ITALIANI ALL’ESTERO
Nell’ambito del progetto Iprit – Immigrazione Percorsi di Regolarità in Italia, un approfondimento del Centro studi e ricerche Idos su storia e profilo della collettività italiana in Marocco
ROMA – Nell’ambito di Iprit – Immigrazione Percorsi di Regolarità in Italia, progetto finanziato dal Ministero dell’Interno per favorire percorsi di immigrazione regolare in Italia dal Marocco e della Tunisia, il Centro studi e ricerche Idos ha analizzato storia e presenza italiana in Marocco.
Un flusso, quello dei connazionali nell’area nord africana, che comincia nell’Ottocento ed è sicuramente “residuale” rispetto ai grandi flussi che contemporaneamente si dirigono verso Nord e Sud America e poi verso l’Europa – nel 1913, anno di boom migratorio dell’Italia, la stima di italiani emigrati in Nord Africa è di circa 1400, rispetto alle oltre 800 mila partenze – ma presenta tratti di grande interesse. L’approfondimento analizza le diverse fasi della presenza italiana in Marocco, che raggiunge all’incirca le 12 mila unità nel 1911 mentre aumenta in parallelo anche quella in Egitto, Tunisia e Algeria. Il profilo della collettività è legato alla storia dei diversi contesti, per cui a Casablanca in particolare gli italiani contribuiscono alla modernizzazione della città e alla costruzione del porto. Incidono poi le vicissitudini della politica coloniale italiana (con il trasferimento in Marocco di molti connazionali prima residenti in Tunisia, dopo l’aggressione dell’Italia alla Libia), i conflitti mondiali e infine l’indipendenza del Marocco dalla Francia, nel 1956. A Casablanca i connazionali raggiungono negli anni Venti le 20 mila unità, viene aperta una scuola italiana ed un circolo degli italiani, nel corso della seconda guerra mondiale però i connazionali sono vittime dei sequestri di guerra e vengono rinchiusi in campi di prigionia. Dopo il conflitto, la presenza italiana a Casablanca è di circa 14 mila unità (nel 1955), importante la presenza imprenditoriale e la vita di comunità, con la fondazione della Chiesa del Cristo Re, una casa di risposo e una nuova sede del circolo degli italiani. Dall’indipendenza dalla Francia, il numero di connazionali diminuisce progressivamente, tanto che al 31 dicembre 2013 gli italiani residenti in Marocco risultano essere poco meno di 4000, in prevalenza concentrati a Casablanca e in larga misura nati sul posto.
La presenza effettiva, tenendo conto dei turisti stabili e dei pendolari per lavoro, si aggirerebbe sulle 10.000 unità. Alcune centinaia sono gli ultrasessantenni, alcuni giunti qui in età da pensione, dal momento che per loro il fisco tunisino è molto più favorevole. Si ipotizza che siano circa 30.000 i cittadini marocchini con ascendenza italiana e che la presenza italiana sia comunque destinata a crescere, specie per quanto riguarda gli imprenditori, che, una volta giunti, si dicono soddisfatti della loro scelta.
Un significativo insediamento di italiani (diverse centinaia) si trova anche a Marrakech, costituito da architetti, gestori di gallerie d’arte, ristoratori, gelatai, importatori di prodotti alimentari e operatori del settore turistico. Sono molti gli italiani che hanno provveduto a ristrutturare un riad, le tradizionali case marocchine con cortile interno.
La comunità cristiana del Marocco è fatta non solo dagli italiani e dagli immigrati provenienti dai paesi europei ma anche dagli immigrati provenienti dall’Africa subsahariana e dall’Asia (specialmente filippini), complessivamente poche decine di migliaia di persone che hanno l’epicentro nella chiesa di Cristo Re, che è di proprietà del Consolato italiano, e nella diocesi di Rabat. I primi bollettini di questa parrocchia sono stati redatti in italiano, mentre ora sono bilingui perché gli italiani preferiscono leggere in francese.
L’Italia è già tra i primi partner commerciali del Marocco (dopo la Francia e la Spagna), ma restano ancora enormi le possibilità di aumentare l’interscambio e il Marocco ha un tasso di sviluppo elevato. Molto dinamica risulta essere la presenza delle aziende italiane (circa 140), che si aggiudicano appalti di strade, porti, dighe, alberghi. L’Associazione Italia-Marocco e l’Associazione Imprenditori Italiani in Marocco si propongono di rafforzare la cooperazione e l’interscambio tra i due Paesi, assicurando un contesto favorevole agli investimenti. (Inform)