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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La Commissione Esteri del Senato ha avviato l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione del Protocollo di modifica della Convenzione tra l’Italia e l’Ecuador per evitare le doppie imposizioni

SENATO

 

Illustra il testo il relatore Gianluca Ferrara (M5S)

 

ROMA – La Commissione Esteri del Senato ha cominciato l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione del Protocollo di  modifica della Convenzione tra l’Italia e l’Ecuador per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul  reddito e sul patrimonio e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo, firmata a Quito il 23 maggio 1984, fatto a Quito il 13 dicembre 2016.

Ad illustrare il testo il relatore Gianluca Ferrara (M5S) che segnala come esso sia finalizzato ad aggiornare e adeguare la definizione delle imposte previste dalla Convenzione bilaterale del 1984 e dal relativo Protocollo ai più recenti standard internazionali, recependo in particolare le disposizioni del Modello Ocse in relazione alla portata di utilizzo delle informazioni oggetto di scambio e al relativo perimetro operativo. L’intento – aggiunge Ferrara – è quello di intensificare la cooperazione amministrativa tra i due Paesi in materia di scambio di informazioni, conformemente all’obiettivo prioritario della lotta all’evasione e all’elusione fiscali.

Il Protocollo aggiorna innanzitutto il campo di applicazione oggettivo della Convenzione fiscale, prevedendo, per la parte italiana, che l’elenco delle imposte italiane soggette alle disposizioni convenzionali includa l’imposta sul reddito delle società (Ires) e non più quella sul reddito delle persone giuridiche, e l’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) e non più l’imposta locale sui redditi, come da modifiche normative nel frattempo intervenute nell’ordinamento italiano.

Il nuovo accordo bilaterale modifica anche taluni aspetti di carattere definitorio per consentire l’adeguamento alle denominazioni attualmente in uso e dispone in ordine alle modalità per la sua entrata in vigore.

Di rilievo – precisa il relatore – è soprattutto la modifica della Convenzione in materia di scambio di informazioni che la aggiorna all’attuale standard internazionale in materia, ossia il Modello di Convenzione contro le doppie imposizioni dell’Ocse, che prevede, tra l’altro, il superamento del cosiddetto « domestic tax interest » in quanto lo scambio di informazioni non viene limitato dall’assenza di interesse ai propri fini fiscali da parte dello Stato richiesto, né dal segreto bancario, poiché lo Stato richiesto non può rifiutarsi di fornire le informazioni unicamente perché queste sono detenute da una banca o da un’istituzione finanziaria. Ulteriori disposizioni in tema di scambio di informazioni disciplinano gli aspetti procedurali attuativi della cooperazione amministrativa, prevedendo, in conformità ai princìpi Ocse, le condizioni e le modalità per l’effettuazione delle richieste. È previsto, in particolare, che gli elementi procedurali in questione non debbano ostacolare lo scambio effettivo di informazioni tra i due Stati, che deve essere garantito nella misura più ampia possibile sia in relazione a singoli contribuenti che ad una pluralità di contribuenti non identificati individualmente, pur non potendo condurre ad una ricerca generalizzata ed indiscriminata.

Il disegno di legge non prevede oneri economici aggiuntivi per il bilancio dello Stato e l’accordo – conclude Ferrara – non presenta profili di incompatibilità con la normativa nazionale, né con l’ordinamento dell’Unione europea e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Il seguito dell’esame è rinviato ad altra seduta. (Inform)

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