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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La Via Crucis “vive” con gli emigrati in Germania

ITALIANI ALL’ESTERO

WUPPERTAL (Germania) – Festeggia il suo quarantesimo anno di vita la Passione vivente portata avanti nella Missione Cattolica Italiana (MCI) di Wuppertal, città della Germania di oltre 330mila abitanti nella Renania Settentrionale che si trova a sud della zona della Ruhr e a trenta chilometri da Düsseldorf. Un’iniziativa nata in sordina e che oggi vede il coinvolgimento degli emigrati italiani ed è seguita da tanti cittadini di varie nazionalità con coinvolgimento e commozione. Del resto nel territorio della MCI vivono oltre 11mila italiani.

Purtroppo in occasione dell’anniversario, a causa della pandemia, la rappresentazione non può essere, come lo scorso anno, riproposta. «Non è possibile ritornare a proclamare la nostra fede lungo le vie della città», scrive Flavia Vezzaro, collaboratrice pastorale nella MCI. Per questo il sacerdote che guida la MCI, don Angelo Ragosta, insieme con la comunità, ha deciso di far «rivivere» questi anni in «un modo un po’ speciale ». Sul sito della MCI (https://mci-wuppertal.de) e sui canali social, sono stati pubblicati brevi video con le Stazioni della Passione così come «sono state rivisitate negli anni». Un piccolo pensiero di due, tre minuti – dice Flavia – per raccontare «quanto abbiamo costruito e tentato di incarnare. Lo scorrere delle immagini fa riaffiorare i ricordi; si nota lo scorrere del tempo; ed è emozionante riconoscere bimbi che sono diventati ragazzi e poi uomini interpretando, via via, vari personaggi: dagli schiavi che reggono la bacinella di Pilato ai soldati romani, agli apostoli. In questi 40 anni la nostra vita è stata scandita anche dalla Passione vivente».

Certo, spiegano alla MCI, l’iniziativa «non è uno spettacolo, non è una recita. Essa è un cuore pulsante che narra la fede di una comunità e, se è vero che non siamo mai stati così fragili come in questi mesi segnati dal Covid, allora anche la speranza, quella certa, quella che viene da Dio, affonda le sue radici in questa fragilità». (Raffaele Iaria – Migrantes online /Inform)

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