direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Le critiche della Filef nazionale all’invio della lettera agli italiani all’estero da parte di Matteo Renzi

REFERENDUM COSTITUZIONALE

 

ROMA – “Come si è appreso da diverse agenzie stampa e Tv, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha inviato a casa degli elettori all’estero (4.023.902 persone), un depliant accompagnato da lettera e numerose foto di incontri con i suoi sostenitori esteri (da Obama alla Merkel), invitando a votare SI al prossimo referendum costituzionale. Bisogna riconoscere la perfetta tempistica dell’invio, visto che da domani cominceranno ad arrivare a casa degli elettori, i plichi per il voto per corrispondenza”. Inizia così una nota della Filef Nazionale che critica l’invio della lettera agli italiani all’estero da parte di Matteo Renzi in occasione del referendum del 4 dicembre. “La lettera – prosegue il comunicato – è piena di slogan a favore del SI che fanno intendere qual è l’immagine che il presidente del consiglio e gli estensori della lettera suoi consiglieri hanno degli italiani emigrati: persone con scarsa capacità di giudizio e di informazione. In effetti, l’improvviso interesse per i circa 5 milioni di emigrati di cui oltre 4 milioni di elettori, dopo anni di tagli alle misure attive previste in questo settore operate da diversi governi e che Renzi ha riconfermato, è solo quello di utilizzare questo specifico ambito di elettorato per vincere il prossimo Referendum Costituzionale confermativo, che lo vede in svantaggio in tutti i sondaggi, ivi compresi quelli riguardanti gli italiani all’estero. Secondo la Filef la scelta di inviare la lettera prende spunto da un ragionamento statistico. “ sulla base di quanto avvenuto nelle precedenti consultazioni, voteranno al massimo tra 800mila e 1 milione di italiani all’estero; pare che in questa occasione la forte mobilitazione che si registra anche all’estero potrebbe portare al voto circa 1,2 milioni di elettori; si tratta ovviamente, delle persone più informate e che seguono da vicino la politica italiana anche servendosi delle nuove tecnologie di comunicazione, ivi compresi i social network. Restano fuori quasi altri 3 milioni di potenziali elettori (molto più disinformati) che, opportunamente sollecitati sull’amor patrio e lusingati da una lettera personale del presidente del consiglio, potrebbero reagire positivamente e votare SI”.

Per la Filef nazionale si tratta dunque di un’operazione  scorretta “poiché, allo stesso tempo, non vi è stata, da parte del Governo un’azione di informazione preventiva che illustrasse, come dovuto, le ragioni del SI’ e le ragioni del NO a tutti i cittadini elettori fuori dai confini. Né vi sarà, pur essendo stati stanziati 19,7 milioni di Euro per il voto per corrispondenza dall’estero, su cui si sta ancora attendendo di capire (anche a seguito di una interrogazione dell’On. Melilla (SI), come sono stati e saranno spesi e ripartiti tra i diversi paesi. Nel frattempo i plichi per il voto stanno già arrivando a casa degli elettori all’estero, i quali da domani cominceranno a votare”. A questo punto la Filef nazionale pone alcune domande , ovvero con quale soldi sia stata finanziata questa “operazione di informazione a senso unico”? , se fossero risorse pubbliche questa campagna sarebbe finanziata pro-quota anche da tutti coloro che intendono votare o voteranno No, e come abbia potuto il Presidente del Consiglio, che rappresenta il paese nella sua unità, inviare una lettera che illustra solo la posizione del SI’?

La Filef segnala inoltre gli effetti negativi della riforma costituzionale che dovrebbero spingere i nostri connazionali nel mondo a votare no: cancellazione della rappresentanza degli italiani all’estero al Senato; mancato calcolo del voto all’estero ai fini della definizione delle liste o partiti che vinceranno le prossime elezioni e impossibilità di partecipare all’eventuale ballottaggio. Nella nota si evidenzia infine come con questa riforma costituzionale si cancelli il principio il principio di parità del voto dell’8% della popolazione italiana residente all’estero e di quella (che cresce a ritmi di 200/300mila persone all’anno), costituita dalla nuova emigrazione italiana. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform