato Schirò che considera comunque la cifra in questione ancora insufficiente per un fondo che in un quadriennio era stato dotato di ben 150 milioni. L’esponente del Pd all’estero ha quindi presentato un ordine del giorno, accolto, che invita il Governo a cogliere l’occasione di successivi provvedimenti per reintegrare di risorse uno strumento dal quale dipende una molteplicità di interventi in campo linguistico e culturale all’estero.

 “Il nostro Paese – ha aggiunto Schirò – si è incamminato sulla strada della promozione integrata per cercare nel mercato globale di superare le difficoltà che si manifestano in quello interno, ancora debole e stagnante. Fare promozione integrata, però, significa camminare su due gambe, quella commerciale e quella culturale, e se non sono ugualmente robuste non si va lontano”. Vi è poi la questione della rappresentanza degli italiani all’estero, “colpita in modo non lieve dal taglio dei parlamentari”, come ha evidenziato la deputata che ha menzionato anche l’aumento di un milione di euro per quanto riguarda i contributi per i Comites e di 500.000 euro per quelli del Cgie: “miglioramenti che erano stati introdotti dal Governo Gentiloni e cancellati dal governo gialloverde”, ha sottolineato Schirò parlando poi della promozione della cultura italiana nel mondo. E’ un settore che ha visto il contributo di 500.000 euro per i teatri di proprietà dello Stato all’estero e un finanziamento integrativo di 800.000 euro a favore dei festival del cinema italiano all’estero. “Inoltre – come ha illustrato Schirò – per la partecipazione dell’Italia alla Fiera internazionale del libro di Francoforte, dedicata per l’edizione 2023 proprio all’Italia, è stata autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2020, di 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 e di 1 milione di euro per l’anno 2023. Infine, è istituito presso il Ministero dell’interno il Fondo per il voto elettronico (1 milione di euro per l’anno 2020) allo scopo di introdurre in via sperimentale l’espressione del voto digitale per le elezioni politiche ed europee e per i referendum. Insomma, ci sono delle misure positive di cui non possiamo che essere soddisfatti”, ha commentato la deputata che, tuttavia, ha anche espresso critiche per alcuni punti della legge di bilancio considerati sfavorevoli per i connazionali all’estero. Tra questi, Schirò ha evidenziato l’eliminazione dell’esenzione dall’IMU e dalla TASI per i pensionati italiani che ricevono una pensione estera. “Il Governo ha detto che è stato costretto a toglierla perché l’Unione europea ha avviato una procedura di infrazione verso l’Italia per il fatto che tale misura sarebbe discriminante rispetto ai pensionati europei residenti in Italia. Parificare questi ultimi ai nostri pensionati sarebbe costato diversi milioni di euro che non è stato possibile trovare in un bilancio tirato con le molle”, ha spiegato Schirò che, al netto della consapevolezza dei vincoli europei, si è detta dispiaciuta dal fatto che “quando si parla di italiani all’estero, in genere, si continui a fare solo un calcolo aritmetico di quanto possano costare stentando a ragionare su quanto lo Stato e il sistema guadagnino per la loro presenza; un po’ come quando si parla di diritti di cittadinanza e si pensa solo ai cittadini che sono in Italia e poco a quelli, sempre di più, che si muovono nel mondo, i cui numeri continuano ad aumentare”, ha ammonito Schirò ricordando gli 816 mila italiani trasferitisi all’estero negli ultimi 10 anni, di cui il 73% ha meno di 25 anni e ben 182 mila sono laureati.

Una riflessione finale è andata sulla questione della Brexit. “A livello europeo, le recenti elezioni in Gran Bretagna hanno fatto precipitare la questione Brexit. A questo proposito, anche se delle precauzioni erano state già prese negli scorsi mesi, si è accentuata la preoccupazione per la condizione dei cittadini europei dopo che la separazione sarà avvenuta e, ancora di più, per i nostri connazionali. Ho provveduto, dunque, a presentare una risoluzione in Commissione esteri per invitare il Governo ad adottare e a rafforzare tutte le misure possibili affinché i nostri connazionali siano efficacemente tutelati e messi al riparo delle conseguenze derivanti dal fatto che le normative europee, presumibilmente entro il prossimo anno, non saranno più applicabili in Gran Bretagna”, ha concluso Schirò. (Inform)

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