direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’audizione dei dirigenti scolastici delle sedi di Córdoba, Mosca e Parigi

SENATO DELLA REPUBBLICA

VII Commissione e Comitato per le questioni degli italiani all’estero

L’incontro si è svolto nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo. Si è parlato del crescente interesse all’estero per la lingua italiana, dell’importanza della formazione per i docenti nel mondo e della necessità di un maggior coordinamento in questo settore fra Maeci e Miur

 

ROMA – Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato di diffusione della lingua e della cultura italiana nel mondo, portata avanti congiuntamente dalla Commissione Istruzione Pubblica, Beni Culturali e dal Comitato per le questioni degli italiani all’estero del Senato, si è svolta l’audizione di Aurelio Alaimo, dirigente scolastico dell’Istituto statale italiano Leonardo da Vinci di Parigi; di Giuseppe Fierro, dirigente scolastico presso il Consolato generale d’Italia a Córdoba e di Giuseppe Lo Porto, dirigente scolastico e capo ufficio istruzione presso il Consolato generale d’Italia a Mosca.

E’ in primo luogo intervenuto Aurelio Alaimo che ha ricordato come l’Istituto statale italiano Leonardo da Vinci di Parigi sia riconosciuto, al pari del Liceo Chateaubriand a Roma, dall’accordo bilaterale tra Italia e Francia. Alaimo, dopo aver ricordato che questo liceo ha circa 350 allievi e si rivolge prevalentemente alla numerosa collettività italiana presente a Parigi, ha spiegato come l’esperienza di dirigente scolastico della scuola statale a Parigi si differenzi da quella in un istituto nazionale prevalentemente per la presenza di allievi con diverse esperienze linguistiche che richiedono variegate e agili competenze didattiche. Alaimo ha inoltre evidenziato sia l’aumento della mobilità scolastica, un fenomeno dovuto alla maggiore mobilità nel mercato del lavoro all’interno dell’Unione europea, sia l’apprezzamento riscontrato in Francia verso la cultura pedagogica italiana. Dopo aver ricordato che la sua azione in qualità di dirigente scolastico si rivolge anche ad attività culturali aggiuntive come ad esempio i corsi di teatro e le traduzioni di libri italiani, Alaimo ha segnalato, fra gli elementi di criticità riscontrati nello svolgimento delle sue funzioni, la riduzione dei finanziamenti per l’istruzione all’estero. Una decurtazione che ha determinato il ridimensionamento del contingente dei professori, nonché generale incertezza, con la conseguente mancanza di programmazione nella pianificazione delle attività. Fra gli aspetti negativi evidenziati da Alaimo anche una stratificazione nel tempo senza coerenza degli interventi normativi e regolamentari che ha portato a diversi contenziosi. Dal canto suo Giuseppe Fierro ha ricordato come le proprie competenze riguardino, oltre al circoscrizione di Cordoba, il distretto di Mendoza, di Rosario, e lo stato del Perù. Il dirigente ha rilevato come, su un complesso di quaranta scuole paritarie italiane al mondo, ben venti operino in America Latina e siano vigilate da quattro dirigenti scolastici. Secondo Fierro la presenza diffusa di scuole, corsi di lingua, corsi curriculari, mal si concilia con personale docente locale non sempre adeguato. Un tema, quello della formazione, che appare centrale.  Al riguardo Fierro esprime una valutazione molto positiva dei progetti pilota avviati dalle Università di Siena e Perugia che prevedono l’invio di giovani laureati per la formazione dei docenti locali. Di particolare utilità, sempre secondo Fierro, appare l’incremento dei corsi di formazione online come quelli avviati dal consorzio ICON. A seguire ha preso la parola Giuseppe Lo Porto che ha illustrato l’attività svolta dall’unica scuola paritaria presente in Russia dove gli studenti italiani sono poco più del 50%. Lo Porto ha precisato come in Russia, dove la domanda della nostra lingua è in aumento, lo studio della lingua italiana sia considerato non solo sotto un profilo culturale, ma anche come risorsa qualificante per il mercato del lavoro. “La formazione dei docenti locali – ha spiegato Lo Porto – è di grande importanza, sia perché dal prossimo anno non ci saranno più docenti provenienti dall’Italia, sia per il potenziale di crescita della lingua italiana che potrà avvenire quando ci sarà il riconoscimento dell’italiano per l’accesso alle università”. Secondo il dirigente, per quanto riguarda la certificazione della lingua,  sarebbe inoltre di grande utilità l’elaborazione da parte del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di specifici  orientamenti al riguardo.

