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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Francesca La Marca è intervenuta in Aula , a nome degli eletti all’estero del Pd, sul provvedimento relativo alla cittadinanza dei minori stranieri

CAMERA DEI DEPUTATI

 

La parlamentare italo-canadese : Sulla cittadinanza restano da affrontare le questioni riguardanti gli italiani all’estero

 

ROMA – L’on. Francesca La Marca è intervenuta in Aula – anche a nome dei colleghi eletti all’estero del Pd Fedi, Porta, Farina, Garavini e Tacconi – sul provvedimento relativo alla concessione della cittadinanza ai cosiddetti  “nuovi italiani”, vale a dire ai minori stranieri nati in Italia o che abbiano compiuto nel nostro Paese un intero ciclo di studi. L’on La Marca, assieme agli altri colleghi, ha presentato sia in Commissione che in Aula alcuni emendamenti riguardanti le questioni relative alla cittadinanza degli italiani all’estero. Poiché il provvedimento in esame ha un oggetto specifico e non comprende l’universo delle questioni relative alla cittadinanza, il relatore ha chiesto ai parlamentari eletti all’estero di ritirare i loro emendamenti. I gruppi di opposizione, a loro volta, si sono dichiarati contrari al merito degli stessi emendamenti.

Rispetto a queste prese di posizione, La Marca ha svolto il seguente intervento: “Comprendo le ragioni che inducono il relatore e il rappresentante del Governo a chiedere il ritiro degli emendamenti che non hanno una diretta attinenza con il testo al nostro esame. Voglio aggiungere, anzi, anche a nome dei colleghi eletti all’estero del gruppo Pd Fedi, Porta, Farina, Garavini e Tacconi, che il passo in avanti che si cerca di fare in questa direzione rappresenta un atto di civiltà e di solidarietà umana atteso da tempo, che ci mette finalmente al passo con i Paesi più avanzati e consapevoli sul piano dei diritti civili.

Lo dico da cittadina italiana e da cittadina canadese, che attraverso la sua personale esperienza ha potuto constatare quanto sia importante l’acquisto della cittadinanza per una positiva integrazione nei paese di insediamento.

Consentiteci, tuttavia, anche di esprimere il nostro rammarico per il fatto che non si sia potuta cogliere questa occasione per affrontare questioni altrettanto urgenti e sentite riguardanti gli italiani all’estero, questioni che da tempo aspettano una equilibrata e giusta soluzione.

Ci riferiamo al recupero della cittadinanza da parte della donna che l’ha perduta avendo sposato uno straniero prima dell’entrata in vigore della Costituzione e che, dunque, non l’ha potuta trasmettere ai suoi figli. Ci riferiamo all’attesa di chi è nato in Italia e che dopo essere emigrato ha perduto la cittadinanza perché ha dovuto assumere, per ragioni di lavoro e di vita, la cittadinanza del Paese di residenza e oggi aspirerebbe a riacquistarla per una scelta identitaria e morale, non per interessi materiali. Ci riferiamo, ancora, ai discendenti degli abitanti dell’ex Impero austro-ungarico che non possono più presentare la domanda di riacquisto, previsto dalla legge n. 379 del 2000, perché i termini sono chiusi dal 2010.

Sappiamo che c’è una disponibilità della maggioranza a cercare una soluzione concreta a questi problemi in un momento ed eventualmente in una sede diversa. Mi riferisco al fatto che in Senato è in stato avanzato di esame un provvedimento che riguarda diversi aspetti della cittadinanza degli italiani all’estero. Bene, ne prendiamo atto, con la speranza che il Parlamento e il Governo, dopo quello di oggi, facciano altri passi in avanti anche in questa direzione. Per questi motivi, annunciamo il ritiro dei nostri emendamenti”. (Inform)

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