direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La campagna “Il diritto di rimanere nella propria terra” promossa da Fondazione Missio, Focsiv e Caritas italiana

SOLIDARIETÀ

In occasione del Giubileo della Misericordia, un’iniziativa lanciata per l’attuazione di azioni concrete per la tutela del diritto fondamentale di ciascuno a vivere nella propria terra, in modo dignitoso

ROMA – Focsiv, Fondazione Missio e Caritas italiana, in occasione del Giubileo della Misericordia, lanciano la campagna “Il diritto di rimanere nella propria terra”, iniziativa ideata per l’attuazione di azioni concrete per la tutela del diritto fondamentale di ciascuno a vivere nella propria terra, in modo dignitoso.

L’idea nasce dal Vademecum approvato dal Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana con una serie di indicazioni pratiche per le Diocesi italiane circa l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati in Italia e per la solidarietà con i paesi di provenienza dei migranti, in cui si evidenzia anche come il “doveroso impegno di accoglienza” debba essere associato ad una riflessione sulle cause del “cammino e della fuga dei migranti: guerre, fame, disastri ambientali, persecuzioni politiche e religiose”.

Proprio per rispondere più concretamente a questa indicazione la Fondazione Missio, la Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario (FOCSIV) e Caritas italiana hanno costituito un tavolo di lavoro comune che lancia ora la campagna congiunta, che sarà attiva per l’intero anno giubilare mettendo a disposizione strumenti utili alla riflessione, all’azione pastorale e all’attività concreta attraverso una newsletter ad hoc e sezioni dedicate sui siti e sulle riviste dei tre organismi.

Le proposte riguardano in particolare il sostegno a 1.000 microrealizzazioni giubilari, proposte periodicamente a gruppi, prioritariamente localizzate nei Paesi di origine dei migranti e finalizzate a rafforzare/rilanciare il lavoro di promozione umana delle Chiese, delle ong e dei missionari presenti sul posto; il sostegno a micro “modulari” che sono di fatto un progetto più ampio, finalizzato a garantire non soltanto il diritto a rimanere nella propria terra, ma anche quello a una migrazione sicura; l’avvio/rilancio di gemellaggi, rapporti solidali, accoglienza, volontariato, ecc. per rafforzare legami, scambi di esperienze pastorali, relazioni che arricchiscano reciprocamente le Chiese coinvolte.

Altre iniziative “straordinarie” sono allo studio e verranno lanciate nel corso di quest’anno giubilare.

“Chi rischia la pelle su un barcone – sottolinea don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana – lo fa perché viene infranto il primo e inalienabile diritto: quello di restare a casa propria. Deve però essere chiaro che mettere chi soffre nelle condizioni di restare nella propria terra vuol dire garantire risorse sufficienti per vivere, lavoro e pace”.

“La presenza di tante/i missionarie/i italiane/i nelle frontiere di questo mondo – afferma don Michele Autuoro, direttore della fondazione Missio, – ci testimonia l’impegno a realizzare la Parola di Gesù Io sono venuto perché tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza e ci sprona, con le parole di Papa Francesco, a crescere in una solidarietà che deve permettere a tutti i popoli di giungere con le loro forze ad essere artefici del loro destino”.

“Attraverso le 1000 microrealizzazioni abbiamo l’opportunità di far conoscere iniziative più ampie che già esistono e che saranno rinforzate attraverso queste azioni mirate e puntuali, ma soprattutto è un’opportunità per intensificare le relazioni e dialogo con le comunità locali – mette in evidenza Gianfranco Cattai, presidente della Focsiv, ricordando le parole pronunciate da Papa Francesco a Bangui: “lavorare per la pace è un lavoro artigianale, che si fa con le proprie mani, con la propria vita, tutti i giorni”. (Inform)

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