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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La deputata Fucsia Fitzgerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) sull’assistenza sanitaria in Italia dei pensionati italiani residenti all’estero

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

Il Ministero della Salute ha risposto alla richiesta formulata da Nissoli di permettere ai connazionali iscritti all’Aire di attivare l’iscrizione temporanea al Sistema sanitario nazionale richiamando l’attuale normativa

ROMA – La deputata eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale Fucsia Fitzgerald Nissoli (Fi) segnala la risposta ricevuta dal Ministero della Salute alla sua richiesta di permettere ai connazionali iscritti all’Aire di attivare l’iscrizione temporanea al Sistema sanitario nazionale presso la sede ASL di competenza per il comune di iscrizione Aire, durante i periodi di rientro in Italia. Nissoli, che chiedeva in particolare di dare priorità all’iscrizione ai pensionati italiani residenti in Paesi che non hanno stipulato una convenzione contro le doppie imposizioni fiscali con l’Italia, dichiara di non ritenere soddisfacente la risposta ricevuta, anche se essa – rileva – “apre spiragli di riforma delle regole attuali”.

Nella missiva pervenuta dal Ministero della Salute, si precisa che il Ministero “è da sempre attento alle istanze relative ai propri cittadini residenti all’estero”, ma si ricorda anche che “i cittadini italiani che trasferiscono (o hanno trasferito) la residenza in uno Stato con il quale non è in vigore alcuna convenzione con l’Italia, perdono il diritto all’assistenza sanitaria, sia in Italia che all’estero, all’atto della cancellazione dall’anagrafe comunale e della iscrizione all’Aire, fatta eccezione per i lavoratori di diritto italiano in distacco, che mantengono il diritto all’assistenza sanitaria in Italia e all’estero”. “L’iscrizione all’Aire o il diritto di voto in Italia, infatti, non implicano il diritto all’assistenza sanitaria in Italia. In ogni caso – prosegue la missiva, – proprio per tutelare i cittadini italiani residenti all’estero, titolari di pensione corrisposta da enti previdenziali italiani o aventi lo status di emigrato, il DM 1° febbraio 1996 ha riconosciuto l’erogazione, a titolo gratuito, delle prestazioni ospedaliere urgenti e per un periodo massimo di novanta giorni nell’anno solare, qualora gli stessi non abbiano una copertura assicurativa, pubblica o privata, per le suddette prestazioni sanitarie. Peraltro, tale decreto costituisce l’attuazione della norma primaria di cui all’art.19 della legge 833/1978, che dispone il diritto degli emigrati, che rientrano temporaneamente in patria, di accedere ai servizi di assistenza della località in cui si trovano. Invece, le altre categorie di cittadini italiani iscritti all’Aire possono sì accedere a tali prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale, ma dietro corresponsione delle tariffe previste dai nomenclatori regionali”.

Da parte del Ministero della Salute si ribadisce in ogni caso l’impegno a tenere in debita considerazione le istanze rappresentate, “in particolare per quanto concerne i pensionati titolari di pensione erogata da enti previdenziali italiani, ma residenti in Paesi non convenzionati, laddove, per effetto dell’attuale normativa in materia fiscale, fossero ancora soggetti al pagamento delle imposte in Italia”. (Inform)

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