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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le missionarie scalabriniane siano la cassa di risonanza di denuncia delle donne migranti

MONDO SCALABRINIANO

VII Congresso Mondiale della Pastorale dei Migranti

 

ROMA – “Il mondo missionario deve essere cassa di risonanza delle grida di denuncia delle donne migranti per la parità di genere e superare le disuguaglianze sociali. E’ necessario che si lotti tutti insieme per lottare contro i lavoratori migranti o rifugiati per rispettare i loro diritti e devono incentivare la presenza pubblica e l’associazionismo delle donne migranti”. E’ quanto ha detto suor Rosita Milesi, che per conto delle suore missionarie scalabriniane ha parlato nel corso della tavola rotonda “Donne migranti e rifugiate al servizio dello sviluppo umano degli altri” organizzato a Roma nell’ambito del VII Congresso Mondiale della Pastorale dei Migranti, moderata dalla giornalista Angela Ambrogetti, direttrice del quotidiano online www.korazym.org .

“Le migrazioni internazionali sono un fenomeno complesso caratterizzato da una crescente intensità, da un insieme di cause e dalla molteplicità degli attori coinvolti. Tra questi ultimi le donne migranti e rifugiate contribuiscono allo sviluppo umano denunciando con le proprie vite le lacune del progetto neoliberale di sviluppo, resistendo coraggiosamente per garantire degne condizioni di vita per i loro familiari e impegnandosi in associazioni e gruppi organizzati allo scopo di rivendicare i loro diritti – ha aggiunto – Occorre però sottolineare che non sempre queste azioni garantiscono la promozione dell’autonomia, dei diritti e dell’autorealizzazione delle donne. Como abbiamo visto, la denuncia, nella maggior parte dei casi, si effettua ‘in croce’, e ha una ripercussione pubblica e politica anche se alla presenza solo di piccola ‘cassa di risonanza’. La promozione del benessere dei familiari ha luogo, spesso, a costo della rinuncia del proprio benessere. Infine, la presenza protagonistica nello spazio pubblico, benché estremamente preziosa e in aumento, è ancora poco diffusa, in quanto dipende notevolmente dalla solidarietà e dal sostegno di gruppi autoctoni”.

Ai lavori hanno partecipato per le scalabriniane, le suore Neusa de Fátima Mariano, Etra Modica, Elizabeth V. Pedernal, Albertina Maria Pauletti, Leticia Gutierrez Valderrama, Kadia Adriana Prigol, Zita Morandi, Sandra Maria Pinheiro, Adriana Didoné, Assunta Bridi, Celsa Zucco, Myrna Tordillo, Neide Lamperti, Milva Caro, Rosita Milesi, Teresinha Santin, Valdete Wilemann, Marlene Wildner, Marileda Baggio. (Migrantes online /Inform)

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