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Istituto di Cultura di Marsiglia, dal 24 settembre la mostra “La seconda commedia all’italiana”, il sorriso di un paese attraverso i manifesti del cinema dagli anni 1980 agli anni 2000

CULTURA

 

MARSIGLIA – Si terrà all’Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia, dal 24 settembre al 20 novembre, una mostra di manifesti storici del cinema italiano: l’evento è intitolato “La seconda commedia all’italiana”, il sorriso di un paese attraverso i manifesti del cinema dagli anni 1980 agli anni 2000.  I manifesti che pubblicizzano i film sono da sempre la vetrina della Settima Arte. Colorati o sobri, patinati o chiassosi, allusivi o astratti, le locandine hanno per decenni attirato l’attenzione del pubblico, hanno lanciato i volti più celebri degli attori e delle attrici, hanno creato un linguaggio spesso innovativo e geniale. Il cinema italiano ha sempre saputo mostrare il suo volto migliore proprio mediante la comunicazione visiva e grafica. Si tratta di una tradizione ricchissima, alla quale hanno collaborato artisti celebri, che l’Istituto di Marsiglia intende rinnovare con una rassegna di manifesti, in collaborazione con l’Associazione Imago di Roma. Ma i materiali in mostra raccontano anche una storia tutta particolare del nostro cinema: quella della cosiddetta commedia all’italiana degli anni e dei capolavori di Monicelli, Scola, Pietrangeli, Comencini, Risi, Steno e tanti altri. Quella capacità di ritrarre impietosamente il costume del nostro Paese attraverso le storie di tutti. Non molti però, almeno in Francia, conoscono la seconda vita della commedia (all’)italiana, che si sviluppò a partire dal 1980: è un cinema “nuovo”, legato alla produzione televisiva per le personalità che lo animarono e per il linguaggio di registi e attori, ma fortemente connesso alla realtà quotidiana dell’epoca per le storie raccontate. Forse meno amaro (e meno ideologico) della prima Commedia, questo cinema ha tra i suoi protagonisti soprattutto i comici (Benigni, Verdone, Troisi, Nuti, poi Aldo Giovanni e Giacomo, Pieraccioni, Paola Cortellesi, Checco Zalone), ma riprende dalla tradizione il gusto del ritratto e del vero, anche con la forza del paradosso e del surreale. Ugualmente autori e registi delle proprie storie, i suoi protagonisti hanno saputo costruire uno sguardo talvolta poetico sulla realtà vorticosamente in cambiamento degli ultimi 30-40 anni. Per la visita, che è gratuita, gli organizzatori richiedono la prenotazione. (Inform)

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