Dal canto suo la senatrice Maria Mussini (Misto-MovX), dopo aver auspicato un chiarimento da parte del  Governo su quale debba essere la presenza della cultura italiana all’estero, ha ricordato la necessità di avviare  lo studio della lingua italiana in età scolare affinché possa proseguire durante il secondo ciclo di studi e contribuisca, quindi, alla mobilità e allo scambio degli studenti nelle università. La Mussini ha poi rilevato la necessità di un ulteriore approfondimento sull’attività svolta dai nostri dirigenti scolastici nel mondo ed ha osservato come questa esperienza all’estero dovrebbe avere una ripercussione positiva anche sul sistema scolastico nazionale attraverso un continuo rapporto di scambi. Facendo riferimento alle modalità di selezione dei dirigenti scolastici dalla Mussini è stato poi chiesto agli auditi quali siano a loro avviso le caratteristiche ideali di un dirigente che dovrebbe svolgere le sue funzioni all’estero.

Dopo l’intervento del vice presidente del Comitato Mario Dalla Tor (NCD) che ha chiesto maggiori informazioni sulle forme di finanziamento provenienti da enti privati per lo sviluppo della lingua e della cultura italiana all’estero, l’altro vice presidente del Comitato Claudio Zin (Maie) ha espresso apprezzamento per il l’intenso lavoro svolto dai dirigenti scolastici in Argentina e in America Latina ed ha sollecitato lumi sull’eventuale aumento nell’area geografica della domanda di insegnamento della lingua italiana.

Dalla senatrice Michela Montevecchi (M5S) sono state invece chieste ai dirigenti scolastici informazioni sui contenuti della delega legislativa nella legge n. 107 del 13 luglio 2015, in materia di istituzioni e iniziative scolastiche italiane all’estero. Per la Montevecchi appare inoltre importante che la VII Commissione e il Comitato per le questioni degli italiani all’estero diano, anche attraverso l’indagine in corso, un contributo sostanziale alla riforma dell’insegnamento all’estero. Su questo punto è intervenuto anche il presidente del Comitato Claudio Micheloni che ha ricordato come uno dei principali obiettivi dell’indagine in corso, condiviso con il presidente della Commissione Istruzione, sia quello di  dare un contenuto specifico alla delega conferita al Governo.

In sede di replica Lo Porto ha evidenziando il ruolo di coordinamento, controllo e formazione ricoperto dal dirigente scolastico all’estero, mentre Fierro ha sottolineato come in Sud America la domanda di insegnamento della lingua italiana sia in crescita,  anche se non è seguita dalla presenza di professori locali adeguatamente formati. Dopo aver ribadito l’importanza del ruolo che potranno svolgere anche i corsi di formazione online, Fierro, per quanto concerne la selezione dei dirigenti scolastici, ha ricordato come questa avvenga per titoli e con una valutazione sulle competenze specifiche svolta da una commissione ad hoc. Dal canto suo Alaimo, per quanto riguarda il reperimento delle risorse economiche per la diffusione di lingua e cultura il dirigente, ha precisato di ritenere possibile l’individuazione di un metodo per il coinvolgimento delle imprese private. Per Alaimo appare anche necessario un maggior coordinamento in materia di istruzione all’estero tra il Maeci e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Al riguardo da Alaimo viene infatti ricordato come, in occasione di un progetto sperimentale in Italia, per un ciclo di studi secondario della durata di quattro anni non si sia ritenuto necessario avvalersi della lunga esperienza avviata dalle scuole italiane all’estero. (Inform)

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform