ITALIANI ALL’ESTERO
In Commissione Esteri della Camera dei Deputati
La risposta del sottosegretario Della Vedova: “Abbiamo portato il problema all’attenzione del sindaco di Prnjavor invitandolo ad assicurare la tutela dell’integrità e dell’identità della minoranza italiana. Tale auspicio è stato espresso anche al primo ministro Zelika Cvijanovic”
ROMA – Il deputato Lorenzo Dellai (Pi- Cd) ha presentato alla Commissione Esteri della Camera un’interrogazione sulla situazione della comunità italiana di Stivor (Bosnia-Erzegovina). Nell’interrogazione si ricorda che nel marzo 2015 si è tenuta nel comune di Prnjavor (Bosnia-Erzegovina), dove vive da oltre 130 anni una comunità italiana nella località Stivor, una assemblea pubblica con all’ordine del giorno una ridefinizione dei confini catastali. Un cambiamento che comporterebbe una riduzione significativa dell’estensione territoriale in cui vive la locale colonia italiana. Un atto che, secondo l’interrogante, potrebbe chiudere definitivamente le aspirazioni della colonia trentina di Stivor ad avere una propria limitata autonomia amministrativa fino a giungere ad una completa irrilevanza dell’esistenza ufficiale della località Stivor. “A seguito di tale decisione, infatti, – si spiega nel testo – molte persone dovrebbero modificare i propri documenti in quanto cambierebbero denominazione i luoghi di nascita e residenza, intaccando l’identità e l’appartenenza ad una comunità; la comunità italiana di Stivor ha convissuto pacificamente per oltre 130 anni con quella locale, inserendosi perfettamente nel contesto civile, economico e sociale della regione, portando anche un contributo importante nelle relazioni tra Italia e Bosnia in generale, e con la Provincia autonoma di Trento in particolare”. “La provincia di Trento, – si ricorda nell’interrogazione – attraverso l’associazione Trentini nel mondo, ha realizzato importanti interventi di cooperazione nell’area di Stivor e nel comune di Prnjavor come il cofinanziamento dell’acquedotto potabile destinato a servire 2.700 famiglie nella regione settentrionale del comune; la riduzione del territorio e la paventata cancellazione della località Stivor dalle mappe della regione rappresentano una dolorosa negazione di una lunga storia che ha legato due comunità con vincoli di amicizia e di reciproco sostegno”. Alla luce di queste considerazioni dal deputato Dellai viene dunque chiesto al ministero degli Esteri quali iniziative si intendano adottare a sostegno della comunità trentina in Stivor “al fine di scongiurare una decisione che appare ingiustificata e senza effetti pratici migliorativi rispetto alla situazione attuale per la comunità serbo-bosniaca ma sicuramente penalizzante per quella italiano-bosniaca”.
All’interrogazione ha risposto il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova che ha segnalato i passi compiuti su questa questione dall’Ambasciata d’Italia a Sarajevo nei confronti delle competenti autorità locali e dello stesso Governo della Republika Srpska. “Desidero innanzitutto far presente – ha esordito il sottosegretario ricostruendo il susseguirsi dei fatti – che l’associazione Italiani di Stivor ha segnalato alla nostra sede diplomatica in loco e all’ufficio dell’Alto Rappresentante (OHR) in Bosnia Erzegovina la situazione creatasi a seguito dei recenti provvedimenti municipali discussi in occasione di un’assemblea pubblica tenutasi a Stivor lo scorso 21 marzo e successivamente sospesi dal Comune di Prnjavor, di cui la summenzionata località costituisce una frazione. L’ipotesi prospettata dall’amministrazione municipale prevede una modifica dei confini amministrativi e catastali della località di Stivor che ne ridimensionerebbe l’estensione territoriale, andando ad incidere direttamente sull’integrità della comunità italiana ivi storicamente residente. Laddove venissero resi esecutivi, tali provvedimenti – ha proseguito Della Vedova – comporterebbero notevoli costi a carico dei cittadini di origine italiana, a partire, ad esempio, dalla rettifica dei numeri civici e dei documenti di identità individuali. Nonostante la sospensione dei decreti in questione, il comune avrebbe già provveduto alla rimozione dei segnali stradali bilingui, redatti in alfabeto sia cirillico sia latino e recanti indicazioni in lingua italiana”.
