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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“L’attrattività delle eccellenze produttive italiane sui mercati esteri”, presentata online la seconda edizione di “BE-ITALY”

FARNESINA

Di Maio: “Occorre lo sviluppo di una narrazione moderna che faccia conoscere l’Italia anche come potenza industriale e manifatturiera

ROMA – “L’attrattività delle eccellenze produttive italiane sui mercati esteri”, questo il titolo della presentazione della seconda edizione di “BE-ITALY, Indagine sull’attrattività del Paese”, condotta dall’Istituto IPSOS. L’evento online è stato introdotto dal Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e dal Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, Lorenzo Angeloni. Il Presidente dell’Istituto IPSOS, Nando Pagnoncelli, ha presentato i risultati della ricerca che, oltre ad analizzare la reputazione e l’immagine internazionale dell’Italia, ha riservato ampio spazio alla percezione del “Made in Italy”, dei marchi italiani e delle nostre eccellenze settoriali, per verificare se e come gli effetti della pandemia abbiano prodotto significativi cambiamenti. E’ seguita una tavola rotonda moderata da Jole Saggese, Caporedattore di Class CNBC, con interventi del Presidente dell’Agenzia ICE, Carlo Ferro, del Vicepresidente di Confindustria, Barbara Beltrame, e della Presidente del Comitato Leonardo, Luisa Todini, in dialogo con gli esponenti delle associazioni di categoria che rappresentano le eccellenze produttive italiane nei settori della meccanica, moda, agroalimentare, articoli sportivi e farmaceutica. A conclusione dell’evento è intervenuto il Sottosegretario agli Esteri con delega all’internazionalizzazione, Manlio Di Stefano.

