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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Intrigo matematico a Buffalo” e “Un baule di sogni”, presentati alla Camera dei Deputati due romanzi di Gaetano Callocchia

ITALIANI ALL’ESTERO

 

(fonte immagine Camera dei Deputati)

 ROMA – “Intrigo matematico a Buffalo” e “Un baule di sogni” sono i titoli di due romanzi dell’architetto Gaetano Callocchia che parlano di emigrazione italiana, presentati alla Camera in un incontro organizzato dai parlamentari Fucsia Fitzgerald Nissoli (eletta all’estero), Antonio Martino e Primo Di Nicola con la collaborazione e la partecipazione di Giuseppe Sommario (Direttore Festival delle Spartenze), Veronica Arpaia (docente della Sapienza), Norberto Lombardi (CGIE), Urszula Kukuc (teologa), Santo Emanuele Mungari (avvocato ed esponente Fondazione Italia-USA), Giuliano Crepaldi (Presidente Associazione S. Vincenzo de Paolis), Giancarlo Pantalei (architetto e urbanista) e Paolo Di Giannantonio (giornalista); l’incontro è stato moderato da Gianni Lattanzio (Associazione Dialoghi). La deputata Nissoli ha spiegato che i romanzi illustrano la vita di un’Italia da dove si partiva e si continua a partire per l’estero: il protagonista dei due romanzi, collegati tra loro, si distingue per le sue doti ed è l’esempio di un giovane capace che si fa strada all’estero dove ha trovato lo spazio per esprimere il proprio talento: in particolare in una terra piena di talenti italiani come gli USA. “Leggendo questi due romanzi capiremo meglio la nostra storia fatta di una grande epopea di emigrazione”, ha precisato Nissoli. Anche il moderatore Lattanzio ha ricordato che gli italiani nel mondo sono un po’ come il protagonista narrato nei romanzi di Callocchia: quindi persone capaci di farsi apprezzare all’estero. “Romanzi scritti con uno stile genuino proprio degli abruzzesi, con valori che ci accomunano figli di un tempo passato che però racconta l’evoluzione del nostro Paese: la povertà che c’era in zone interne dell’Abruzzo che spinsero tante persone ad emigrare”, ha spiegato Lattanzio. Il ricercatore Sommario ha parlato di una storia che attende di essere ancora raccontata con un finale dei romanzi che lascia evidentemente spazio a nuovi sviluppi. “Potremmo definirli anche come grandi romanzi di formazione, con un futuro ancora da raccontare in prossime tappe. Questi due volumi raccontano benissimo tutto quello che porta con sé l’esperienza della partenza, tutto quello che vive un giovane nei mesi precedenti a questa decisione sofferta lasciando i propri cari per una terra promessa. Una volta in terra straniera ci sono la fatica, il coraggio e la solidarietà che si crea tra compaesani: si racconta anche il sogno o il mito, a volte l’illusione, del ritorno”, ha spiegato Sommario che vede in questi due volumi ben delineata la dimensione duale tra chi rimane e chi parte. Sommario ha invitato a usare il termine ‘paese’ invece di ‘borgo’ per definire in modo più corretto la dimensione dei luoghi dai quali si parte che sono l’officina nella quale si forgia l’identità del migrante che vive sempre sospeso “con la testa là e con il cuore qua” ha sottolineato Sommario. La docente Arpaia si è occupata in modo specifico di emigrazione tra Messico e USA, soprattutto in relazione alla questione del muro nato alla metà degli anni ’90. “Il tema dell’emigrazione è cambiato molto ed è interessante vedere come gli USA continuino ad essere un luogo di nuovi orizzonti per popolazioni da tutto il mondo. I paradigmi della vita del migrante, nel corso degli anni, non sono però cambiati negli USA”, ha spiegato Arpaia precisando che qui, dagli inizi del ‘900 in avanti, le difficoltà di approdo degli italiani di allora ad esempio si ritrovano nelle vicende odierne dei cosiddetti ‘latinos’, “mostrando una continuità sia nel pregiudizio che nelle difficoltà d’integrazione”, ha rimarcato Arpaia evidenziando ancora una volta come il filo conduttore di queste problematiche negli USA siano esattamente le stesse dagli albori del secolo scorso ad oggi a prescindere dai luoghi di provenienza. La teologa Kukuc ha parlato del ruolo della fede nell’esperienza di vita del migrante. “Sono testi nei quali ognuno può trovare qualcosa di utile per sé, tanto per chi fa domande sulla scienza quanto per chi si interroga sulla vita. Questi libri rimangono nel cuore perché toccano gli aspetti di vita vera e si può con piacere rileggerli e incontrare di nuovo quei personaggi che sono diventati nostri amici, pensando a loro come individui reali”, ha commentato Kukuc. L’avvocato Mungari ha parlato di argomenti che colpiscono il cuore ricordando come Regioni quali Abruzzo e Calabria siano storicamente una sorta di bacino che ha contribuito in forma consistente all’emigrazione italiana negli USA giunta ormai alla quarta generazione e ben consolidata con connazionali che hanno raggiunto posizioni tali nella società statunitense da essere considerati ormai classe dirigente. “Possiamo parlare oggi di emigrazione di competenze, diversa da quella dei nostri avi. Colpiscono i tanti giovani laureati formatisi in Italia che vanno all’estero in cerca di meritocrazia e remunerazione di livello. In Italia ancora c’è opportunità di crescita sociale; tuttavia molti Paesi come gli USA vengono visti in funzione di tali obiettivi”, ha rilevato Mungari sottolineando infine l’aspetto di chi all’estero può acquisire esperienze e conoscenze in vista di un ritorno nella propria terra d’origine. Per il mondo dell’associazionismo Crepaldi ha parlato di libri dove autore e lettore si incontrano perfettamente con un punto di vista costruito intorno ad una passione che racconta le origini regionali più genuine nello sviscerare storie di emigrazione. In questi libri i personaggi coinvolgono e invitano a leggere. “Se non ci sono radici e tradizioni, è difficile raccontare qualcosa in grado di legarsi ad una storia”, ha commentato Crepaldi. L’architetto Pantalei ha parlato di sottile filo rosso che lega le vicende del protagonista emigrato dall’Abruzzo all’esperienza di vita dell’autore stesso. “Una particolare angolazione è nella descrizione dei luoghi citati perché non sono sfondi teatrali fatti di artificiosità, bensì quinte architettoniche reali con un profondo senso dell’ambientazione: primo di questi luoghi è Aielli”, ha evidenziato Pantalei menzionando il Comune abruzzese immerso nella splendida natura appenninica. (Simone Sperduto/Inform)

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