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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La Commissione Esteri della Camera ha avviato l’esame del provvedimento presentato da Toni Ricciardi (Pd – ripartizione Europa) sulla destinazione agli uffici diplomatici e consolari di una quota dei proventi derivanti dal rilascio dei passaporti all’estero

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – La Commissione Affari esteri della Camera dei deputati ha avviato l’esame del provvedimento, presentato da Toni Ricciardi (Pd, ripartizione Europa) e altri, relativo alla destinazione agli uffici diplomatici e consolari di quota dei proventi derivanti dal rilascio dei passaporti all’estero. Ad illustrare il testo il relatore Emanuele Pozzolo (Fdi) che sottolinea come la finalità sia quella di reperire specifiche risorse per poter assumere personale aggiuntivo negli uffici diplomatici e consolari all’estero in modo che questi riescano a evadere più efficientemente e rapidamente le richieste di emissione di passaporti. Egli evidenzia infatti che una porzione significativa di domanda di passaporti presso la rete diplomatico-consolare rimane costantemente inevasa, generando una forte percezione di abbandono e causando un grave disservizio. Inoltre – ricorda, – senza un passaporto valido è impossibile ottenere lo SPID all’estero, identità digitale che sarà indispensabile per l’accesso ai servizi in rete della pubblica amministrazione all’estero dal 2026 in poi.

Secondo il portale dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), sono 5.806.068 i cittadini italiani risiedenti all’estero (anno 2022), cifra – ricorda il relatore – che risulta essere in continuo aumento. Nello specifico, la proposta di legge in esame prevede che i proventi derivanti dal versamento degli importi dovuti da chi richiede il rilascio del passaporto all’estero siano attribuiti mensilmente al bilancio dell’ufficio diplomatico-consolare che ha rilasciato il relativo passaporto, in misura percentuale rispetto al totale degli introiti collegati all’emissione di passaporti e carte di identità. Tali risorse devono essere a loro volta destinate al rafforzamento dei servizi consolari per i cittadini italiani residenti o presenti all’estero, con priorità per la contrattualizzazione di personale interinale e per l’acquisizione di servizi destinati, sotto le direttive e il controllo dei funzionari consolari, alle operazioni preliminari connesse al rilascio dei passaporti, alla validazione del codice fiscale per i residenti all’estero e ai servizi maggiormente richiesti, quali il rilascio del passaporto e della carta di identità elettronica. Il provvedimento specifica inoltre che la percentuale degli introiti in questione è pari al 30 per cento a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla data di entrata in vigore della legge e per i successivi ventiquattro mesi; al 20 per cento per i successivi dodici mesi e al 15 per cento dal trentasettesimo mese in poi.

Agli oneri derivanti dall’attuazione della legge si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per le esigenze indifferibili previsti dalla legge di stabilità 2015. La norma – conclude il relatore – non dovrebbe comportare ulteriori oneri, venendo utilizzate dotazioni strumentali già presenti negli uffici diplomatico-consolari e anzi favorendo l’utilizzo ottimale, su tutto l’orario di lavoro, delle risorse presenti. Di seguito interviene il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, che valuta favorevolmente la proposta di legge perché può contribuire a risolvere carenze oggettive dei servizi consolari. Anche il deputato Ricciardi riepiloga i principali contenuti della proposta di legge di cui è primo firmatario e osserva che essa nasce da un serrato confronto con i cittadini italiani residenti all’estero e con i responsabili dei servizi consolari. Sottolinea che si tratta di un insieme di norme che, sul medio periodo, non dovrebbe comportare oneri e dovrebbe sostanzialmente autofinanziarsi. Di seguito interviene anche Federica Onori (M5S, ripartizione Europa) che manifesta il suo apprezzamento per lo spirito della proposta di legge in esame e propone di cogliere l’occasione dell’esame per avviare, attraverso un ciclo di audizioni, un approfondimento sul complesso dei servizi consolari per gli italiani all’estero. Si unisce a tali considerazioni anche Ettore Rosato (A-IV-RE) che però suggerisce di tenere separato l’esame del provvedimento dall’approfondimento su tali servizi. Quest’ultimo suggerimento è condiviso anche da Vincenzo Amendola (Pd) che propone che il ciclo di audizioni sia svolto nell’ambito del Comitato sugli italiani nel mondo, di prossima costituzione, mentre ritiene decisivo e urgente un confronto col Ministero dell’Economia sul finanziamento della proposta di legge.Infine, anche Simone Billi (Lega, ripartizione Europa) accoglie con favore la proposta e auspica che il ciclo di audizioni proposto possa essere istruito nell’ambito dell’istituendo Comitato permanente.

Il presidente della Commissione Giulio Tremonti propone quindi di proseguire l’esame in una successiva seduta. Osserva che il tema è certamente molto ampio, ma che la proposta di legge in esame rappresenta un primo contributo concreto alla risoluzione di un problema ormai annoso. Suggerisce inoltre di includere nel ciclo di audizioni una valutazione sulla possibile estensione del progetto «Polis» delle Poste italiane alla comunità italiana all’estero. (Inform)

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