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La Commissione Esteri favorevole alla ratifica dell’Accordo sulla cooperazione e mutua assistenza amministrativa in materia doganale tra Italia e Vietnam

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – La Commissione Esteri del Senato ha dato il via al disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo sulla cooperazione e mutua assistenza amministrativa in materia doganale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica socialista del Vietnam, fatto a Hanoi il 6 novembre 2015.

Il provvedimento, già approvato dalla Camera dei deputati, è stato illustrato dal relatore Francesco Verducci (Pd). L’Accordo, il primo in materia fra le parti, ha l’obiettivo di fissare in modo organico un quadro normativo cui ricondurre ogni forma di cooperazione amministrativa nel settore doganale tra le amministrazioni competenti dei due Paesi, al fine di prevenire, accertare e reprimere le infrazioni doganali potenzialmente correlate ai crescenti rapporti commerciali bilaterali. L’Italia è il quarto partner commerciale del Vietnam, tra i Paesi dell’Unione europea, per interscambio complessivo, ed il quinto mercato di destinazione dei prodotti vietnamiti, con investimenti per 340 milioni di dollari.

Composto da un preambolo e da 14 articoli, l’Accordo limita il suo campo di applicazione all’ambito dei territori doganali delle parti, salvaguardando quindi ovviamente gli obblighi derivanti per l’Italia dall’appartenenza all’Unione europea (articoli 2 e 3). Il testo definisce le modalità e le procedure per la prestazione di assistenza e per lo scambio di informazioni, che le parti possono attuare per propria iniziativa o su richiesta, circoscrivendo una serie di fattispecie oggetto di tale scambio (articoli 1, 5 e 6). Un articolo specifico (articolo 7) disciplina l’ipotesi di assistenza che ciascuno dei due Paesi può prestare all’altro di propria iniziativa, a fronte di gravi violazioni doganali che possano causare un danno sostanziale all’economia, alla salute o alla sicurezza pubbliche.

L’Accordo disciplina inoltre le ipotesi di rifiuto o rinvio dell’assistenza (articolo 8), la possibilità di consegne controllate in alcuni casi di reati doganali (articolo 9) e le modalità di uso riservato delle informazioni scambiate (articolo 10). La cooperazione tecnica fra le parti può sostanziarsi – fra l’altro – in scambi di visite di funzionari doganali e di esperti, in attività di formazione, nello scambio di informazioni ed esperienza (articolo 11). Di rilievo anche gli articoli 12 e 13 che stabiliscono, rispettivamente, le modalità di attuazione dell’Accordo – definendo anche la competenza nel sostenimento dei relativi oneri per le parti – e le possibilità di composizione delle eventuali controversie.

Il disegno di legge di ratifica dell’Accordo si compone di 5 articoli che dispongono, rispettivamente, in merito all’autorizzazione alla ratifica, all’ordine di esecuzione, alle competenze del Corpo della Guardia di finanza, alla copertura finanziaria ed all’entrata in vigore. Gli oneri economici derivanti dall’attuazione del prevedimento sono valutati in poco più di 18.000 euro annui. L’Accordo non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, con l’ordinamento comunitario né con gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese.

Il presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, dopo aver comunicato che sono pervenuti i prescritti pareri, ha posto ai voti (e la Commissione ha approvato) il mandato al relatore Verducci a riferire favorevolmente all’Assemblea sul disegno di legge, con la richiesta di essere autorizzato allo svolgimento della relazione orale. (Inform)

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