CENSIS
Si rafforza la presenza oltre confine delle multinazionali italiane: +8,9% di imprenditori per il mondo rispetto al 2007
ROMA – Al Censis si è tenuto il secondo dei quattro incontri del tradizionale appuntamento di riflessione di giugno “Un mese di sociale”, dedicato quest’anno al tema “Rivedere i fondamentali della società italiana”.
L’economia italiana si trasforma: sarà sempre più apolide. Dei primi 15 gruppi industriali italiani per volume d’affari oggi sono soltanto in due a realizzare in Italia la maggior parte del loro fatturato. Per tutti gli altri il giro d’affari all’estero vale tra il 60% e l’80% del fatturato complessivo. Negli anni della crisi l’economia italiana ha sofferto a causa del crollo della domanda interna, della caduta degli investimenti produttivi e del peggioramento della finanza pubblica. E le multinazionali italiane hanno reagito rafforzando la loro presenza oltre confine.
Anche le grandi imprese di costruzioni italiane, che nel periodo 2004-2013 hanno registrato una caduta del 7,2% del fatturato interno a causa del crollo degli investimenti pubblici, hanno incrementato del 204,6% il fatturato realizzato all’estero, con il risultato che oggi questa componente rappresenta due terzi del loro giro d’affari.
Nella sola Lombardia si concentra un terzo delle aziende esportatrici e del valore dell’export. Se alla Lombardia si sommano Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, si raggiungono i due terzi dell’export italiano complessivo. Dal Sud si origina solamente il 9% delle esportazioni nazionali in valore. (Inform)