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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Interrogazione di Francesco Giacobbe (Pd) al ministro degli Affari Esteri

CONCESSIONE VISTI DI STUDIO

Il senatore eletto all’estero chiede di sapere quali motivazioni sussistano per la mancata concessione, da parte del consolato di Tunisi, di 48 visti di studio per l’Italia

 

ROMA – Dal senatore Francesco Giacobbe, eletto all’estero per il Pd nella ripartizione dell’Africa, Asia, Oceania e Antartide, una interrogazione al  ministro degli Esteri sulla mancata concessione di 48 visti di studio per l’Italia da parte del Consolato d’Italia a Tunisi.,

Giacobbe chiede di conoscerne le motivazioni e se siano intervenute modifiche relativamente ai requisiti. Inoltre se non si ritenga opportuno semplificare le procedure amministrative richieste e rafforzare il personale addetto al rilascio dei visti.

Qui di seguito il testo dell’interrogazione con richiesta di risposta scritta.

Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale – Premesso che:

il visto di studio consente l’ingresso in Italia, ai fini di un soggiorno di breve durata (fino a 90 giorni) o di lunga durata ma a tempo determinato (fino a un massimo di 365 giorni) allo straniero che intenda seguire corsi di studio o svolgere ricerche o altre attività culturali a carattere temporaneo o continuativo;

il visto di studio è legato ad adeguate e documentate garanzie che il richiedente deve fornire, quali: a) il corso di studio o l’attività culturale da seguire; b) i mezzi di sostentamento: borse di studio conferite dal Governo italiano o da enti italiani riconosciuti, da enti italiani di diritto pubblico, da organizzazioni internazionali o da altri enti internazionali riconosciuti, dal Governo o da enti pubblici del Paese di origine, da istituti religiosi, da università e licei stranieri o da altri enti e associazioni italiani anche privati ma di sicura affidabilità, o accertate garanzie economiche personali o della propria famiglia (non dichiarazioni di garanzia rilasciate da terze persone); c) dichiarazione consolare attestante il diritto all’assistenza sanitaria in Italia, che derivi da accordi o convenzioni in vigore con il Paese di origine o, in alternativa, adeguata copertura assicurativa per spese sanitarie, cure mediche e ricoveri ospedalieri urgenti (per tutta la loro durata), con polizza di enti o società italiani o con polizza straniera accompagnata da dichiarazione consolare sulla sua validità in Italia, che specifichino le forme di assistenza previste, che non dovranno comportare limitazioni od eccezioni alle tariffe stabilite;

l’Italia ha un grande interesse ad assecondare l’internazionalizzazione delle sue istituzioni scolastiche e di ricerca e a stabilire rapporti formativi con la potenziale classe dirigente di Paesi verso i quali sussistono interessi strategici;

presso il consolato di Tunisi sono state presentate decine di richieste di visti di studio da parte di giovani che intendono optare per le strutture universitarie e di ricerca italiane come luoghi di studio, formazione e ricerca, che non sono state accolte dagli uffici competenti,

si chiede di sapere:

quali motivazioni sussistano per la mancata concessione, da parte del consolato di Tunisi, di 48 visti di studio per l’Italia;

in particolare, se non siano intervenute modifiche, nel corso della valutazione delle pratiche di richiesta visto, relativamente ai requisiti, individuali e familiari, e specificatamente legate al reddito ritenuto sufficiente, che richiedano un nuovo esame delle domande di visto;

se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno, alla luce di un più attento esame delle richieste pervenute, informare gli interessati su quali parti della documentazione presentata siano eventualmente necessari dei completamenti;

se non ritenga necessario, infine, in linea con quanto si sta facendo in Italia, esaminare la possibilità di semplificare le procedure amministrative richieste e rafforzare il personale addetto al rilascio dei visti in realtà, come la Tunisia, nelle quali i rapporti politici, culturali, sociali ed economici rendono opportuno un maggiore investimento di risorse da parte del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale”. (Inform)

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