Il Direttore Generale Angeloni ha ricordato come alcuni mercati italiani a volte non trovino il dovuto riscontro  nell’immaginario collettivo: quindi si devono evidenziare meglio anche quei “valori legati alla salubrità e alla sicurezza dei nostri prodotti”, ha spiegato il Direttore Generale per la Promozione Sistema Paese del Maeci puntando sulla strategia comunicativa di brand anche a partire dai social che diventano sempre più pervasivi. Il Ministro Di Maio ha parlato di ampia indagine demoscopica sulle nostre eccellenze che nasce da una considerazione generale: “non siamo solo una superpotenza culturale ma anche una fucina di alta tecnologia e innovazione, abbiamo molte eccellenze nascoste anche perché non adeguatamente comunicate e l’indagine conferma che siamo terzi dopo USA e UK”, ha spiegato il Ministro. Di Maio ha ricordato come da un lato l’Italia goda già di un alto profilo nei settori moda e agroalimentare: “eppure siamo sicuri che il Made in Italy possa competere anche nell’ambito industriale ad alto contenuto tecnologico come meccanica di precisione o biofarmaceutica”, ha aggiunto il Ministro evidenziando che generalmente ad emergere sono per lo più grandi aziende. L’Italia si posiziona bene anche per numero di brevetti registrando per esempio un 168% di crescita nel settore farmaceutico. “I prodotti italiani scontano un deficit di percezione sui mercati internazionali nonostante gli ottimi risultati. Uno studio di Oxford posiziona l’Italia al secondo posto al mondo dopo Germania e prima degli USA per quanto riguarda i prodotti green. Occorre quindi lo sviluppo di una narrazione moderna che faccia conoscere l’Italia anche come potenza industriale e manifatturiera, pertanto attraverso un’immagine nuova e non stereotipata dell’Italia”, ha rilevato Di Maio sottolineando l’impegno della Farnesina nella comunicazione quale strategia di sostegno all’internazionalizzazione, così come studiato anche nel Patto per l’Export. Sono stati lanciati numerosi progetti per presentare in chiave moderna l’eccellenza italiana anche con ICE Agenzia. Nel dicembre scorso è stata diffusa, tramite rete diplomatica, una raccolta in inglese dei primati delle produzioni italiane ed è già in fase di studio una seconda edizione. Il Presidente  Pagnoncelli nell’illustrare lo studio IPSOS ha parlato di tre macro aree, non solo geografiche: Europa, USA e Paesi di interesse nell’area asiatica. Il Presidente IPSOS ha ricordato i colloqui effettuati con attori economici che operano nei Paesi oggetto d’indagine. Nel 2020 sono stati raccolti in rete più di 127 milioni di contenuti riguardanti l’Italia: il 63% dei tedeschi ha dichiarato di conoscere bene l’Italia mentre solo un 21% dei giapponesi ha dichiarato altrettanto. Dal 2016 al 2020 la percezione degli italiani sull’Italia è cresciuta vuoi anche per gli effetti di coesione legati alla pandemia. Paese democratico e aperto o affidabile; dimensioni di qualità e dinamismo legato alla creatività. Efficienza e organizzazione non sono tra gli aspetti più riconosciuti all’Italia. Offerta enogastronomica, cultura e moda principali asset italiani. Per innovazione e ricerca Italia è sesta nel mondo nel ranking dei 17 Paesi più influenti mentre in Europa terza dopo Germania e UK. Innovazione e sostenibilità da valorizzare serve comunicazione coordinata e continuativa di quella che è la realtà del Paese e migliorare dal punto di vista della reputazione. Se è vero, come ha detto Pagnoncelli, che in Italia spesso non si ha la giusta percezione dei primati italiani, è pur vero che i primati italiani sono però assai spesso frutto di coloro che proprio dall’Italia sono andati via per realizzarsi altrove. Ferro ha evidenziato che l’Italia ha un ruolo fondamentale nelle filiere tecnologiche, come produttore della componentistica fortemente innovativa. “La ricerca ha comunicato elementi come cultura e turismo ma quando andiamo all’estero dovremmo presentare l’Italia anche come partner per lo sviluppo smart soprattutto dei Paesi emergenti”, ha sottolineato il Presidente di ICE Agenzia. Beltrame ha ricordato che questa indagine ci invita a impegnarci di più per valorizzare l’immagine nazionale al meglio. “Siamo ad esempio all’avanguardia nella sostenibilità e nel riciclo”, ha evidenziato il Vicepresidente di Confindustria. Todini ha ricordato che “gli italiani non si accontentano di dormire sul passato perché sono fortemente innovatori e sostenibili”, ha spiegato il Presidente del Comitato Leonardo facendo l’esempio degli zainetti Invicta realizzati con l’utilizzo del processo di riciclo delle bottiglie di plastica. Matteo Lunelli (Fondazione Altagamma) ha ricordato come la fondazione abbia per il proprio brand tra i più bravi comunicatori: “vorremmo mettere al servizio del Paese queste capacità”. Carlo Capasa (Camera Nazionale della Moda Italiana) ha lamentato come la moda italiana sia spesso trattata come settore del futile mentre altri Paesi sanno valorizzare al meglio questo settore. “Sulla sostenibilità, nella moda siamo tra i primi nel mondo e tutto questo deve essere maggiormente riconosciuto a cominciare dal nostro Paese”, ha evidenziato Capasa ricordando che nella moda la ricerca e lo sviluppo sono elementi portanti. Luigi Scordamaglia (Filiera Italia) ha spiegato che sul green deal si gioca il futuro: “pochi sanno che l’Italia è ai primi posti nella tecnologia che ottimizza la produzione in modo sostenibile”. Alberto Chiesi (Chiesi Farmaceutici) ha ricordato che l’Italia è il primo Paese in Europa per numero di studi sul Covid e che le aziende farmaceutiche italiane si distinguono nell’internazionalizzazione e nella ricerca con punte di eccellenza. Chiesi ha auspicato inoltre un piano di sviluppo europeo per la ricerca. Marco Nocivelli (Anima) ha invitato non solo a comunicare le eccellenze ma a farle vedere alle persone. Anna Ferrino (Assosport) ha ricordato che l’Italia è sempre stata in grado di organizzare i grandi eventi mentre bisogna comunicare meglio parti di questa filiera, come per esempio quelle legate al mondo della montagna nella quale il Paese eccelle. La giornalista e moderatrice Jole Saggese ha parlato di “lavori in corso” in riferimento all’iter di internazionalizzazione volta all’attrattività dell’Italia. Infine il Sottosegretario Manlio Di Stefano ha ricordato gli strumenti creati in Farnesina per promuovere l’internazionalizzazione evidenziando come ogni investimento in più diventi un grande moltiplicatore in ambito internazionale. “Risolvendo le carenze, i punti di forza crescono: abbiamo una carenza comunicativa”, ha spiegato il Sottosegretario tornando agli indici di percezione degli italiani rispetto al proprio Paese. “La comunicazione è uno dei sei pilastri del Patto per l’Export: per la comunicazione sono stati stanziati 50 milioni di euro destinati a diversi Paesi target nel cosiddetto ‘nation branding’. La moda è un esempio di stereotipo italiano concreto di economia reale: la campagna andrà a puntare sull’associazione degli stereotipi positivi con le nuove economie dei Paesi emergenti”, ha spiegato Di Stefano sottolineando che ci sarà una campagna comunicativa madre, più valoriale, accompagnata da un’altra destinata alle singole filiere: per esempio quelle dell’innovazione, della sostenibilità e dell’economia circolare. “Industria, tecnologia e arte sono al centro della promozione integrata”, ha aggiunto il Sottosegretario spiegando l’importanza di partecipare ad eventi come Expo Dubai o di inventare strumenti nuovi per far conoscere le eccellenze produttive italiane ai partner. (Simone Sperduto/Inform)

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