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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La Settimana Italiana diventi la festa di tutto il Québec

ITALIANI ALL’ESTERO

“il Cittadino Canadese”del 23 agosto: “Filo diretto col Parlamento”, rubrica di  Nicola Di Iorio, deputato federale di Saint-Léonard – Saint-Michel

 

SAINT-LÉONARD – Si è appena conclusa la 24ª edizione della Settimana Italiana, che sta diventando un appuntamento sempre più importante nel calendario delle festività estive a Montréal.

Una manifestazione promossa dal Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi, sezione Québec, ma che ormai comporta un’organizzazione a tempo pieno, lunga 12 mesi.

Il suo successo,quindi, è merito di chi ne cura la preparazione nel corso di tutto l’anno. Tanto da configurarsi sempre più come una cruciale attività di ‘branding’: promuove, cioè, il “marchio italo-canadese” attirando sempre più appassionati. Eppure, fino a qualche decennio fa, gli immigrati italiani non erano affatto apprezzati: i quebecchesi sfruttavano il nostro lavoro e ci insultavano con l’odiosa espressione “Maudit wops!” (maledetti italiani). Ciononostante, non ci siamo mai persi d’animo. Abbiamo preservato le nostre tradizioni nelle nostre case e poi le abbiamo condivise organizzandoci in Associazioni e Federazioni a livello comunale, provinciale e regionale.

Riproponendo ciclicamente le nostre feste, dai Santi Patroni alle Sagre paesane, negli anni abbiamo attirato l’interesse dei non-italiani, i quali, mettendo da parte i pregiudizi, hanno finalmente scoperto tutta la ricchezza della nostra cultura. Un esempio? Un tempo, il mercato Jean Talon era frequentato solo da connazionali che compravano galli, galline e prodotti freschi di fattorie locali. Successivamente, però, anche tutti gli altri si sono resi conto della qualità del mercato. Tanto che oggi, anche se situato nella Piccola Italia, la maggioranza dei suoi clienti non sono italiani.

Allo stesso modo, la Settimana Italiana tramanda la tradizione italiana tra i canadesi di altre culture. Sempre meno circoscritta alla Piccola Italia (la città pullula di eventi tricolori anche a Saint Leonard, Laval, LaSalle, ecc), è giunto il momento che la Settimana Italiana si celebri al centro, nella piazza dei Festival, vicino a Place des Arts.

Montréal ha da sempre una relazione speciale con la Comunità italiana, che ha di fatto costruito la città: sono pochi i marciapiedi che non sono stati realizzati da braccia italiane. La città è stata letteralmente costruita dagli italo-canadesi e quindi sarebbe più che auspicabile che la Settimana Italiana diventasse un Festival cittadino al livello di “Just pour Rire” o il “Festival du Jazz”: solo così i montraelesi ed i turisti provenienti da ogni parte del mondo potrebbero conoscere da vicino la profondità, la forza e la visione della nostra Comunità. Trasferirlo al centro, avrebbe un valore anche simbolico: mostrerebbe a tutti l’importanza della nostra Comunità, forte sia per la consistenza – siamo oltre 300 mila – che per la diversità del suo contributo allo sviluppo della società di accoglienza: siamo professori, imprenditori, ristoratori, costruttori, sarti, avvocati, politici, ecc. Sarebbe un po’ come chiudere il cerchio con la storia, il completamento formale di un lungo processo di integrazione.

È questo lo sviluppo più giusto della Settimana Italiana. A 24 anni una persona è nel pieno della sua maturità, nel fiore del suo percorso di crescita: la Settimana Italiana ha raggiunto una nuova tappa della sua ‘vita’, può permettersi ambizioni sempre più grandi, può cominciare a pensare che non è più e solo la Settimana degli Italiani ma di tutto il Québec, il Festival per la diffusione della cultura italiana e per la promozione del suo ricco contributo allo sviluppo di tutto il Paese.( Nicola Di Iorio-il Cittadino Canadese/Inform)

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