direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La “grande emigrazione italiana” in Germania e il suo ruolo, attuale e in prospettiva Dedicato alla Repubblica Federale tedesca l’ultimo saggio sulle collettività italiane all’estero curato da Idos

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – È stato pubblicato sul n. 53 della rivista “Dialoghi Mediterranei” (gennaio 2022) il saggio intitolato “La grande emigrazione degli italiani in Germania e il ruolo della collettività in un Paese leader”, articolo che fa parte di una serie di approfondimenti che il Centro Studi e Ricerche Idos sta realizzando sulle grandi collettività italiane nel mondo.

A curare questi contributi è Franco Pittau, presidente onorario di Idos, con il coinvolgimento di altri autori, interni ed esterni al Centro di ricerca. Allo studio sulla Germania hanno collaborato mons. Silvano Ridolfi, già direttore delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia e dell’UCEI, poi diventato Fondazione Migrantes, Giuseppe Bea, ex responsabile per l’immigrazione presso il Patronato Epasa-Cna, Edith Pichler, membro del Consiglio generale degli italiani all’estero e docente presso l’Università di Potsdam. Ha collaborato anche il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, già co-autore del precedente saggio sulla Svizzera, mentre Giacomo Palmieri, già operatore di patronato e ora funzionario del Comune di Mannheim, ha offerto la sua testimonianza.

Su questo stesso numero di “Dialoghi Mediterranei” sono pubblicati anche due altri articoli sugli italiani in Germania, rispettivamente di Tony Mazzaro e della senatrice Laura Garavini, eletta nella ripartizione Europa: si tratta di ulteriori contributi (il primo di natura storica, il secondo rivolto all’attualità) che completano la conoscenza del contesto tedesco.

Nel paragrafo introduttivo del saggio si legge che: “La Germania è diventata il principale sbocco dell’emigrazione italiana, prima di massa e, da ultimo, anche di quella qualificata. Dagli anni della Seconda Guerra Mondiale ad oggi non vi sono stati altri paesi al mondo nei quali si siano spostati così tanti italiani […]. I flussi verso la Germania sono perdurati nel tempo e tuttora persistono, facendo della Germania la prima meta degli emigrati italiani”.

Secondo l’AIRE, infatti, a inizio 2021 gli italiani residenti in Germania erano ben 801.082, un settimo (14,2%) di tutti i 5.652.080 connazionali sparsi nel mondo e oltre i due quinti di quelli residenti in UE (1.994.990). Poco meno di un terzo degli italiani che vivono in Germania sono di origine siciliana (31,0%), seguiti da pugliesi (14,1%), campani (11,4%) e calabresi (10,1). Inoltre poco più di un quarto del totale (27,4%) ha tra i 45 e i 64 anni, un altro quarto (24,8%) tra i 30 e i 44 anni, mentre i minorenni sono il 16,8% e gli ultra65enni il 13,4%. Nel corso del 2020 oltre un decimo degli italiani che hanno lasciato la Penisola si è ancora diretto in Germania (23.195 individui su un totale di 220.858), e tra costoro si osserva una prevalenza di giovani e giovanissimi: il 40,5% è minorenne, il 23,4% ha tra i 18 e i 29 anni e il 22,8% tra i 30 e i 44 anni.

Negli anni 2000 si è affermato “in Germania, dopo una lunga insistenza sulla temporaneità della presenza straniera, il nuovo concetto d’integrazione, cui si ispira la politica tedesca a seguito di rilevanti modifiche legislative”.

Nell’articolo vi sono anche interessanti confronti tra l’esperienza tedesca e quelle riguardanti altri importanti paesi di sbocco per i flussi migratori in partenza dall’Italia: Stati Uniti, Argentina, Brasile e, in Europa, Francia, Svizzera e Belgio. Con gli Stati Uniti, ad esempio, i percorsi di integrazione sono stati molto differenti e, tuttavia, i due paesi si “accreditano attualmente tra le più ambite destinazioni dei migranti qualificati […] in ragione della strategia con cui il governo tedesco attrae talenti, basandosi sulle opportunità offerte da un sistema economico solido e tecnologicamente avanzato”.

“Sembra che la Germania – si legge ancora nell’Introduzione – si sia resa conto di questa posta in gioco e che, più di altri Stati membri, sia disponibile a riconsiderare il ruolo positivo della mobilità umana”.
A tal riguardo gli autori hanno scandagliato “l’autocoscienza che va maturando nella collettività italo-tedesca per quanto concerne la sua funzione mediatrice tra le proprie origini italiane e il suo recente e stabile inserimento nella RFT dopo la lunga e problematica fase intermedia”.

Questo contributo mostra anche le virtuosità insite nell’esperienza migratoria degli italiani in Germania, giacché, superato il periodo delle difficoltà di inserimento dovute allo scarso investimento nella formazione delle seconde generazioni e pur senza tacere i problemi riguardanti i protagonisti dei nuovi flussi migratori, le opportunità che si possono cogliere sul piano economico e imprenditoriale, oltre che culturale, sociale e politico, sono promettenti e tutt’altro che trascurabili, come avvenuto anche in altri Paesi di accoglienza.

La soddisfazione che contraddistingue l’esperienza degli italiani residenti in loco può inoltre avere un riverbero positivo anche sull’Italia.

Già nel secolo scorso, prima dell’avvento del nazismo, durante il periodo hitleriano e anche dopo la guerra, una figura di eccezionale rilievo culturale fu quella del bresciano Romano Guardini, emigrato giovanissimo a Magonza e poi diventato sacerdote, filosofo e teologo di grande levatura, titolare di una cattedra all’Università di Berlino.

Il saggio mostra, infine, come il definitivo superamento dei reciproci pregiudizi, sia in Germania che in Italia, è la precondizione necessaria per mettere a frutto le molteplici opportunità di cosviluppo e crescita comune dei due paesi, diversi ma non contrapposti.

Anche in questo “paese leader”, l’emigrazione rappresenta un volano per le strategie bilaterali e la politica internazionale, confermando, nel caso specifico, come la presenza italiana nel mondo costituisca un fondamentale fattore di dinamismo economico e arricchimento socio-culturale.

L’approfondimento realizzato da Idos per il bimestrale online “Dialoghi Mediterranei” è cominciato due anni fa e alimenta, anche grazie a un’analisi socio-statistica, una nuova e originale riflessione sull’attuale situazione degli italiani all’estero e sulle loro prospettive future, in rapporto sia al paese d’inserimento che all’Italia. Tale collaborazione è funzionale all’intento di rendere più partecipata la riflessione sull’emigrazione italiana, senza considerarla una morta realtà del passato.

Il numero del bimestrale è consultabile all’indirizzo: http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/la-grande-emigrazione-degli-italiani-in-germania-e-il-ruolo-della-collettivita-in-un-paese-leader/. (Inform)

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform