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L’editoriale di Eugenio Marino: “Votare PD per garantire stabilità, governo e alternativa”

PARTITI

Da Pd Cittadini nel mondo, 22.5.2014

Siamo giunti al momento del voto. Si tratta di un importante voto politico per il prossimo Parlamento europeo e per il futuro dell’Unione europea, che questa volta può fare finalmente quello scatto di qualità verso un’Europa più vicina ai cittadini e alle indicazioni politiche che essi danno e capace di arginare il potere dei tecnici e dei governi nazionali. Si, perché questa volta le grandi famiglie politiche europee hanno indicato già il candidato a Presidente della Commissione. Questo significa che la piattaforma politica di questi partiti sarà il programma della prossima Commissione e del prossimo Parlamento europeo, che sarà chiamato a tutelare le indicazioni che i cittadini hanno espresso col voto e non più a farsi scavalcare dagli interessi dei governi nazionali (quelli più forti). Eppure, c’è chi continua a usare questa tornata elettorale contro l’euro e l’Europa unita e per soli interessi elettorali locali. Grillo, per esempio, ha ribadito ancora l’altro ieri che il Movimento 5 Stelle non farà mai alcuna alleanza, che questa, addirittura, “è una parola terribile”. Ha specificato che “alle prossime elezioni politiche presenteremo agli italiani la squadra di governo prima del voto. Sapranno già chi sarà il ministro dell’Economia ecc.”, ma non ha voluto dire, invece, chi sarà il candidato premier: “non ci sarà, sarà il Movimento”. Perché posso sapere in anticipo chi farà il ministro e non posso sapere chi farà il premier poi è un mistero (ma nemmeno tanto). Ha anche aggiunto che le elezioni Europee rappresentano “il più grande voto politico che l’Italia possa fare: in gioco c’è il governo, rifare il governo. Siamo primi, siamo già i primi. Poi vinciamo le Europee e andiamo alle politiche” ha detto, concludendo che vuole “andare alle elezioni con questa legge elettorale, non con quella nuova”.

Dunque, ricapitolando: per Grillo queste europee dovrebbe vincerle lui. Questo comporterebbe la caduta del Governo Renzi e il ritorno al voto con il porcellum.

Beh, io credo che questo ragionamento porti, di contro, a essere ancor più convinti che occorra votare Partito Democratico in Italia e i partiti del PSE in Europa. Perché? Provo a dirlo schematicamente e tecnicamente, prima ancora che politicamente. Non votare per il PD e per i partiti del PSE significa votare per l’instabilità di Governo in Italia e in Europa e, dunque, per le larghe intese. Se vincesse Grillo alle europee in Italia e cadesse davvero il Governo Renzi si avrebbero due possibilità fuori dal voto anticipato: 1) fare un altro governo come questo, di larghe intese e senza i grillini; 2) dare l’incarico ai grillini (a quale premier lo si saprebbe solo il giorno in cui Napolitano optasse per questa scelta), che poi però dovrebbero governare con noi del PD, perché in nessun caso avrebbero una maggioranza alla Camera senza di noi, nemmeno alleandosi con tutti gli altri partiti messi insieme.

Oppure ci sarebbero altre due opzioni con il voto anticipato: 1) i grillini si alleerebbero con qualcuno, provando a prendere il premio di maggioranza alla Camera e i premi di maggioranza regionali al Senato e governerebbero con una coalizione (ma Grillo ha ribadito ancora che l’opzione alleanze non è nelle sue intenzioni); 2) i grillini andrebbero da soli al voto e non raggiungerebbero mai il premio di maggioranza, né alla Camera né al Senato, quindi si ritornerebbe a una situazione come quella di oggi, nella quale il Governo dovrebbe cercarsi una maggioranza in Parlamento… Se Grillo non accettasse nemmeno là compromessi con noi o con la Destra, toccherebbe ad altri fare il Governo, con i grillini nuovamente all’opposizione. E ricomincerebbe il gioco dell’oca dell’instabilità, con il Paese che continuerebbe ad andare a rotoli…

In Europa, naturalmente, vale lo stesso ragionamento: se vince il PSE avrà una maggioranza, un Presidente della Commissione – Martin Schulz – e un programma per una Europa politica diversa, con meno austerità, meno poteri dei singoli stati nazionali forti e più integrazione economica, politica e sociale. Se perde il PSE le forze antieuropee alla Grillo e Le Pen non avranno mai una maggioranza e avremo (sempre che non vincano i Popolari, ma mi pare di poterlo escludere) una Commissione e un Parlamento di compromesso che continueranno con le politiche che abbiamo conosciuto fin qui: austerità, tecnici e banche.

Ecco perché, dunque, dobbiamo votare convintamente il Partito Democratico in Italia e i partiti del PSE in Europa: unica alternativa possibile per governare e cambiare in meglio l’Italia e questo splendido Vecchio continente. (Eugenio Marino* – Pd Cittadini nel Mondo /Inform)

* Responsabile nazionale PD italiani nel mondo

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