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Le considerazioni di Francesco Giacobbe (Pd): “Sulla norma che permette ai residenti in Italia di candidarsi nella circoscrizione estero non esiste alcuna giustificazione logica”

SENATO DELLA REPUBBLICA

Dibattito sulla legge elettorale

 

ROMA – Nell’intervento di questa mattina sulla legge elettorale il senatore Francesco Giacobbe, eletto all’estero per il Pd nella ripartizione dell’Africa, Asia, Oceania e Antartide, ha voluto esprimere alcune considerazioni;

“Penso che se consideriamo questa legge elettorale al di là delle logiche di partito, essa costituisce un passo nella direzione giusta” – ha dichiarato il senatore. – Sono un convinto sostenitore dell’importanza della rappresentanza parlamentare territoriale e la legge elettorale che ci accingiamo a votare introduce collegi uninominali e listini brevi e questo costituisce un passo avanti rispetto al passato”.

Giacobbe ha sottolineato le contraddizioni contenute nella legge all’articolo 6. “La circoscrizione estero – ha detto – era l’unica realtà di rappresentanza diretta di candidati collegati al territorio. Purtroppo, a causa di quanto previsto dall’articolo 6, non lo sarà più. Non mi convince la giustificazione della norma che permette ai residenti in Italia di candidarsi nella circoscrizione estero. Oserei dire che non esiste alcuna giustificazione logica. Da un lato un passo avanti con i collegi uninominali in Italia e dall’altro due indietro permettendo a chi risiede in Italia di candidarsi a rappresentare gli Italiani nel mondo. Mi sembra una grande contraddizione”.

Inoltre, sempre nell’articolo 6 è previsto che non sono candidabili i cittadini italiani che negli ultimi cinque anni hanno ricoperto cariche elettive in uno Stato estero, che per gli iscritti all’Aire è il loro Paese di residenza. “Anche in questo caso- ha proseguito Giacobbe –  non riesco a capirne la logica. Qual è la differenza fra un cittadino italiano che viene eletto in un consiglio comunale in Italia ed un cittadino italiano che viene eletto in un consiglio comunale all’estero?

Se crediamo nei valori della politica, in entrambi i casi si tratta di cittadini italiani che hanno messo a disposizione il loro tempo, il loro impegno, le loro persone, per le comunità in cui vivono. Non capisco come possano essere trattati in maniera diversa a seconda del luogo in cui vivono. Un’altra contraddizione che verrà introdotta dalla nuova legge”.

Il senatore ha concluso il suo intervento a sostegno del Governo esprimendo però il suo disappunto per l’impossibilità, a causa della fiducia posta, a discutere di alcune norme che avrebbero sottolineato il valore della rappresentanza parlamentare degli italiani nel mondo, del loro contributo per lo sviluppo ed il futuro del nostro Paese e del Sistema Italia che, forse, non riesce ancora a comprendere il grande potenziale delle decine di milioni di persone di origine italiana nel mondo. (Inform)

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