ASSOCIAZIONI
La Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione (Fiei) sui nuovi consiglieri di nomina Governativa del Cgie
ROMA – In una nota la Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione esprime sconcerto sulle modalità di elaborazione del decreto di nomina governativa dei 20 componenti del Cgie, che è stata pubblicata in G.U. dell’8 Aprile scorso, che si aggiungono ai 43 consiglieri già eletti. Nel comunicato la Fiei rileva come nel nuovo decreto alcune sigle inserite nel novero delle associazioni, nell’elenco del 2016 facessero parte di quello che riguardava i “Sindacati e Patronati”. “Qui – si legge nel comunicato – c’è già un punto dirimente: se le categorie sono almeno tre (cioè associazioni, partiti e sindacati/patronati) logica vuole che chi si trova in quella casella corrisponda in modo sostanziale – e non in modo generico – a quella fattispecie. Altrimenti, bisogna ricordare che tutto può andare sotto la forma “associativa”. Anche i Partiti o i Sindacati o i Patronati infatti sono associazioni, ma sono associazioni che hanno uno scopo sociale ben preciso; e la differenza è proprio questa”. Per la Fiei inoltre, al fine di garantire il pluralismo fra forze di maggioranza ed opposizione , sarebbe dovuto essere presente fra i rappresentanti dei partiti anche il Movimento 5Stelle, che è il quarto partito dal punto di vista della rappresentanza parlamentare. Per quanto riguarda invece i sindacati ed i patronati la Filei rileva come dal decreto si deduca come sia stato seguito per l’assegnazione delle nomine il criterio della maggiore rappresentatività dei Sindacati. Una scelta che per la Federazione appare condivisibile, ma che però ha portato all’esclusione di alcune sigle di patronati che poi sono stati ineriti fra il novero delle associazioni. “Al contrario, – si legge nella nota – storiche federazioni come la Filef, l’Ist. F.Santi, o il complesso della rete Fiei (cui aderiscono centinaia di circoli e importanti federazioni regionali e dell’estero) sono state escluse dal Cgie”. “Constatiamo che con questa scelta, – conclude il comunicato – si è fatto un altro passo verso l’ulteriore indebolimento della partecipazione di base delle nostre collettività all’estero” Una partecipazione che, per la Fiei, era stata precedentemente indebolita dell’introduzione delle nuove modalità di voto per i Comites, dalla riduzione dei parlamentari della circoscrizione Estero, oltre che delle risorse destinate alle politiche per la nostra emigrazione che ormai supera i 6,5 milioni di presenze all’estero. (Inform)