CASO MARO’
Ieri anche il ringraziamento alla Commissione Esteri della Camera per la collaborazione con il Governo in particolare per l’avvio della procedura arbitrale
ROMA – Il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola ha espresso ieri in Commissione Affari Esteri alla Camera dei Deputati, a nome del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, soddisfazione per la decisione adottata dalla Corta suprema indiana del rientro immediato in Italia del fuciliere di Marina Salvatore Girone, trattenuto all’Ambasciata d’Italia di Nuova Delhi perché sotto processo per la morte di due pescatori avvenuta nel corso di una missione antipirateria cui partecipava insieme al commilitone Massimiliano Latorre, già rientrato in Italia per motivi di salute.
Un ringraziamento è stato rivolto alla stessa Commissione Affari esteri per la collaborazione prestata a sostegno dell’azione dell’Esecutivo, con particolare riferimento all’avvio della procedura arbitrale. Amendola ha inoltre segnalato come la decisione “renda onore ad una scelta politica di investimento sulla giurisprudenza e sul diritto internazionale, che nel caso di specie ha premiato l’Italia” e rilevato come si giunga oggi ad uno “snodo importante che non esaurisce certamente la controversia ma che conferma il valore di un approccio sinergico tra Governo e Parlamento alle maggiori questioni di politica internazionale”.
Alle parole del sottosegretario si è associato il presidente della Commissione, Fabrizio Cicchitto, pur evidenziando “la necessità di un esercizio di autocritica per il ritardato avvio del doveroso percorso di arbitrato”. Il presidente rileva come la situazione sia andata compromettendosi con l’errore iniziale da parte italiana ricondotto all’assenza di una chiara definizione del “margine di autonomia per i militari prestati a presidio della sicurezza di navigli commerciali”. Un errore che egli imputa in particolare al Governo guidato allora da Mario Monti e a cui i Governi successivi hanno dovuto a suo avviso riparare. (Inform)