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Dalla Newsletter di Laura Garavini (Pd)
La norma sull’incandidabilità dei condannati e un progetto di legge per migliorare l’offerta di lingua e cultura italiana all’estero
Gli ultimi due fronti di impegno nell’attuale legislatura
ROMA – L’incandidabilità dei condannati e il miglioramento dell’offerta di lingua e cultura italiana all’estero sono i due temi su cui si è concentrato l’impegno di Laura Garavini, deputata eletta per il Pd nella ripartizione Europa, nell’ultimo scorcio dell’attuale legislatura.
“Già a partire dalle prossime elezioni coloro che hanno subíto una condanna per mafia o per gravi reati, con una pena maggiore ai due anni, non potranno essere candidati e, se eletti, decadono. La nuova legge vale non solo per i parlamentari, ma per tutti gli eletti a tutti i livelli: comunali, provinciali, regionali, europei – spiega l’esponente democratica, rilevando come la nuova norma approvata in questa fine di legislatura “ricalchi in linea di massima la proposta di cui sono prima firmataria per il Pd” e si riveli particolarmente importante visti gli scandali che si sono susseguiti negli ultimi mesi.
Ricordato poi il convegno sull’importanza del bilinguismo a cui Laura Garavini ha partecipato nelle scorse settimane presso la scuola italo-tedesca di Wolfsburg, “esempio di eccellenza per l’insegnamento della lingua italiana e per il forte impegno per l’integrazione”. “È ormai riconosciuto da tutti gli scienziati del settore che saper parlar bene la lingua madre è la base per parlare bene anche altre lingue, per esempio quella del Paese residente. E questo, a sua volta, è l’elemento fondamentale per una buona integrazione – afferma l’esponente democratica, richiamando un suo progetto di riforma dell’offerta di lingua e cultura italiana “che prevede un’unica cabina di regia, autonoma, capace di ricorrere anche a risorse locali e che coordini sia l’insegnamento agli adulti che ai minori”. “Sempre più giovani, anche con bambini, ricominciano ad emigrare dal nostro Paese e rendono ancora più eterogenee le tipologie di alunni italiani interessati a frequentare i corsi di lingua e cultura italiana in Europa – segnala Garavini, ribadendo come “questo nuovo quadro, in profondo mutamento, unito alla scarsità delle risorse, renda necessario, da parte italiana, un processo di riforma”. “Rispetto ad un aumento della richiesta, l’insegnamento della lingua e cultura italiana non deve essere visto come un problema, ma come una straordinaria opportunità. Il bi-culturalismo dei nostri figli all’estero – conclude – è una marcia in più per l’Italia”. (Inform)