direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le iniziative organizzate dalla Caritas di Roma

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

In questi giorni l’apertura di due case di semi-autonomia per i protetti internazionali, cui seguiranno una festa di piazza organizzata dalle donne rifugiate (24 giugno) e un seminario di studio con i rappresentati delle istituzioni (30 giugno)

 

ROMA – La Caritas di Roma presenta alcune iniziative organizzate in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, che verrà celebrata sabato 20 giugno: l’apertura di due case di semi-autonomia per i protetti internazionali, una festa di piazza organizzata dalle donne rifugiate e un seminario di studio con i rappresentati delle istituzioni.

“L’accoglienza dei rifugiati e dei protetti internazionali non è all’anno zero. Da anni, a Roma e in tutta Italia, istituzioni e forze sociali, con la Chiesa in prima linea – afferma il direttore della Caritas di Roma, mons. Enrico Feroci, – lavorano per dare giustizia e dignità a chi arriva in cerca di un futuro migliore. Di fronte alle drammatiche vicende di questi giorni, che ci fanno apparire impotenti e sfiduciati per le normative e le scelte politiche disumane, dobbiamo rinnovare il nostro impegno: con forza, come ci chiede Papa Francesco, chiediamo al Comune di Roma e ai governi dei Paesi europei che le migrazioni siano affrontate e gestite in modo nuovo, equo ed efficace, che esige anzitutto una cooperazione internazionale e uno spirito di profonda solidarietà e compassione”.

Mentre continua l’impegno di decine di volontari delle parrocchie del quartiere Tiburtino a favore dei migranti “transitanti” accampati in attesa di raggiungere altre destinazioni – prima a Ponte Mammolo e, dopo lo sgombero, nella zona della Stazione Tiburtina con l’assistenza e la distribuzione di 500-700 pasti ogni sera, – le iniziative programmate dalla Caritas per questa ricorrenza verteranno sia sull’impegno concreto che su occasioni di sensibilizzazione e confronto.

È di questi giorni l’apertura di due strutture di accoglienza in semi-autonomia per 7 donne nel quartiere di Colli Aniene (IV Municipio) e per 10 uomini nel quartiere Tuscolano (VII Municipio).

Lo scopo di questi progetti – si legge nella nota diffusa dalla Caritas in proposito – è quello di uscire dalla logica legata all’emergenza e all’assistenzialismo, costruendo insieme ai protetti internazionali un percorso che consenta il raggiungimento di una reale autonomia sociale e lavorativa. I progetti prevedono l’inserimento in alloggi di convivenza, per un periodo che può durare fino a 18 mesi, di persone che abbiano già un lavoro – anche se precario – e che siano quindi in grado di contribuire con una quota minima alle spese mensili della casa, nell’ottica di mettere in gioco le proprie capacità e risorse e di iniziare a sperimentarsi nella gestione di un alloggio autonomo in Italia”.

Oltre a dare ai rifugiati un’opportunità di “casa”, i progetti prevedono anche percorsi di accompagnamento sociale e lavorativo finalizzati al miglioramento della condizione occupazionale, all’aumento delle conoscenze relative alle risorse e opportunità offerte dal territorio, e al rafforzamento della consapevolezza nella gestione di una vita autonoma dentro e fuori le mura domestiche.

Dall’esperienza dei centri di ascolto e nei centri di accoglienza della Caritas emerge che, quanti devono lasciare la prima accoglienza dopo aver ricevuto il riconoscimento della protezione internazionale, non sono ancora in grado di affrontare da soli il “salto” verso una vera autonomia. Questo momento arriva in genere dopo un periodo relativamente breve (sei mesi-un anno), quando la persona a stento ha iniziato a riprendersi dai traumi subiti nel lungo percorso di fuga, a riacquistare consapevolezza e capacità relazionali, mentre raramente è nelle condizioni economiche e sociali per dirsi pienamente indipendente.

In programma il 24 giugno nei centri di accoglienza “Monteverde” della Caritas di Roma e “Il Faro” del Centro Astalli dei Padri Gesuiti, una giornata di informazione, sensibilizzazione e festa nel territorio di Monteverde, con protagoniste le donne e i bambini ospitati presso i centri. Due stand informativi saranno allestiti insieme ai volontari e agli operatori delle due organizzazioni in Piazza San Giovanni di Dio e in Largo Nostra Signora di Coromoto, per la distribuzione di depliant e segnalibri e con i partecipanti a disposizione di chi passa per rispondere a domande e curiosità.

Infine, il 30 giugno la Caritas di Roma organizza una tavola rotonda sul tema “L’integrazione dei Protetti Internazionali a Roma e Provincia: Bilancio degli Interventi co-finanziati dal FER 2008-2013 e prospettive future”, alle ore 14.30 presso il Teatro delle case famiglia di Villa Glori. L’incontro sarà l’occasione per confrontarsi con le istituzioni nazionali e locali e le altre associazioni di tutela del terzo settore di Roma sull’efficacia degli interventi di integrazione sin qui attivati e ipotizzare nuovi strumenti di inclusione socio-economica.

Al seminario interverranno: mons. Feroci; Marco Accorinti, ricercatore CNR presso l’Istituto di ricerche sulla Popolazione e le Politiche sociali di Roma (IRPPS); Lorenzo Chialastri, responsabile Area Immigrati Caritas di Roma; Martha Matscher, capo ufficio di staff, Ufficio III Asilo, protezioni speciali e sussidiarie, Unità Dublino del Ministero dell’Interno; Daniela Di Capua, direttrice Servizio Centrale – SPRAR; Ivana Bigari, dirigente U.O. Inclusione Sociale, Roma Capitale; Assunta Rosa, capo ufficio di staff, Ufficio II Politiche dell’immigrazione e dell’asilo sul territorio del Ministero dell’Interno. (Inform)

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