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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La scomparsa di Renato Ruggiero

SCOMPARSA DI RENATO RUGGIERO
Il diplomatico e politico italiano fu ministro degli Esteri nel 2001, direttore generale del WTO, segretario generale della Farnesina e presidente dell’Eni
Napolitano: “ E’ stato soprattutto tra gli italiani che più hanno creduto nell’Europa unita e hanno contribuito a costruirla”. Letta: “E’ stato un punto di riferimento costante per la politica estera italiana”. Bonino: “Uomo delle istituzioni, ed al contempo uomo di impresa e profondo conoscitore delle complesse dinamiche dell’economia internazionale, ha dato lustro come pochi alla diplomazia italiana”
ROMA – È morto all’età di 83 anni Renato Ruggiero. Nato a Napoli il 9 aprile 1930, Ruggiero fu un diplomatico e politico italiano, più volte ministro, direttore generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) e presidente dell’Eni. Nel giugno 2001 Ruggiero fu chiamato da Berlusconi a ricoprire la carica di ministro degli Esteri nel suo secondo governo, ma dopo appena sei mesi rassegnò le dimissioni . “Con Renato Ruggiero – ha dichiarato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – scompare una delle grandi figure, uno dei più dotati e brillanti esponenti, della diplomazia italiana nei decenni repubblicani. Le sue non comuni qualità gli hanno garantito riconoscimenti di primo piano in sede internazionale fino alla carica di Direttore generale del WTO . Ha ricoperto con onore e competenza – ha aggiunto Napolitano – molteplici incarichi di governo e nella vita sociale e culturale del nostro Paese. E soprattutto è stato tra gli italiani che più hanno creduto nell’Europa unita e hanno contribuito a costruirla. Profondamente commosso – conclude il Capo dello Stato – per il lungo rapporto personale, di amicizia e reciproca stima che ci legò fin dagli anni dell’università a Napoli, partecipo con un caloroso abbraccio al dolore dei suoi famigliari e mi associo al cordoglio del mondo diplomatico”. 
Profonda tristezza per la scomparsa di Ruggiero è stata espressa anche dal ministro degli Esteri Emma Bonino. “Perdiamo – ha affermato la Bonino – un grande protagonista della diplomazia italiana del Novecento, che ha messo a disposizione del suo Paese un’eccezionale statura professionale e morale in tutti i numerosi incarichi che ha ricoperto come diplomatico e in altri prestigiosi contesti internazionali. Ricordiamo in particolare – ha aggiunto il ministro degli Esteri – le capacità negoziali e la lungimiranza riconosciutegli unanimemente. Uomo delle istituzioni, ed al contempo uomo di impresa e profondo conoscitore delle complesse dinamiche dell’economia internazionale, Ruggiero ha dato lustro come pochi alla diplomazia italiana, che ha guidato in due occasioni, prima al vertice amministrativo e poi come mio predecessore. Piangiamo la sua scomparsa – ha concluso la Bonino – e ci stringiamo con sincero affetto e vicinanza alla sua famiglia”. 
Anche il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha manifestato cordoglio per la morte di Ruggiero. “E’ stato un punto di riferimento costante per la politica estera italiana. – ha ricordato Letta – Con lui scompare un innovatore e un europeista convinto, sempre testimone nei suoi diversi incarichi di grande competenza e senso delle istituzioni”.
Laureatosi in giurisprudenza a Napoli, Renato Ruggiero entra nella carriera diplomatica nel 1955. Nel gennaio 1959, è assegnato all’ambasciata italiana a Mosca e, nel 1962, all’ambasciata italiana a Washington. Nel 1964 rientra in Italia per ricoprire l’incarico di capo-segreteria della direzione generale per gli Affari Politici del ministero degli Esteri; nel 1966 è cancelliere presso l’ambasciata di Belgrado. Nel 1969, Ruggiero è inviato a Bruxelles alla rappresentanza italiana permanente presso la CEE. Nel luglio 1970 è Capo di gabinetto del presidente della Commissione europea, Franco Maria Malfatti. Tra il 1978 e il 1980, Ruggiero rientra a Roma ed è consigliere diplomatico del presidente del Consiglio dei ministri e capo di gabinetto di due ministri degli Esteri; in tali vesti è tra i negoziatori dell’entrata dell’Italia nel Sistema monetario europeo e si occupa anche di alcune situazioni critiche quali la cosiddetta “crisi di Sigonella”. Nel 1980 raggiunge il grado di ambasciatore ed è nuovamente inviato a Bruxelles come rappresentante permanente dell’Italia presso la Comunità europea, sino al 1984. In seguito rientra in Italia, come direttore generale per gli Affari Economici della Farnesina (1984-1985) e, per due anni, dal 1985 al 1987, è segretario generale del ministero degli Esteri. Nel 1987, Ruggiero entra in politica, ed è nominato ministro del Commercio Estero nel governo Goria (28 luglio 1987-13 aprile 1988), in quota PSI; è confermato al medesimo ministero nei successivi governi De Mita e Andreotti, sino al 12 aprile 1991. Nel 1995 è eletto direttore generale del WTO, con sede a Ginevra, carica che terrà sino al 1999. In seguito è nominato presidente dell’ENI e (a settembre 1999) vicepresidente internazionale e presidente per l’Italia di Schroder Salomon Smith Barney. Dopo l’esperienza nel 2001 da ministro degli Esteri Ruggiero, tra il 2006 e il 2008, ricopre l’incarico di consigliere per la Costituzione europea del presidente del Consiglio, Romano Prodi. Successivamente è stato presidente di Citigroup e vicepresidente della Citigroup European Investment Bank; e presidente del Comitato consultivo internazionale di UniCredit. (Inform)
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