direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi interviene a “Casa Italia”: far ripartire il nostro lavoro dalle domande degli italiani all’estero. Promuovere la riforma della legge istitutiva dei Comites anche per rafforzare il ruolo dei Comitati

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – La neo eletta Segretaria Generale del Cgie Maria Chiara Prodi è intervenuta alla trasmissione di Rai Italia “Casa Italia” dove ha parlato del suo nuovo incarico e delle sfide che attendono il Coniglio Generale e il mondo della rappresentanza degli italiani all’estero.  “E’ l’inizio di un nuovo viaggio”, ha esordito Prodi che ha poi ricordato la figura di Michele Schiavone, il precedente Segretario Generale recentemente scomparso. “Questo viaggio non comincia da zero – ha affermato Prodi – ma dal grande lavoro che il nostro Consiglio Generale ha fatto in tanti anni. Questa nuova fase comincia dal ricordo, dal rispetto, dall’amore che ciascuno di noi ha avuto per il nostro Segretario Generale Schiavone che purtroppo è mancato poco tempo fa . Penso che questa circostanza di partire da qualcosa di doloroso e di volerlo affrontare tutti assieme è quello che  ha dato al Cgie uno slancio in questi giorni, anche perché Michele è stato così tanto generoso nei confronti di tutte le comunità italiane all’estero che il suo lascito è probabilmente quello di chiedere a tutti di fare un passo in più. Io ne ho fatto uno candidandomi”.  “Il fatto che sia stata eletta per la prima volta una donna al vertice del Cgie – ha continuato la Segreteria Generale rispondendo alle domande della conduttrice Roberta Ammendola – è certamente un bel messaggio di apertura per tutte le nostre volontarie donne impegnate nei Comites del mondo. Il Cgie è un organismo di secondo livello e sono i Comites che lo hanno eletto. E tutti insieme siamo una squadra di quasi 2000 persone appassionati del nostro Paese e al servizio di 7 milioni di connazionali. E’ quindi è un’esperienza maestosa in cui tutti noi abbiamo una grande responsabilità a partire dai consiglieri del Cgie”. Per quanto riguarda le priorità del lavoro da portare avanti la Prodi ha sottolineato la necessità di ripartire “dalle domande che i nostri connazionali ci fanno. Ad esempio: ma perché ad ogni elezione all’estero votiamo in maniera diversa? Si parla spesso di astensione, ma non si dice che per noi spesso è difficile anche riuscire a trasmettere ai nostri connazionali le informazioni sul voto che cambiano ogni volta”.  Si è poi parlato di digitalizzazione. “Questo è un tema – ha rilevato la Segretaria Generale – che ci sta molto a cuore. Tanti ragionamenti si possono fare in una maniera o in un’altra, secondo degli strumenti che noi abbiamo per realizzarli. Perché tra i desideri e la messa in pratica c’è un mare. Quindi la tecnologia è importante ma ha dei costi non solo materiali, ma derivanti dal cambiamento dell’utilizzazione,  quindi tutto questo è un processo in cui bisogna cercare di trovare delle risposte che non siano solo tecnologiche ma anche per quanto riguarda il processo di accompagnamento”.  “Innanzitutto abbiamo scelto per questo Cgie – ha poi sottolineato poi la Prodi rispondendo alla domanda sulle tematiche affrontate dall’Assemblea Plenaria – dei temi che ci permettono di avanzare rapidamente. In primo luogo l’attualizzazione del regolamento interno del Cgie e la riforma della legge istitutiva dei Comites in cui vogliamo rafforzare il ruolo dei Comitati. Ricordo che abbiamo chiesto a tutti i Comites del mondo di suggerirci come fare al meglio quest’ultima riforma . E poi siamo coinvolti anche su temi di attualità. Molto sentito il tema della cittadinanza per i nostri connazionali e il dibattito sul premierato in cui il voto degli italiani all’estero appare importante e che ci ha portato alla ribalta in Italia. Comunque per me i primi risultati sono quelli da ottenere nell’organizzazione”. La Segretaria Generale ha poi sottolineato la necessità di lavorare per favorire la partecipazione dei connazionali al mondo della rappresentanza “un’infrastruttura intorno alla quale si può costruire tutta la comunità per far sentire la nostra voce e per essere molto più partecipi, anche in funzione di  servizio, per il nostro Paese”. “La nostra legge istitutiva del Cgie – ha aggiunto Prodi – parla di rappresentare la comunità italiane presso tutti gli organismi che mettono in essere politiche per gli italiani all’estero. Da quando è stata fatta la legge istitutiva le nostre comunità da una parte sono molto cambiate, alcune si sono disgregate, altre si sono trasformate e vi è tutta una nuova mobilità. Dall’altra parte anche gli attori con cui bisogna confrontarsi si sono moltiplicati”.

“La promozione della lingua e della cultura italiana all’estero – ha poi rilevato la Segretaria Generale del Cgie – è per me un tema fondamentale. In primo luogo vi è la protezione di quello che è stato costruito dalle nostre reti dell’emigrazione, in particolare penso agli enti gestori che hanno assicurato ed assicurano ancora adesso fra mille difficoltà, alcune delle quali strutturali che vogliamo assolutamente superare con l’aiuto della politica, la formazione alla lingua e la cultura dei nostri figli all’estero. Penso che una delle domande fondamentali – ha continuato la Prodi – sia sempre stata, e sempre sarà, quando si va all’estero, è cosa trasmetto ai bambini?.  Si tratta di un diritto, è un qualcosa su cui il nostro Paese ci accompagna, educare alla lingua e cultura italiana i nostri figli all’estero, o dobbiamo sbrigarcela da soli? Questa è la domanda. Noi crediamo – ha concluso – che bisogna valorizzare chi fa bene questo lavoro di promozione e soprattutto che l’insegnamento della lingua all’estero sia un diritto da assicurare perché non possiamo essere da soli e la costruzione del  futuro dai nostri bambini è sicuramente la cosa più importante”.  (Inform)

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