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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’audizione informale del presidente dell’Istituto nazionale di previdenza sociale Tito Boeri

CAMERA DEI DEPUTATI

Al Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese

Si è parlato delle pensioni erogate ai nostri connazionali all’estero, del pagamento della 14esima, delle convenzioni bilaterali e degli indebiti pensionistici. Gli interventi del presidente del Comitato Fabio Porta e dei deputati Fucsia Nissoli (Fi- Pdl), Marco Fedi (Pd) e Laura Garavini (Pd)

Boeri: “Le pensioni pagate all’estero dall’Inps nel 2016  in circa 160 paesi, sia in regime di totalizzazione internazionale che in regime italiano , sono 373.265 per un importo complessivo di poco superiore a un miliardo di euro..  Le pratiche di prestazioni indebite sono circa 100.000 con un importo da recuperare di 270 milioni di euro”

 

ROMA – Si è svolta alla Camera dei Deputati, presso il Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese, l’audizione informale del presidente dell’Istituto nazionale di previdenza sociale Tito Boeri.

L’audizione è stata introdotta dal presidente del Comitato Fabio Porta che ha evidenziato come dall’istituzione della circoscrizione Estero i parlamentari che rappresentano le nostre collettività nel mondo abbiano sempre ritenuto utile ed opportuno stabilire con l’Inps un proficui rapporto di scambio e collaborazione per consolidare e migliorare la salvaguardia dei diritti socio previdenziali dei connazionali lavoratori e pensionati all’estero. “Attualmente l’Inps – ha ricordato Porta – eroga quasi 800.000 pensioni in regime internazionale delle quali circa 400.000 all’estero. E’ un numero verosimilmente destinato a crescere considerando i flussi migratori. In una sua recente nota  – ha continuato Porta rivolgendosi direttamente al presidente  Boeri – lei ha sottolineato come le convezioni internazionali hanno rivestito e rivestono un ruolo centrale e strategico nel progetto di ristrutturazione dell’istituto e rientrano a pieno titolo nelle funzioni dell’Inps. In un quadro allargato di cooperazione internazionale per le politiche di sicurezza sociale, noi abbiamo apprezzato la sua sensibilità per la giusta tutela dei lavoratori e pensionati e i suoi tentativi di introdurre maggiore equità e razionalità nel sistema previdenziale italiano ed abbiamo gradito le rassicurazioni che, in un precedente incontro, ha dato a noi e ai cittadini emigrati sul fatto che non vi sarebbero state conseguenze negative sui loro diritti a causa del progetto di razionalizzazione dell’Istituto”. Porta ha poi segnalato, anche a nome di altri eletti all’estro, alcune questioni :  “Siamo preoccupati – ha affermato il presidente del Comitato –  dallo stallo delle politiche di stipula e rinnovo delle convenzioni bilaterali, in particolare ci riferiamo a Cile, Perù, Messico, Nuova Zelanda, ma anche a Brasile, Argentina e Stati Uniti. Chiediamo che in questa congiuntura politica ed economica non siano revocate o ridimensionate le prestazioni non contributive come il trattamento minimo e le maggiorazioni sociali che rappresentano l’unico strumento di sussistenza per molti nostri connazionali emigrati. Vorremmo – ha aggiunto Porta – che fosse eliminato il grave fenomeno della costituzione degli indebiti pensionistici che colpisce tanti nostri connazionali, non per loro dolo, ma per norme inadeguate e lentezze burocratiche. Sa da una parte abbiamo apprezzato la decisione dell’Inps di erogare la cosi detta 14esima anche ai pensionati residenti all’estero aventi diritto, contestiamo il metodo di calcolo dell’importo da parte dell’Istituto che a tal fine non prende in considerazione la contribuzione estera. Grazie anche all’Inps – ha continuato Porta – è stato risolto il problema del calcolo delle pensioni erogate in Venezuela con la presa in considerazione del cambio parallelo ai fini valutari e auspichiamo che venga anche risolto il problema delle pensioni non pagate dal Venezuela ai propri pensionati rientrati in Italia. Chiediamo all’Inps un contributo nella definizione della soluzione di questo problema. Gradiremmo inoltre – ha proseguito il presidente – un aggiornamento sulla situazione relativa alle campagne dell’esistenza in vita che inizialmente avevano presentato delle criticità e che ora credo siano in via di soluzione. Infine vorremmo segnalare una decisione dell’Inps, illustrata in una recente circolare, che facciamo onestamente un po’ di fatica a capire. Infatti se da una parte comprendiamo la scelta di vincolare il diritto all’Ape sociale alla residenza in Italia, dall’altra non  condividiamo pienamente la decisione di non prendere in considerazione, ai fini dell’anzianità contributiva utile per l’accesso all’Ape sociale, i contributi versati all’estero dei residenti in Italia. Sollecitiamo quindi – ha concluso Porta – una riconsiderazione da parte dell’Inps che in questo caso ci apparirebbe giusta e opportuna”.

