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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le scale delle Twin Towers realizzate da maestranze friulane

19. ITALIANI ALL’ESTERO

Nel museo che ricorda le vittime dell’11 settembre anche la gradinata di marmo realizzata negli anni Sessanta da diverse maestranze friulane, che ha rappresentato la via di fuga nel giorno dell’attentato. Il presidente dell’Efasce incontra il capo cantiere del tempo, Alcide Cibischino di Talmassons (Udine), oggi residente in New Jersey

 

NEW YORK – Nel memoriale che ricorda le vittime dell’11 settembre anche la scalinata di marmo che ha costituito la via di fuga dal crollo delle Twin Towers e che è stata realizzata negli anni Sessanta da diverse maestranze friulane. Tra esse Olimpo Ombramonti di Colle d’Arba (Pordenone), ormai deceduto e papà dell’attuale vicepresidente della Famee furlane di New York, e Alcide Cibischino di Talmassons (in provincia di Udine), ora novantenne e residente nel New Jersey, incontrato nei giorni scorsi dal presidente dell’Ente friulano assistenza sociale, culturale emigranti (Efasce), Michele Bernardon nel corso della sua visita negli Stati Uniti.

La scala composta da 38 gradini in granito, che collegava la sopraelevata della World Trade Center Plaza con il marciapiede al piano terra sulla Vesevy Street, è oggi uno degli oggetti simbolo della mostra al “9/11 Memorial Museum” da pochi mesi aperta al pubblico a Ground Zero. Questa struttura in pietra, che ha rappresentato la via di fuga per le migliaia di persone sfuggite al crollo delle torri ed è stata anche protagonista di un libro e di diversi servizi giornalistici, venne costruita – si legge nella nota diffusa dall’Efasce in proposito – tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta da maestranze friulane. Allora gli operai lavoravano alle dipendenze della “Port Morris Tile&Marble Corporation” dei fratelli De Lazzero, originari di Longarone, che annoverava tra i braccianti anche molti friulani. Uno di questi è Alcide Cibischino, ora novantenne, originario di Talmassons e residente nel New Jersey, che pochi giorni fa al presidente dell’Efasce Bernardon ha spiegato la storia di quella scala. “A quel tempo – racconta Cibischino – ero foreman (caposquadra) per conto della ditta Port Morris e impegnato, quasi permanentemente, nell’enorme cantiere dove si stavano costruendo le due Torri gemelle. Avevo il compito di coordinare il lavoro di una squadra composta da una dozzina di terrazzieri friulani fra cui mio fratello Giulio e Olimpio Ombramonti di Colle di Arba, papà di Enzo, attuale vicepresidente esecutivo della Famee Furlane di New York”. “Noi friulani – ricorda – abbiamo lasciato le nostre impronte dappertutto in quelle torri: dai rivestimenti in marmo sulle pareti alle piastrelle dei bagni, dai pavimenti in terrazzo ai rivestimenti in granito delle scale”. La gradinata è stata seriamente danneggiata, ma non completamente distrutta. Considerata fin da subito un reperto da conservare, in previsione dell’allestimento di un luogo della memoria, è stata ricomposta su una struttura metallica; quindi, con un grosso dispiegamento di mezzi (l’intera struttura pesa 48 tonnellate) collocata definitivamente nell’enorme complesso museale nel sottosuolo del World Trade Center.

L’Efasce segnala come anche per la costruzione del nuovo edificio costruito sul luogo delle Torri Gemelle, la Freedom Tower, da poco inaugurata, sia stata decisiva un’azienda friulana, la Collavino. (Inform)

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