ESTERI
NUOVA DELHI– “Orgoglioso di annunciare dalla Conferenza Unesco di Nuova Delhi che la cucina italiana è stata iscritta nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’Unesco Un riconoscimento straordinario ai sapori, alle tradizioni e alla creatività che unisce generazioni e valorizza i territori, rendendo l’Italia un Paese unico al mondo”. Così sui social il Ministro degli Esteri Antinio Tajani che ha partecipato a New Delhi alla 20esima Sessione del Comitato Intergovernativo Unesco per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale celebrando il prestigioso traguardo della Cucina Italiana. “Questo risultato – aggiunge il Ministro – riflette l’impegno più ampio del Governo nella salvaguardia del nostro patrimonio agroalimentare e nella promozione della cucina e della nostra filiera di imprese agroalimentari come strumento di dialogo, cooperazione, solidarietà e pace”. “Questo risultato è frutto di un forte gioco di squadra tra istituzioni, associazioni, chef e produttori, ottenuto anche grazie al lavoro costante delle nostre Ambasciate e Consolati in tutto il mondo” ha anche sottolineato il Ministro. Avanzata dal “Collegio Culinario Associazione culturale per l’enogastronomia italiana”, in collaborazione con Casa Artusi, Accademia della Cucina Italiana e la rivista “La Cucina Italiana”, la candidatura della Cucina Italiana nella lista Unesco è volta a promuovere principi e valori tipici della tradizione italiana, come il contrasto allo spreco alimentare e la riduzione del consumo di risorse. Fino ad oggi l’UNESCO ha riconosciuto come Patrimonio Immateriale 788 elementi in 150 Paesi del mondo. Gli elementi italiani iscritti nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale sono 19, a cui si aggiunge 1 elemento iscritto al Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia. La cucina italiana – spiega la Farnesina – viene ritenuta inclusiva, superando barriere culturali e generazionali. Inoltre, l’aderenza a principi come il contrasto allo spreco alimentare e la riduzione del consumo di risorse la rende un modello di sostenibilità ambientale. Nel 2024 l’export agroalimentare italiano ha raggiunto il record di 68 miliardi, in crescita di oltre l’8%. Nei primi otto mesi del 2025, ha registrato un ulteriore aumento del 6%, evidenziando una crescente domanda di prodotti italiani in tutto il mondo. (Inform)