Prendendo la parola il presidente dell’Inps  è subito entrato nel vivo delle questioni. “Le pensioni pagate all’estero dall’Inps nel 2016 – ha esordito Boeri – in circa 160 paesi, sia in regime di totalizzazione internazionale, che in regime italiano , sono 373.265 per un importo complessivo di poco superiore a un miliardo di euro. Più di terzo delle pensioni pagate a giugno 2017 hanno in verità periodi di contribuzione molto brevi, inferiori ai tre anni, il 70% ha una contribuzione in Italia inferiore ai sei anni e l’83% ha una contribuzione comunque inferiore ai 10anni. Si tratta in tutti i casi di durate contributive in Italia molto basse a fronte di cui i beneficiari possono accedere a prestazioni assistenziali, quali le integrazioni al minimo o la 14esima. Quindi c’è chiaramente uno iato tra la durata dei contributi e la possibilità di accedere a delle prestazioni che vanno molto al di là dei contributi versati.  Malgrado i limiti posti dalla normativa nazionale e internazionale – ha continuato Boeri – si segnala che annualmente vengono erogate a soggetti residenti all’estero integrazioni al trattamento minimo e maggiorazioni sociali che costituiscono un’uscita per lo Stato italiano che non rientra nel circuito economico del nostro Paese sotto forma di consumi. Quindi noi eroghiamo queste prestazioni di natura assistenziale, a fronte di periodi molto brevi versati in Italia, e lo Stato non ottiene da tutto questo un ritorno in termini ad esempio di imposizione sui consumi. D’altra parte i titolari di tali trattamenti che risiedono all’estero in linea di massima non contribuiscono in nessun modo alla spesa pubblica del paese in quanto non sono soggetti a tassazione in Italia né diretta né indiretta”.

Boeri ha poi sottolineato  come l’importo totale delle prestazioni di natura assistenziale versate a persone che hanno periodi contributivi molto brevi in Italia nel 2016 sia stata di circa 80 milioni di euro , una cifra ulteriormente aumentata nel 2017 con il provvedimento sulle 14esime che ha visto lievitare la platea degli aventi diritto, soprattutto fra i residenti all’estero (+131% ), dove i beneficiari sono stati 46.000. Con un esborso che è passato da 15,4 milioni di euro a 36 milioni. Boeri ha anche precisato come il maggior numero dei beneficiari della 14esima sia presente in Europa, America Meridionale e  America Settentrionale.

Il presidente dell’Inps ha anche spiegato, per quanto riguarda la limitazione dell’Ape sociale ai residenti in Italia e relativa  esclusione della totalizzazione internazionale, come il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali abbia fatto presente che questa prestazione non sia catalogabile fra quelle classiche di sicurezza sociale introdotte in forma sperimentale e che pertanto sia da considerarsi fuori dal campo di applicazione materiale sia dei regolamenti dell’Ue sia delle convezioni bilaterali. “Se in futuro si dovesse delimitare l’Ape sociale come un intervento di natura strutturale, – ha aggiunto Boeri – questo potrà essere un tema da riconsiderare”.

Per quanto concerne l’accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati all’estero Boeri ha ricordato come, al fine di facilitare il compito dei pensionati e l’attività di assistenza dei patronati , la Citibank, a cui l’Inps ha affidato il pagamento delle pensioni all’estero, abbia introdotto la possibilità di trasmettere telematicamente la dichiarazione dell’esistenza in vita per alcune categoria dei pensionati. “In particolare, – ha affermato Boeri – a partire dalla verifica per l’anno 2015 per i pensionati residenti in Australia, Canada, Regno Unito e Stati Uniti, l’Istituto ha fornito a Citibank una lista di operatori dei patronati, considerati testimoni accettabili ai sensi delle legislazioni locali, autorizzati ad attestare l’esistenza in vita dei pensionati e a trasmetterla tramite portale web . Tali soggetti sono autorizzati ad accedere a un portale al fine di attestare  in forma telematica l’esistenza in vita dei pensionati. Dal 2016 i funzionari delle rappresentanze diplomatiche italiane sono autorizzati ad attestare l’esistenza in vita dei pensionati e a trasmetterla tramite portale web. Sempre dal 2016 ai patronati è consentita la trasmissione a Citibank, per via telematiche, delle dichiarazioni cartacee. L’operatore di patronato abilitato potrà caricare direttamente sul sistema informativo di Citibank,le copie in formato elettronico dei moduli dei certificati di esistenza in vita e dei documenti di supporto.

