REFERENDUM COSTITUZIONALE
“I numeri parlano da soli e manifestano un forte legame tra gli espatriati e la madre patria”
ROMA – In una nota il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero esprime grande soddisfazione per la partecipazione dei cittadini italiani all’estero al referendum costituzionale confermativo in votazione il quattro dicembre.“I cittadini italiani all’estero aventi diritto di voto – si ricorda nel comunicato – erano 4.052.341 dei quali hanno partecipato 1.251.728, che corrisponde al 30.98 %. Questi numeri parlano da soli e manifestano un forte legame tra gli espatriati e la madre patria. Una conferma della partecipazione che smentisce tutta la narrazione e la letteratura letta in particolare nelle recenti settimane sull’attendibilità e la legittimità del voto all’estero”. Nel comunicato si ribadiscono le forti critiche nei confronti dei tentativi, avvenuti durante la campagna referendaria, di “mistificare il voto all’estero” e di chiederne l’annullamento. “A risultato acquisito – si precisa nella nota in cui si ricorda come il voto all’estero sia un diritto costituzionale esteso a tutti i cittadini italiani ovunque essi risiedano – i fuochi incrociati si sono spenti per lasciare spazio alla ragione e al pragmatismo”.
“Il Consiglio generale degli italiani all’estero – continua il comunicato – assieme ai Comites ed ai parlamentari eletti nella circoscrizione estero, assieme all’encomiabile lavoro svolto della rete diplomatica consolare italiana, si sono fatti garanti della riuscita del referendum. Tantissime sono state le iniziative pubbliche realizzate dai comitati dei due schieramenti, dai Comites e dalle associazioni che hanno concorso a formare l’opinione pubblica e la conoscenza delle elettrici e degli elettori all’estero. Un’impresa mastodontica a conferma di un grande amore per le sorti del nostro paese”. La nota si conclude con una riflessione sull’immediato futuro “In questa difficile fase postreferendaria il Cgie chiede ai parlamentari italiani di evitare future illazioni sul voto all’estero e, invece, di avviare una riforma elettorale per rendere il voto all’estero più sicuro e meno dispendioso”. (Inform)