Dal sottosegretario è stato inoltre evidenziato come la nostra ambasciata, in raccordo con l’Associazione Trentini nel Mondo e l’OHR, abbia portato il problema anche all’attenzione del sindaco di Prnjavor, Sinisa Gataric, invitandolo ad assicurare, compatibilmente con la normativa locale e le esigenze di buona amministrazione, la tutela dell’integrità e dell’identità della minoranza italiana. “Tale auspicio – ha precisato Della Vedova – è stato espresso dall’ambasciatore d’Italia, Ruggero Corrias, anche al primo ministro della Republika Srpska, Zelika Cvijanovic, in occasione di un recente incontro a Banja Luka. Al riguardo, il primo ministro ha fornito assicurazioni circa il proprio impegno per una soluzione del caso che sia rispettosa dei diritti e delle prerogative della minoranza italiana, in linea con quanto previsto dal diritto internazionale e dall’ordinamento bosniaco”. Della Vedova ha anche segnalato come l’ambasciatore Corrias abbia formalmente investito della questione anche il ministro per la Pubblica Amministrazione e le Autonomie Locali della Republika Srpska, Lejla Resic, competente per i rapporti con la Municipalità di Prnjavor.
“L’ambasciata, con l’associazione Trentini nel Mondo, – ha proseguito il sottosegretario – hanno segnalato la situazione della comunità degli italiani alla stampa (articolo pubblicato da “L’Adige”) e continua a seguire con attenzione gli sviluppi in loco di concerto con i rappresentanti dell’associazione Italiani di Stivor. Prnjavor – ha poi ricordato Della Vedova – è storicamente tra i comuni maggiormente multietnici della Bosnia: vi si sono insediate nel corso degli ultimi due secoli comunità di ucraini, italiani, cechi, polacchi, rom, ungheresi, tedeschi, russi, slovacchi. La comunità italiana, a Stivor da oltre 130 anni, è peraltro tra le più numerose e ben integrate e mantiene solidi rapporti con l’Italia e con la regione di provenienza (Trentino-Alto Adige). Ha sempre contribuito attivamente allo sviluppo economico, sociale e culturale locale con progetti di utilità pubblica e solidarietà a beneficio di tutta la popolazione. Tra queste opere figura l’acquedotto comunale la cui costruzione, oggi in via di completamento, è stata resa possibile, con l’assistenza dell’ambasciata e della Trentini nel Mondo, da una generosa donazione della Provincia autonoma di Trento al Comune di Prnjavor. Delle quattro associazioni di cittadini di origine italiana presenti in Bosnia Erzegovina (a Sarajevo, Stivor, Tuzla e Banja Luka) con cui l’ambasciata d’Italia intrattiene regolari rapporti, quella di Stivor, istituita nel 1997, conta quasi 300 membri e svolge iniziative ricreative e di assistenza alla minoranza italiana partecipando attivamente ai locali organi rappresentativi delle minoranze”. Della Vedova ha infine assicurato che il Maeci continuerà a seguire con adeguata attenzione gli sviluppi della vicenda.
In sede di replica il deputato Dellai (PI_CD) si è detto soddisfatto della riposta del sottosegretario ed ha ricordato come l’insediamento di Stivor risalga ad un tempo in cui parte della popolazione della Val Sugana, in quanto residente in territorio asburgico, fu trasferita a Stivor cinque anni dopo l’ingresso della Bosnia-Erzegovina nell’Impero austroungarico. Per Dellai la questione della comunità italiana di Stivor attiene al tema della tutela del multilinguismo e del multiculturalismo sul suolo europeo, valori di questi tempi appaiono in crisi e che quindi che vanno garantiti. (Inform)