Il presidente dell’Inps ha inoltre sottolineato come siano già operativi accordi tre Inps e istituzioni previdenziali di Germania Svizzera, Olanda Inghilterra, Polonia e Australia per scambiare telematicamente informazioni relative al decesso del pensionato. Sono anche in fase di definizione analoghi accordi con gli Stati Uniti, il Lussemburgo e la Francia. Su questo tema negoziati ssono stati promossi dall’Inps con le istituzioni di Belgio, Brasile, Canada, Croazia Romania e Slovenia.

Boeri ha poi rilevato come la campagna 2017 per la verifica dell’esistenza in vita sarà divisa in due blocchi differenziati per area geografica. La prima campagna partirà nel mese di settembre, la seconda a febbraio.  A settembre 2017 verrà inviata una comunicazione ai titolari delle pensioni pagate in Africa, Australia ed Europa ad esclusione dei paesi scandinavi e dell’est Europa. In caso di mancato riscontro entro gennaio 2018 da parte del pensionato il pagamento della rata di febbraio 2018 avverrà in contanti presso l’agenzia Western Union del Paese di residenza. Per quanto riguarda il secondo blocco a Febbraio 2018 verrà inviata una comunicazione ai titolari delle pensioni pagate in sud America,  centro America e nord America, nonché in Asia, estremo Oriente, Paesi scandinavi e dell’est Europa. In caso di mancato riscontro entro giugno 2018 da parte del pensionato il pagamento della rata di luglio 2018 avverrà in contanti presto le agenzie Western Union  del paese di residenza.

Sul fronte delle Convenzioni bilaterali Boeri ha ricordato che l’Inps supporta il ministero del Lavoro in relazione alla quantificazione degli oneri finanziari e ai formulari per l’applicazione degli accordi. Il presidente dell’Inps ha anche evidenziato come, dopo il 2015 con il superamento del blocco delle convenzioni bilaterali, siano stati stipulati accordi bilaterali con Turchia, Israele, Canada e Giappone. “Il ministero del Lavoro – ha aggiunto Boeri – ha rappresentato a questo Istituto l’intenzione di rinegoziare gli accordi bilaterali con Brasile, l’Australia e gli Stati Uniti  e di proseguire l’iter di ratifica di quelli con il Cile, la Nuova Zelanda e la Macedonia. E’ inoltre stato comunicato l’avvio dei negoziati con Serbia. Bosnia Erzegovina e Montenegro al fine di sostituire l’attuale convenzione con l’ex Jugoslavia”.

Boeri si è poi soffermato sia sulla riforma organizzativa dell’Inps, il regime pensionistico degli italiani all’estero può essere gestito efficacemente dalla nuova direzione Servizi all’Utenza che ha fra i suoi compiti l’assicurazione di uniformità dell’erogazione del servizio, sia sulla decisione di consentire ai patronati, in via transitoria, di continuare ad utilizzare il Pin per l’accesso ai servizi on line dell’Inps, al posto delle nuove credenziali del Sistema Pubblico di Identità Digitale. Un sistema, lo SPID, che comunque ad oggi è già utilizzato dal 66% dei patronati, in pratica 530 operatori su 801. In ogni caso dopo un ulteriore periodo transitorio l’Inps chiuderà la possibilità di accesso ai servizi on line attraverso il Pin.

Boeri ha anche affrontato la questione degli indebiti pensionistici, rilevando come, secondo i dati del 2016, le pratiche di prestazioni indebite siano circa 100.000, di cui 60.000 in corso di recupero sulle pensioni, per un importo complessivo da recuperare di circa 270 milioni di euro. Il 27,5% degli indebiti è in Argentina, seguono l’Australia (15%),  Francia, Canada e gli Stati Uniti (9%) . Il presidente dell’Inps ha inoltre evidenziato l’impossibilità di concedere ai titolari di pensioni in convenzione con il Venezuela residenti in Italia, che non percepiscono più il prorata venezuelano, l’eventuale integrazione al minimo sul prorata pensionistico italiano o l’assegno sociale. Tale possibilità, secondo Boeri,  finirebbe infatti per trasferire all’Inps dei costi che la convenzione di sicurezza sociale ratificata da entrambi gli Stati pone a carico del Venezuela.  Il presidente dell’Inps , dopo aver ricordato la positiva soluzione del problema del calcolo delle pensioni italiane erogate in Venezuela attraverso un diverso tasso di cambio di cui hanno beneficiato 3780 pensionati italiani, ha infine segnalato il progetto dell’Inps per l’introduzione in Europa  di un Codice identificativo di sicurezza sociale europeo che consentirebbe di conoscere lo spostamento dei cittadini all’interno dell’Europa e di monitorare le attività da loro svolte nei diversi Paesi, oltre che la fruizione dei benefici previdenziali e assistenziali percepiti a carico dei singoli Stati.

