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“Le Piazze [In]visibili”, le immagini delle piazze più emblematiche dell’Italia deserta di un anno fa, esposte nel Palazzo del Condestable di Pamplona

MOSTRE

Le 21 fotografie costituiscono l’esposizione organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid in collaborazione con la Scuola di Architettura dell’Università della Navarra

MADRID (Spagna) – Il 4 marzo scorso, presso il Palazzo del Condestable di Pamplona è stata inaugurata la mostra fotografica “Le Piazze (In)visibili”: su iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e sotto l’egida dell’Ambasciata d’Italia in Spagna, l’esposizione itinerante inizia il suo viaggio a Pamplona grazie alla collaborazione con la Scuola di Architettura dell’Università della Navarra.

La mostra, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si compone di 21 immagini di alcune delle celebri e storiche piazze italiane che, a marzo, durante il confinamento, rimasero deserte. Centri storici come la Piazza del Popolo, la Piazza del Duomo di Milano, la Piazza della Signoria di Firenze o la Piazza San Marco di Venezia, sono stati immortalati da 19 fotografi italiani come Raffaella Mariniello, Olivo Barbieri, Jacopo Benassi, Luca Campigotto o Michele Cera, per citarne alcuni.

Nell’esposizione -ideata e curata da Marco Delogu- le immagini si completano con le riflessioni di 21 scrittori italiani -Sandro Veronesi, Edoardo Albinati, Carlo Carabba, Francesco Cataluccio, Liliana Cavani, Benedetta Cibrario-, incaricati di catturare con le parole quel particolare momento storico. “Nonostante il timore iniziale, eravamo certi di catturare un momento storico particolare che, oltre a un’opportunità estetica, quella di mostrare tali spazi proprio come gli stessi architetti li avevano concepiti, ci avrebbe permesso di riflettere sull’importanza della piazza come simbolo di socializzazione nel corso della storia”, ha affermato Marialuisa Pappalardo, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, durante la presentazione della mostra.

Il sindaco di Pamplona, Enrique Maya, durante l’inaugurazione ha sottolineato come questo aspetto desertico fosse comune a tutte le piazze e a tutti i centri storici delle città con l’arrivo della pandemia: “Invito tutti i cittadini di Pamplona a visitare questa mostra e di farlo con calma e riflessione. Due ingredienti che, dopo la pandemia, spero diventino degli insegnamenti”.

Allo stesso modo, sempre durante la presentazione della mostra, che sarà aperta fino al 28 marzo, il direttore della Scuola di Architettura dell’Università della Navarra, Miguel Ángel Alonso del Val, ha evidenziato l’importanza della collaborazione che, da vari anni, unisce la Scuola e l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid.  Oggi, quest’unione ha permesso di avvicinare Pamplona a una mostra fotografica di grande importanza: “Il punto di unione sta nell’opera di Italo Calvino “Le città invisibili”, pubblicata nel 1972 segnando un’intera generazione di architetti, che conferisce all’esposizione l’intenzione di invitare il pubblico alla riflessione sulla città che vogliamo e che possiamo vivere, nel presente e nel futuro”.

All’inaugurazione ha partecipato anche Luciana Schiavarelli, Console Onorario d’Italia a Pamplona.  (Inform)

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