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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La riunione della Consulta regionale dell’emigrazione veneta


ITALIANI ALL’ESTERO
La riunione della Consulta regionale dell’emigrazione veneta
Interventi del presidente del Veneto Luca Zaia e dell’assessore regionale Roberto Ciambretti. “No a residenza fiscale romana obbligatoria per i veneti iscritti all’Aire”
CITTADELLA (Padova) – “I veneti all’estero iscritti all’AIRE devono mantenere la residenza fiscale nel loro comune d’origine, non averla obbligatoriamente nella capitale”. Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia intervenendo a Cittadella alla prima delle due giornate che la Consulta regionale dell’emigrazione ha dedicato alla “diaspora” veneta e ai veneti nel mondo. Zaia è il presidente dell’organismo , del quale è vicepresidente Luciano Sacchet, veneto dell’Uruguay.. “Mi batterò – ha detto Zaia – perché si torni alla residenza vera, culturale e storica, portando in Consiglio regionale una proposta legislativa specifica”
“La sfida che ci aspetta come veneti è soprattutto quella creare relazioni economiche e culturali tra le comunità venete a livello mondiale, che contano 6 milioni di persone che vivono oggi in altri Paesi e i 4,8 milioni di residenti nella regione d’origine – ha affermato Zaia -. Questi numeri ci ricordano che ci sono oggi più veneti fuori dal Veneto che nel territorio regionale, ma che nel Mondo ci sono oltre 10 milioni di veneti, sparsi in tutti i continenti, che hanno lasciato la terra d’origine in quattro ondate migratoria. La prima è della fine dell’800 ed ha riguardato prevalentemente l’America Latina. Poi c’è stata quella tra le due guerre mondiali, che si è rivolta soprattutto agli Stati Uniti. E’ seguita quella del dopoguerra, che ha cercato il proprio futuro principalmente in Europa, in Francia, in Svizzera, in Belgio, in Germania. Ora stiamo vivendo la quarta ondata, quella dei giovani che vanno all’estero e che ci vanno con progetti lavorativi, piuttosto che con progetti di vita. L’emigrante di ieri – ha fatto presente Zaia – partiva consapevole che difficilmente sarebbe tornato; i ragazzi di oggi, invece, tornano spesso, talvolta ogni fine settimana”.
“I veneti all’estero occupano posizioni assolutamente rispettabili, spesso sono attori importanti nell’economia dei Paesi che li ospitano. Possono dunque essere un grande riferimento di relazioni, commerciali, culturali e non solo, da realizzare come si deve. L’esempio può essere quello delle comunità ebraiche: mutuiamo un’esperienza solidale come quella – ha concluso Zaia – una rete di quella solidarietà che le nostre comunità venete conoscono, creando un network di oltre 10 milioni di veneti”.
Nel suo intervento l’assessore regionale al bilancio Roberto Ciambetti, intervenendo all’incontro con l’imprenditoria, ha affermato che “il Veneto è stato ed è in un certo senso uno dei motori della globalizzazione, dai tempi di Marco Polo, creando commercio ed esportando imprenditoria, lavoro, intelligenze e un simbolo che è molto più di un brand: il Leone di San Marco”.
Anche l’economia emergente del Brasile odierno è in parte veneta, perché deve il suo sviluppo soprattutto agli stati del Sud, quelli dell’emigrazione veneta, il Rio Grande, Santa Catarina, Espiritu Santo e San Paolo. La presenza veneta in America latina è stato motivo di un preciso progetto di Unioncamere del Veneto: Ven to Mercosur. “Se guardiamo nella scheda dei talenti di Global Ven, iniziativa che vuole creare una rete di conoscenza dei talenti veneti nel mondo per stabilire nuovi contatti professionali e imprenditoriali, c’è da rimanere impressionati – ha fatto presente Ciambetti – dal numero di iscritti  e degli stati rappresentati. Credo si debba oggi lavorare per creare una rete di imprese venete nel mondo, facendo gioco di squadra, così da moltiplicare le nostre possibilità e le opportunità di tutti”. (Inform)
“Possiamo dar vita a una comunità imprenditoriale che ponga al centro dell’azione produttiva anche valori etici – ha detto ancora Ciambetti – che sono tipici della nostra cultura veneta. Penso anche che oggi il Veneto possa rappresentare una grande opportunità di investimento: chi ha capitali liquidi può acquistare palazzi, sedi, ma anche intere aziende, a prezzi altamente competitivi. Investendo cash, iniettando capitali freschi, è possibile espandere le potenzialità di una rete incredibile di piccole e medie imprese che oggi ottengono ottimi risultati nell’export e che poco hanno da imparare – ha concluso l’assessore – dai sistemi produttivi più avanzati”. (Inform)
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