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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La vice ministro agli Esteri Marina Sereni sul rilascio dei permessi di soggiorno per i cittadini italiani residenti nel Canton Ticino

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

In Commissione Esteri la risposta ad un’interrogazione che evidenziava problematiche derivanti dal mancato rinnovo di permessi di soggiorno anche a connazionali da lungo tempo residenti nel territorio ticinese. Sereni assicura “la massima assistenza agli italiani in Svizzera”

 

ROMA – La vice ministro agli Esteri Marina Sereni ha risposto in Commissione Esteri al Senato ad un’interrogazione del senatore Alessandro Alfieri (Pd) sul rilascio dei permessi di soggiorno per i cittadini italiani residenti nel territorio del Canton Ticino.

In seguito ad alcune problematiche evidenziate in ultimo anche da un servizio realizzato da una trasmissione televisiva svizzera e derivanti dal mancato rinnovo di permessi di soggiorno anche a connazionali da lungo tempo residenti nel territorio ticinese, Alfieri domandava quali iniziative il Ministro degli Esteri ritenesse intraprendere per tutelare i connazionali e se non ritenesse opportuno “avviare con il Governo elvetico un dialogo politico volto alla conclusione di ulteriori accordi bilaterali in materia di permessi di soggiorno per i cittadini italiani” residenti in loco.

Sereni ha ricordato come siano 123 mila gli italiani iscritti all’anagrafe del Consolato Generale di Lugano, “con una leggere tendenza alla diminuzione”, e come “le varie tipologie di permesso di soggiorno più diffusamente utilizzate dagli italiani in Svizzera vengono rilasciate dall’Ufficio degli stranieri, subordinato al Dipartimento delle Istituzioni, il Ministero cantonale attualmente diretto da Norman Gobbi, esponente della Lega dei Ticinesi”.

Segnala poi come la trasmissione di approfondimento della Radiotelevisione svizzera italiana richiamata nell’interrogazione abbia “qualificato l’allontanamento di cittadini stranieri ritenuti non graditi, tra i quali anche molti italiani, come una politica delle autorità del Canton Ticino” ed evidenziato in particolare “le difficoltà riscontrate nell’ottenere e rinnovare il permesso di lavoro di tipo G e il permesso di residenza di tipo B”. “I due motivi più frequentemente alla base del diniego sarebbero i precedenti penali e le residenze fittizie, in merito alle quali gli stranieri vengono sottoposti ad approfonditi controlli da parte della polizia elvetica per verificare che il loro centro di interessi sia effettivamente in Ticino – prosegue la Vice Ministro, che ricorda anche, per analizzare la questione nel suo complesso, che “le Autorità del Canton Ticino applicano norme interne svizzere”; “se i connazionali sono la prima comunità straniera residente in Ticino, esse vengono applicate non solo nei confronti degli italiani – precisa Sereni.

Viene anche ribadito che “i tribunali svizzeri rivedono spesso le decisioni amministrative a favore degli italiani del Ticino, tant’è che nel 2019 il Tribunale cantonale ha accolto circa la metà dei ricorsi presentati a fronte di diniego di permessi da parte delle Autorità cantonali – sottolinea Sereni, che segnala anche come “sulla base di quanto riferito dall’Ambasciata a Berna, il Dipartimento Federale degli Affari Esteri della Confederazione Elvetica non condivide l’impostazione delle Autorità amministrative del Canton Ticino” cui sono connesse le problematiche evidenziate nell’interrogazione.

La Vice Ministro ricorda anche, “per evidenziare meglio il clima politico”, che l’elettorato svizzero è stato chiamato lo scorso 27 settembre a pronunciarsi anche su un’iniziativa popolare federale per un’immigrazione moderata, che proponeva di imporre la sola disciplina svizzera in materia migratoria, escludendo la conclusione di nuovi trattati internazionali o l’assunzione di nuovi obblighi internazionali per la libera circolazione di cittadini stranieri, proposta respinta dal 62% dei votanti. “La Svizzera ha dato così un segnale chiaramente favorevole sia alla presenza di cittadini e lavoratori stranieri, sia al rafforzamento di rapporti costruttivi con l’Unione europea – sottolinea Sereni, secondo cui “l’attuale criticità nel rilascio dei permessi di soggiorno” sembrerebbe “dipendere non tanto dalle regole vigenti quanto dal modo in cui queste sono applicate dalle Autorità locali in una logica di consenso elettorale”.  “Se a questo si aggiunge la tendenza del Tribunale cantonale a esprimersi in favore dei ricorrenti contro il diniego di permesso di soggiorno, non appare, al momento, opportuno e utile presentare proposte per la conclusione di ulteriori accordi bilaterali con la Confederazione Elvetica in materia di permessi di soggiorno – conclude Sereni, assicurando che il Governo “continuerà a seguire con attenzione la questione” e “a prestare la massima assistenza agli italiani in Svizzera”.

In sede di replica, Alfieri si dichiara soddisfatto della risposta ed evidenzia come “l’atteggiamento assunto dal Canton Ticino rischi di riverberarsi in modo negativo” in particolare “sui connazionali lavoratori transfrontalieri, i quali sono soggetti ad evidenti difficoltà nei loro spostamenti quotidiani”. (Inform)

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