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“Io C Sto”, i volontari al servizio dei migranti del Ghetto di Rignano

IMMIGRAZIONE
“Io C Sto”, i volontari al servizio dei migranti del Ghetto di Rignano
L’iniziativa promossa dai Missionari Scalabriniani e dall’Ufficio Migrantes di Siponto
FOGGIA – Sono arrivati da tutta Italia per partecipare al campo di servizio “Io C Sto”, l’iniziativa promossa dai Missionari Scalabriniani e dall’Ufficio Migrantes di Siponto con l’obiettivo di favorire scambi interculturali e di avvicinare i giovani volontari ai temi dell’immigrazione. Oltre 90 i giovani volontari che, dal 28 luglio al 9 settembre, si alternano in gruppi settimanali per garantire la continuità dei servizi. In particolare, dei servizi avviati presso il cosiddetto Ghetto di Rignano, un villaggio di cartone e lamiere a metà strada tra Foggia e San Severo. Un villaggio costruito dai migranti stagionali impegnanti nelle campagne del foggiano. Più di mille i braccianti agricoli che vivono in questa fetta di Puglia in difficili condizioni igienico-sanitarie. Arrivano dal Senegal, dal Mali, dalla Guinea Bissau, dalla Costa d’Avorio. Alcuni di loro sono rimati lì tutto l’inverno. Per migliorare la loro accoglienza, la Regione Puglia ha fatto installare cisterne d’acqua e bagni chimici; gli operatori del Poliambulatorio di Emergency, invece, garantiscono l’assistenza sanitaria.
E’ in questo concentrato di attività, dunque, che da sei anni si inserisce il lavoro dei volontari di “Io C Sto”, che arrivano in Capitanata per incontrare i migranti, per ascoltare le loro storie, per capire cosa spinge migliaia di uomini e donne a lasciare i propri Paesi per raggiungere l’Italia. «Durante l’anno abbiamo svolto un capitolo sull’immigrazione e volevamo trovare un ambito di servizio attinente per andare oltre la teoria o interventi limitati – ha detto Stefano Bianchi, capo clan dei gruppi scout Milano 68 e 99 – . I ragazzi volevano toccare con mano le situazioni di difficoltà, e così dopo una ricerca su internet abbiamo deciso di svolgere la Route estiva al Ghetto di Rignano». Ogni giorno, dunque, il campo di servizio è scandito da due momenti principali: «Le giornate – ha spiegato padre Arcangelo Maira, missionario scalabriniano e promotore dell’iniziativa – sono divise in due momenti principali: il mattino dedicato alla formazione con un momento di preghiera, condivisione, riflessione ed organizzazione; il pomeriggio, invece, destinato all’attività di accoglienza, orientamento ed animazioni con i migranti del Ghetto di Rignano».
Le attività principali, dunque, si svolgono il pomeriggio al Ghetto di Rignano. Dalla scuola di alfabetizzazione per gli adulti alla consulenza legale per conoscere i propri diritti lavorativi, dalla ciclo-officina per insegnare ai migranti a riparare le biciclette alla radio per condividere esperienze, dal laboratorio teatrale dell’oppresso al sostegno delle attività dell’associazione ‘Noi Altri’ di Orta Nova nei confronti dei migranti europei. Quello promosso da “Io C Sto”, quindi, è un presidio fisso di diritti, di animazione, di informazione. Anche di sensibilizzazione. Come quella nei confronti delle comunità locali e delle istituzioni. Del resto, l’obiettivo è di migliorare l’accoglienza alloggiativa dei braccianti africani inserendola in un contesto di legalità e di rispetto dei diritti. Di qui, la necessità di trovare nuove soluzioni abitative, come l’autocostruzione di abitazioni eco-compatibili con balle di paglia e di legno. Un progetto presentato di recente alla Prefettura di Foggia e alla Regione Puglia che hanno mostrato particolare attenzione alla proposta. Ma in attesa di vedere migliorare l’accoglienza abitativa, i migranti del Ghetto possono contare sull’aiuto e sulla disponibilità dei volontari e degli scalabriniani. (Migrantes online /Inform)
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