Sono poi intervenuti alcuni deputati. Dal canto suo Fitzgerald Fucsia Nissoli (Fi- Pdl), eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale –  ha chiesto chiarimenti sul ritardo nell’elaborazione delle istanze di pensione dei nostri connazionali legate al regime convenzionale italo statunitense. Rallentamenti che hanno fatto registrare accumuli delle pratiche nelle sedi Inps di alcune città siciliane

“Lei ha parlato del fatto – ha detto il deputato del Pd Marco Fedi, eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, rivolgendosi al presidente dell’Inps – che molte maggiorazioni sociali e integrazioni al minimo oggi vengono corrisposte a persone all’estero che ‘non sono soggetti di imposta’, io mi permetto di dirle che tecnicamente lo sono, non solo perché alcuni di loro pagano le tasse in Italia, spesso anche due volte, ma perché, anche quando non le pagano, non lo fanno perché convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni fiscali non lo prevedono. In ogni caso rimangono soggetti di imposta”.

Alla luce di questa riflessione Fedi, auspicando un  maggior coordinamento fra Inps, Agenzia delle Entrare e Mef , ha chiesto indicazioni per capire meglio quale sia l’impatto fiscale del pagamento delle pensioni pagate all’estero e in Italia dall’estero. Fedi ha anche auspicato uno scambio di informazione di natura previdenziale e fiscale che consentirebbe a molti paesi di rapportarsi meglio con le esigenze di trasparenza. Il deputato ha inoltre chiesto se la quota dei 200 milioni di indebiti sia stata conteggiata nel miliardo di euro impegnato dallo Stato italiano all’estero.

Dal canto suo la deputata del Pd Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa, ha auspicato, anche alla luce dei progressi compiuti nel campo delle procedure telematiche, la realizzazione di una convenzione tra Maeci e  patronati all’estero che operi in  stretta sinergia con gli organismi pubblici che interloquiscono con le comunità italiane all’estero, come ad esempio l’Inps. La Garavini ha anche chiesto lumi sulla Convenzione con la Turchia che è stata completata ma non appare ancora  in vigore. La deputata si è infine detta favorevole alla proposta dell’Inps volta all’introduzione di un Codice identificativo di sicurezza sociale europeo.

In sede di replica Boeri ha precisato come la lentezza nello smaltimento delle pratiche presenti ad esempio negli uffici Inps di Palermo siano dovuti in parte anche al ritardo con cui sono state trasmesse le domande da parte delle istituzioni statunitensi. “Il fatto che non si sia utilizzato il servizio telematico – ha affermato Boeri – ha portato a questi ritardi, noi ci auguriamo che si proceda in futuro nello scambio per via on line”. Boeri ha anche rilevato come i rapporti con le amministrazioni fiscali dei diversi Paesi trascendano dalle competenze dell’Inps, anche se si è detto favorevole allo sviluppo di un progetto di raccolta delle informazioni con l’Agenzia delle Entrate, al fine di aumentare il bagaglio conoscitivo sulla posizione fiscale dei residenti all’estero e dei percettori di prestazioni dell’Inps. Il presidente dell’Inps ha anche ribadito come vi sia a tutt’oggi  un’anomalia nell’erogazione di prestazioni assistenziali, che tipicamente vengono concesse sulla base di un principio di residenza, a persone  che risiedono all’estero. Boeri, dopo aver ricordato che il quadro complessivo degli indebiti riguarda circa 100.000 pratiche, si è detto favorevole ad un maggiore coinvolgimento dei patronati  nelle convenzioni . “Vogliamo lavorare – ha aggiunto – fianco a fianco con i patronati, e abbiamo lavorato con i consolati per ridurre gli oneri di chi risiede all’estero”. Per quanto riguarda la convenzione con la Turchia Boeri ha segnalato come questa , nonostante manchi il completamento di alcuni accertamenti di natura amministrativa, sia già in vigore e si possa già presentare domanda per le prestazioni che questo accordo pone in essere. (G.M.- Inform)

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