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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’audizione del ministri degli Esteri e della Difesa sul caso dei marò italiani trattenuti in India

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

Alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato

Aperta la strada all’arbitrato internazionale. In via di definizione un nuovo team di esperti che sarà guidato da un coordinatore.

Mogherini: “Si esaurisce la fase in cui ha operato Staffan de Mistura che voglio ringraziare per la dedizione e l’instancabile impegno con cui ha seguito la vicenda”.

Pinotti: “Ci sarà un processo ma non dovrà tenersi in India. Necessario il ricorso all’arbitrato internazionale ai sensi della convenzione dell’Onu sul diritto del mare”

 

ROMA – “Si è aperta una nuova fase sul caso marò, con l’avvio della procedura internazionale”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Federica Mogherini nel corso di un’audizione presso le Commissioni Esteri e Difesa della Camera e del Senato. Un’incontro , in cui è intervenuto anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti, interamente dedicato alla vicenda giudiziaria di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i marò italiani trattenuti in India da oltre due anni.

“Il 18 aprile scorso l’Italia ha inviato una nota verbale alle autorità indiane, la quinta in due mesi, ricevuta da Delhi il 21 aprile, in cui si riconferma il richiamo all’immunità funzionale dei due fucilieri di marina e al diritto internazionale”, ha spiegato il ministro Mogherini ricordando che “dopo due anni c’è ancora una divergenza sulla giurisdizione. Divergenza che ho potuto constatare anche all’Aja il 25 marzo scorso”. Il ministro degli Esteri ha inoltre spiegato come con questa nota verbale si chieda  “l’avvio di un’ exchange of views’ (uno scambio di vedute) sulla disputa e il ritorno dei marò in Italia.

Nel caso in cui non si raggiungesse in tempi ragionevoli, per questa via, una soluzione accettabile, – ha aggiunto Mogherini aprendo quindi la strada all’arbitrato internazionale – si ricorrerà a strumenti internazionali di risoluzione delle dispute in base alle norme internazionali”. Il capo della diplomazia italiana ha poi precisato come in questa nuova fase si esaurisca l’impegno dell’inviato speciale del governo italiano in India Staffan de Mistura. “Ora  – ha puntualizzato Mogherini – per seguire questa nuova  fase servono figure nuove, stiamo definendo un team di esperti, sotto la guida di un coordinatore. Si tratta di una decisione che è stata condivisa con Staffan de Mistura che ha partecipato all’elaborazione di questo passaggio, frutto anche del suo lavoro. Ringrazio de Mistura,anche a nome del governo, per la dedizione e l’instancabile impegno con cui ha seguito la vicenda”. Il ministro degli Esteri ha anche annunciato la decisione di far rientrare a Delhi l’ambasciatore italiano, Daniele Mancini per seguire questa nuova fase diplomatica.

Dal canto suo il ministro della Difesa Roberta Pinotti  ha ribadito la netta contrarietà dell’Italia a far svolgere il processo in India contro i nostri due fucilieri.  “Ci sarà un processo – ha precisato Pinotti – ma non dovrà tenersi in India, siamo ancora aperti a discutere con gli indiani ma non sembra che dall’altra parte ci siano orecchie attente”. Una difficile situazione che per il ministro della Difesa necessita il ricorso “all’arbitrato internazionale obbligatorio ai sensi della convenzione dell’Onu sul diritto del mare. Una strategia condivisa con il parlamento che poggia sull’internazionalizzazione della vicenda”. Pinotti ha ricordato come a oltre due anni dall’incidente manchi ancora un atto di accusa contro i nostri due marò. Un atteggiamento dilatorio da parte delle autorità indiane che, secondo il ministro, non appare compatibile con l’immunità funzionale che tutelava i fucilieri italiani durante la missione. Una tutela che non rende percorribile la strada dello svolgimento del giudizio in India. (Inform)

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